L’AQUILA – Slitta di oltre 6 mesi l’udienza davanti al giudice del tribunale dell’Aquila Carmela Magarò della causa civile sul crollo della Casa dello studente la notte del 6 aprile 2009, che causò il decesso di 8 giovani, promossa da alcune parti civili contro la Regione Abruzzo e l’Azienda per il diritto agli studi universitari (Adsu) dell’Aquila, cui chiedono la somma record di 6 milioni di euro.
Il rinvio pesante è dovuto alla somma dei tempi tecnici usuali, più la pausa estiva degli uffici giudiziari più altri tempi tecnici per la chiamata dei terzi in causa.
Il 16 gennaio 2017 si partirà quindi con tutte le parti presenti per una discussione che si spera celere.
Lo scorso febbraio l’inattesa chiamata in causa di altri soggetti aveva provocato una contestazione veemente delle parti civili, rappresentate dall’avvocato teramano Wania Della Vigna.
La Regione ha chiamato in causa l’Angelini Immobiliare per “aver fatto progettare l’immobile e averlo costruito non attenendosi alla vigente normativa”; ha coinvolto lo Stato, attraverso il Miur e l’Università dell’Aquila, “per averlo acquistato senza accorgersi dei gravi deficit strutturali da cui era affetto” oltre che l’Adsu per il “ruolo di custode esclusivo dell’immobile”, e gli imputati (Bernardino Pace, Pietro Centofanti, Tancredi Rossicone e Pietro Sebastiani) già condannati in via definitiva dopo la sentenza di Cassazione dello scorso 11 maggio.
A sua volta anche l’Adsu segue la stessa linea difensiva dell’ente riconoscendo, però, la responsabilità della Regione stessa in qualità di proprietaria dell’edificio.
La società Angelini si è costituita con pool di 5 avvocati, tra i quali anche docenti universitari, che riprendono la linea difensiva e la perizia del processo principale affidata al docente Gabriella Mulas.
I legali, in sintesi, riconoscono gli errori progettuali, ma ricordano anche che quello stabile ha avuto una lunga serie di eventi nel corso della storia con lavori e cambi di destinazione d’uso e di proprietà e, quindi, evidenziano un concorso di colpa di Regione e Adsu: se gli enti avessero provveduto ai controlli, la tragedia non ci sarebbe stata.
L’Avvocatura distrettuale dello Stato si è costituita per conto del Miur e, secondo i legali statali, il ministero non c’entra e non c’è nesso di causalità.
Gli stessi avvocati rilevano che il terremoto del 6 aprile 2009 è stato un evento straordinario: considerazione, però, superata dalla Corte di Cassazione tra la sentenza della stessa Casa dello studente e quella per il crollo del Convitto nazionale (3 morti), in base alle quali la responsabilità dei cedimenti non è annoverabile a un evento straordinario come il sisma.
Altra prerogativa del processo civile, la carica delle assicurazioni da chiamare in causa in caso di risarcimenti. I costruttori Angelini chiamano le Generali in caso, gli imputati e l’Adsu hanno chiamato Unipol e altre compagnie.




