VASTO – Tre giorni di cammino, 100 km circa sulle orme dei pastori, dei viandanti, dei pellegrini è stato organizzato da Cai lo scorso fine settimana dal Cai di Vasto (Chieti), con la collaborazione delle sezioni di Atessa, Fara San Martino, Ortona, con il patrocinio dei comuni di Vasto, Pollutri, Scerni, Atessa, Roccascalegna e della Riserva di Punta Aderci.
Dodici camminanti hanno attraversato vecchi tratturi e tratturelli, percorso “carrarecce” che un tempo collegavano centri abitati e sentieri che fino a qualche decennio fasono stati testimoni di una spiritualità espressa con pellegrinaggi verso luoghi di fede.
Non una sfida, non una prova di forza, ma un modo per procedere a ritroso verso le radici più profonde della cultura e delle tradizioni della terra d’Abruzzo.
Partiti il 23 giugno dalla spiaggia di Punta Penna, i camminanti hanno percorso tutta la Riserva di Punta Aderci e quella del bosco di don Venanzio, attraversato i territori del comune di Pollutri e Scerni e raggiunto Atessa dove sono stati accolti dai soci del Cai della locale sezione per ristorarsi.
Il secondo giorno, risalendo le colline ai piedi della Majella, hanno raggiunto il comune di Roccascalegna (dove sono stati accolti dall’amministrazione comunale), Gessopalena (qui hanno visitato il borgo distrutto dagli obici tedeschi nel dicembre del 1943), poi quello di Fara San Martino.
Dalle omonime gole, il terzo giorno, i camminantisono saliti sul Monte Amaro (2793 m. ).
Lungo la valle di Fara San Martino, dove spiritualità e cultura agro-pastorale,trovano un connubio e una sintesi perfetta, i camminanti hanno avuto modo di esperire l’asprezza della vita del pastore.
Qui, infatti, a 1800 m. circa di quota resiste al tempo l’ultimo pastore della Majella, Domenico Di Falco, che ancora oggi effettua la transumanza verticale e porta in estate il suo gregge di capre a brucare l’erba fresca delle alte quote.
Alle 15 del 24 giugno i camminanti, stanchi ma felici del cammino attraverso luoghi di bellezza notevole e attraverso la loro storia, hanno raggiunto la cima del Monte Amaro, la discesa è avvenuta verso Campo di Giove.






