SCOPPITO – Non se la passano bene i commercianti dell’area tra Sassa e Scoppito, nell’Aquilano, che hanno bisogno della strada statale 17 libera affinché ci sia un flusso continuo di clientela, specie in questi tempi di crisi.

Da sabato scorso in seguito al crollo di un ponte in fase di demolizione lungo il tratto della linea ferroviaria Terni-Rieti-L’Aquila, in una zona fra Sella di Corno, frazione di Scoppito, e Sassa, le attività commerciali ‘interessate’ sono in allarme per mancati introiti causa chiusura della Statale, tanto che il sindaco di Scoppito Marco Giusti aveva chiesto a due giorni dall’accaduto una rapida soluzione per scongiurare danni gravissimi a chi in quell’area lavora.

Proprio Giusti si era prodigato per far sì che le Ferrovie dello Stato riaprissero un vecchio casello ferroviario nei pressi del ponte, una soluzione d’emergenza “che eviterebbe ulteriori danni”, ma fino ad oggi è prevalso il ‘no’ delle Fs.

“Stiamo rischiando di brutto – lamentano i commercianti della zona – per noi qualche giorno senza un buon flusso di clientela, in tempi difficili, significa subire danni economici gravissimi. Tutto per colpa della gestione ‘comica’ della demolizione di un ponte, con i lavori iniziati quasi due anni fa. Abbiamo bisogno di un aiuto concreto, ma delle istituzioni soltanto l’amministrazione comunale di Scoppito si è spesa per risolvere il problema”.

“Con la strada statale chiusa – spiega Luigi Mastrototaro, titolare del Backstage Cafè del centro commerciale Pegaso – siamo completamente tagliati fuori, così non possiamo andare avanti. Fino a questo momento non ci siamo seduti a un tavolo per cercare di trovare insieme una soluzione. Io sono stato rassicurato sulla riapertura almeno della strada provinciale, prevista per venerdì, ma se così non fosse tanto vale chiudere l’attività”.

Dalle parti del centro commerciale Pegaso è un mezzo deserto, idem per il ristorante ‘La Brace’ e il bar a poca distanza, sempre sulla strada statale, all’altezza del bivio per Tornimparte.

“Siamo in enorme difficoltà per il crollo di un ponte – confermano i commercianti – in pochi giorni le nostre attività rischiano la bancarotta. Ci vengano date delle soluzioni immediate, ci venga data l’opportunità di recuperare i mancati guadagni. Che senso ha chiudere un tratto di strada così importante? Non si può trovare un modo per non far morire chi qui in zona si sacrifica tutti i giorni?”.