L’AQUILA – Situazione ancora difficilissima causa neve e danni da sisma a stalle ed altre strutture, anche con bestiame., tra Montereale, Campotosto e diverse frazioni come Ortolano, tutte nell’Aquilano.
In particolare, proprio a Campotosto, comune raggiunto dai soccorsi da poche ore, stanno emergendo danni seri a case ed altre strutture.
Inoltre, diverse stalle sono crollate uccidendo molti animali, tra cui vitelli e mucche per soffocamento.
Sono state colpite le aziende La Mascionara, Antonelli e Rascelli che si trovano nel comune di Campotosto: a Poggio Cancelli, nella stalla dell’azienda agricola Rascelli Emidio, è morta almeno una trentina di pecore.
E almeno una trentina di bovini è morta in località Porcinari, sulla statale 80 verso Ortolano, della azienda agricola Antonelli Massimo.
E c’è sempre il rischio frane dal Monte Corno.
Intanto, a Capitignano (L’Aquila), il sindaco Maurizio Pelosi ha ordinato l’evacuazione del centro storico, evacuazione temporanea con sistemazione dei residenti in una struttura coperta, per consentire a uomini e mezzi di togliere la tanta neve caduta.
A Campotosto, Rinaldo D’Alessio, della nota azienda agricola La Mascionara, ha raggiunto oggi pomeriggio, dopo mille difficoltà, lo stabilimento di Mascioni, frazione di Campotosto, dove erano rimasti intrappolati i 6 addetti nella foresteria vicino al capannone produttivo, addetti dei quali non si riusciva ad avere notizie da ieri.
I lavoratori sono stati trovati in buone condizioni. Sono stati tratti in salvo dopo che mezzi dell’anas, dell’esercito e dei Vigili del fuoco, hanno aperto un fronte sulla strada invasa dalla neve.
“Soltanto oggi, dopo tre giorni – racconta D’Alesio ad AbruzzoWeb – siamo riusciti ad ottenere un mezzo dell’Anas per aprire un varco nella neve, perché la Provincia non aveva neanche uno. Il varco è stato aperto dal bivio per le Capannelle fino all’azienda, circa tre, quattro chilometri. Noi abbiamo caseificio e salumificio, ma da giorni non riuscivamo ad arrivarci. E parliamo, ripeto, di pochi chilometri di strada”.
Purtroppo, fa notare D’Alesio, “per gli allevatori di questa zona, le cose si sono messe malissimo. Ci sono stalle crollate ovunque, con animali morti sotto il peso di neve e tetti. Siamo stati dimenticati dalle istituzioni, l’unica persona che si è interessata a tutti noi ed è venuta a sporcarsi le mani per aiutarci è il consigliere regionale aquilano Pierpaolo Pietrucci“.
“Una turbina era ferma ad Arischia, è della Valtellina ed è arrivata solo ieri”, lamenta poi D’Alesio, che ora deve cominciare la conta dei danni alla sua struttura.
“Ma qui il discorso è più ampio – polemizza -. Sono presidente del Consorzio Pecorino amatriciano, quattordici aziende in tutto, nato nel 2014, dunque qualcosa che è nato prima del sisma di Amatrice del 2016 e non dopo per ‘approfittare’ della situazione: ebbene, le cose stanno andando malissimo, il progetto va avanti ma con estrema difficoltà, perché non ci sono tutele, non c’è attenzione da parte di chi dovrebbe aiutarci. E poi, l’Unione Europea, con delle regole assurde, ci considera come fossimo la Parmalat e applica delle regole, dei disciplinari per noi impossibili”.
“Se questo è il quadro e non cambia – conclude – ce lo dicano chiaramente. Noi qui viviamo del nostro lavoro, se ci tocca chiudere è bene saperlo, così possiamo andare via e investire altrove”. Roberto Santilli





