LANCIANO – Respinta la richiesta di proscioglimento avanzata dalla difesa del sindaco di San Vito Chietino (Chieti), Rocco Catenaro, per il crollo a luglio 2014, proprio a San Vito Chietino, sotto mareggiate, del ‘Trabocco di Turchino’, macchina da pesca risalente alla seconda metà dell’Ottocento, più volte restaurata e citata in un suo romanzo da Gabriele D’Annunzio.
L’avvocato Nicola Rullo, difensore di Catenaro, ha chiesto al giudice Andrea Belli, del Tribunale di Lanciano (Chieti), il proscioglimento del sindaco, motivando la decisione sulla circostanza che i beni del Comune erano stati delegati, con apposite delibere, al dirigente dell’ufficio tecnico.
Il procuratore Francesco Menditto si è opposto e il giudice, accogliendo le richieste della Procura, ha stabilito il proseguimento della fase istruttoria.
L’udienza è stata aggiornata al 26 maggio prossimo, data in cui saranno ascoltati i periti d’accusa e difesa. Prima, la costituzione delle parti ed eccezioni preliminari.
Catenaro, eletto nel 2012 con una lista civica riconducibile al centrodestra, è imputato per presunti reati ambientali o alterazione di bellezze naturali soggetti a speciale protezione, oltre che del reato dell’obbligo giuridico di impedire l’evento, equivalente ad averlo cagionato in presenza di eventuali omissioni.
Il trabocco di Turchino, sul quale Gabriele D’Annunzio ambientò la tragedia “Il trionfo della morte”, è stato totalmente ricostruito con lavori conclusi a inizio 2016.
Costo del progetto 180 mila euro, attraverso fondi regionali e comunali.






