AMATRICE – Martedì 22 novembre l’Aula di Palazzo Madama non sarà convocata la mattina per permettere alla commissione Bilancio l’esame del decreto Terremoto.

La modifica del calendario è stata chiesta in apertura dei lavori dal presidente della commissione Giorgio Tonini (Pd) ed è stata accettata in accordo con l’opposizione.

La Conferenza delle Regioni e delle province autonome ha intanto dato parere favorevole al secondo decreto che nel pomeriggio sarà all’attenzione della Conferenza Unificata. Lo ha reso noto il governatore dell’Abruzzo, Luciano D’Alfonso, a margine dei lavori della seduta odierna, parlando con i cronisti.

È volato ad Amatrice, intanto, il presidente del Senato Pietro Grasso: “Avevo promesso di tornare qui e che non avremmo consentito che si spegnessero i riflettori – ha detto – . Al di là dei riflettori si lavora anche al buio. Il messaggio è che seguiamo questo problema e che l’intero Paese è vicino ai terremotati. La seconda scossa ha enormemente ampliato e complicato il terreno di intervento. Sono qui per dare fiducia. In Senato stiamo lavorando alla conversione in legge del decreto”.

Dopo una visita alla Direzione di comando e controllo (Dicomac) allestita dalla Protezione civile a Rieti, Grasso si è spostato ad Amatrice dove accompagnato dal sindaco Sergio Pirozzi ha visitato il posto di assistenza socio-sanitaria della Asl di Rieti allestito presso l’Istituto don Minozzi, l’ex campo Lazio, l’area dove era allestita la tendopoli e dove ora l’Esercito sta predisponendo le opere di urbanizzazione per ospitare le casette.

Dopo aver visitato il primo tratto della zona rossa, il presidente ha lasciato Amatrice per proseguire la sua visita nelle zone colpite dal sisma.

“Lo Stato è vicino alla gente e ai territori – ha detto a Norcia – e la mia presenza qui oggi ne è la dimostrazione. Cercheremo di fare in fretta e bene”.

Grasso è stato accompagnato dalla presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini. Con loro il commissario governativo per la ricostruzione Vasco Errani, il capo della Protezione civile Fabrizio Curcio, il sindaco di Norcia Nicola Alemanno e quelli della Valnerina.