PESCARA – È tornata in libertà Rosa Giammarco, la responsabile dell’Agenzia per la Promozione Culturale della Regione Abruzzo, che era stata posta all’obbligo di dimora nell’ambito dell’operazione ‘Il Vate’, relativa all’ erogazione dei contributi regionali per l’organizzazione di eventi culturali, che il 12 novembre scorso ha portato ai domiciliari l’ex assessore regionale alla Cultura, Luigi De Fanis.
Lo ha deciso il gip del Tribunale di Pescara, Mariacarla Sacco.
Nei giorni scorsi, è tornata in libertà anche l’altra persona finita, nell’ambito dell’inchiesta, all’obbligo di dimora, ossia Ermanno Falone, legale rappresentante di una onlus del Vastese.
Fra gli altri indagati, Lucia Zingariello, ex segretaria di De Fanis, in libertà dall’8 gennaio scorso.
Le indagini hanno preso il via dalla denuncia di un imprenditore, che si è rivolto alla forestale dopo le richieste di denaro ricevute da parte dell’ex assessore De Fanis in cambio della erogazione di fondi per l’organizzazione di manifestazioni culturali.
In particolare gli accertamenti si sono concentrati sull’erogazione di fondi regionali destinati alla organizzazione degli eventi celebrativi dell’anniversario dei 150 anni della nascita di Gabriele D’Annunzio.
Secondo l’accusa, De Fanis avrebbe chiesto tangenti per l’organizzazione del concorso internazionale di musiche da film ‘Mario Nascimbene Award’, e per un evento al Salone del Libro di Torino.
Il meccanismo messo in atto sarebbe stato quello di gonfiare le fatture.
Intanto De Fanis ha fatto depositare presso la procura della Repubblica di Lanciano (Chieti) una lettera, a sua firma, con cui chiede al pm Rosaria Vecchi se corrisponda a verità l’esistenza di un fascicolo nei suoi confronti con l’accusa di tentato omicidio della moglie.
In tal caso De Fanis, che dice di aver appreso dalla stampa delle nuove indagini, fa sapere che intende mettersi a disposizione della magistratura per l’interrogatorio, previa autorizzazione del gip di Pescara.
Per la difesa De Fanis ha nominato gli avvocati Domenico Frattura e Massimo Cirulli, che già lo rappresentano nell’inchiesta della procura di Pescara “il Vate”, nell’ambito della quale è finito agli arresti domiciliari nel novembre scorso per concussione.
L’inchiesta pescarese verte sull’erogazione di contributi regionali per l’organizzazione di eventi culturali; il fascicolo aperto a Lanciano ne è uno stralcio.
Sarebbe stata la segretaria Lucia Zingariello, che con l’assessore aveva una relazione, anche lei finita ai domiciliari a novembre e tornata in libertà l’8 gennaio scorso, a raccontare al pm di Pescara Giuseppe Bellelli che De Fanis aveva intenzione di avvelenare la moglie.
La quale ieri, con una lettera aperta, ha dichiarato: “Sapere che Gigi è indagato per aver tentato di uccidermi è una cosa che, in altri tempi, mi avrebbe fatto ridere, ma che oggi, con tutto quello che è stato scritto di mio marito, mi dà ancor di più la conferma di come si possa distruggere un uomo”.






