L’AQUILA – Sono giunti ieri sera da Roma a Piazza Duomo, attorno alle 18, oltre 40 camminatori della “Lunga marcia dell’Aquila”.

E si sono incontrati con gli altri compagni di avventura della “Stella d’Italia”, in viaggio già da 60 giorni da cinque città italiane verso il capoluogo abruzzese. Un’iniziativa nata per portare un messaggio di speranza alla città distrutta dal terremoto e non ancora risorta.

“Abbiamo pensato di raccogliere l’ormai noto appello ‘L’Aquila chiama Italia’ – dichiara il promotore dell’evento l’avvocato Enrico Sgarella – e noi abbiamo fatto di tutto per esaudirlo. Abbiamo così scoperto che non eravamo soli, ma che altre città italiane avevano avuto la stessa idea”.

L’entusiasmo dei tanti partecipanti, soprattutto giovani, si è fatto sentire durante il lungo percorso naturalistico, che dalla Capitale ha avuto la sua prima tappa a Marcellina nella Sabina, per poi proseguire verso Orvinio, Castel di Tora, Borgo San Pietro di Petrella e poi attraversare i piani di Rascino e giungere così all’Aquila.

“Durante il nostro percorso abbiamo trovato un’accoglienza davvero calorosa – prosegue Sgarella – nelle diverse tappe della marcia. E’ stato per noi l’occasione ideale per scoprire un bellissimo e alternativo sentiero paesaggistico nel cuore delle nostre regioni, completamente ignorato dal turismo. A mio avviso questi luoghi meriterebbero maggiore attenzione”.

Con l’arrivo di due piccoli ciuchi che accompagnavano il secondo gruppo dei partecipanti in marcia da Roma, si è conclusa a piazza Duomo questa “Lunga marcia”.

Ad attenderli in città tante persone e autorità. “È stata una festa molto bella e commovente – ha concluso il promotore dell’iniziativa – che proseguirà da oggi con una tregiorni all’insegna di incontri e spettacoli culturali, ma anche di spunti per riflettere e discutere sui temi del territorio e della sua rinascita”.