TERAMO – “La Provincia è pronta ad andare in qualsiasi area ci venga concessa non a parole ma con atti e permessi di costruire entro il 19 dicembre. Altrimenti la Provincia possiede ampi ettari di terreno nel complesso della Cona, al Pascal-Forti, e altri spazi li recupererà quando il Comune si farà carico dello spostamento dei ragazzi dell’istituto comprensivo Teramo 5. Possiamo costruire un vero e proprio campus in pochi mesi, riuniremo Convitto, convittori e scuole annesse insieme a quelle del Liceo Delfico in un unico luogo. Abbiamo perso troppo tempo e siamo in una situazione emergenziale: deve essere chiaro che queste scelte sono obbligate se non potremo rientrare al Delfico. Perché sia l’eventuale dissequestro che le condizioni del dissequestro non dipendono da noi e situazione ben peggiore sarebbe quella di non avere un piano B che offra per i tempi dei lavori sisma un luogo dove studiare e vivere ad una popolazione scolastica di centinaia di studenti”.

Così il presidente della Provincia di Teramo Camillo D’Angelo, accompagnato dai dirigenti Emilia Di Matteo e Francesco Ranieri e dal consigliere Flavio Bartolini, nel corso del tavolo di confronto sul Convitto Delfico, convocato questa mattina dalla dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale, Clara Moschella, a cui hanno preso parte anche il Comune di Teramo e le dirigenti scolastiche coinvolte.

“Sono state esaminate, di nuovo, le ipotesi sul campo in una visione emergenziale non solo quella attuale ma anche quella che potrebbe determinarsi nel caso in cui i ricorsi contro il sequestro non andassero a buon fine o imponessero l’avvio immediato dei lavori”, viene spiegato in una nota.

“Il problema più vistoso e più impattante è quello di garantire l’unitarietà del sistema Convitto che ad oggi è senza dubbio l’Istituzione scolastica che sconta i problemi più grandi in quanto oltre alle scuole deve poter continuare a garantire vitto e alloggi. L’area della D’Alessandro, a lungo dibattuta anche alla luce del progetto già pronto della Provincia –  che proprio in un’ottica emergenziale ha già stanziato i fondi per l’acquisto di strutture modulari – non viene ritenuta la scelta migliore dall’Ufficio scolastico perché comunque gli spazi disponibili non garantiscono la ricostituzione fisica in un unico luogo del Convitto e in ogni caso il Comune non ha ancora rilasciato alla Provincia il permesso di costruire.  Inoltre, su questo argomento, proprio nel corso della riunione, è emerso un ulteriore elemento: secondo gli uffici comunali su quell’area ci sarebbe anche un vincolo della Soprintendenza”.

Le dirigenti scolastiche Letizia Fatigati e Daniela Baldassarre e rappresentanti del Liceo Classico insieme a Clara Moschella, sono tornate a chiedere lo spazio dello Stadio ritenuta “l’area più idonea a soddisfare le esigenze della popolazione scolastica e anche a tutelare gli interessi più ampi, sociali ed economici, del centro storico”.

Il sindaco Gianguido D’Alberto – accompagnato dalla vicesindaca Stefania Di Padova e dal capo di gabinetto Valeria Cerqueti – ha di nuovo escluso categoricamente questa possibilità per “l’incombenza del progetto di riqualificazione del vecchio stadio di Circonvallazione Spalato”.

L’ipotesi del campus della Cona, alla luce della riunione, è stata definita dalla dirigente Clara Moschella: “la meno infelice tenuto conto che oggi abbiamo l’obbligo di salvaguardare l’esistente sapendo, comunque, che si tratta di una situazione emergenziale per un tempo momentaneo”.