L’AQUILA – Ci sarà l’inchiesta della magistratura sulla tragedia sfiorata nella palazzina post sisma della frazione aquilana di Cese di Preturo, dove un balcone in legno ha ceduto ed è crollato su quello al primo piano, fortunatamente in un momento in cui nessun inquilino occupava quegli spazi.
Il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, infatti ha annunciato che “da un primo esame il crollo del balcone in legno è stato causato da un difetto costruttivo legato alla mancanza della guaina e quindi dell’isolamento che ha permesso infiltrazioni che hanno indebolito il legno. Domani faremo controlli a tappeto a seguito di una indagine interna e poi presenteremo denuncia all’autorità giudiziaria”.
Per ora è stata sgomberata la famiglia nel primo piano, quello dove è caduto il balcone.
Se i controlli dovessero confermare il difetto di costruzione, anche le altre palazzine saranno evacuate. I controlli si estenderanno anche alle altre 18 New Town del progetto case costruito a tempo di record per ospitare circa 16mila aquilani sfollati dopo il sisma del 6 aprile del 2009.
La proprietà degli insediamenti negli anni scorsi è passata dallo Stato al Comune dell’Aquila.
La manutenzione, fino al 3 ottobre prossimo, è gestita dalla Manutencoop, ma il Comune sta verificando la possibilità di fondare a capitale misto pubblico privato per assicurare il servizio.
“Si è sfiorata la tragedia, è drammatico – ha continuato Cialente – Ora dobbiamo capire come sono state costruite le case, non si può giustificare il fatto che per andare di corsa, si costruisce male, questo anche alla luce del costo a metro quadrato”.
Cialente non sembra darsi pace: “Vorrei capire dove erano i direttori dei lavori e come sono stati effettuati i collaudi, come si è fatto a non accorgersi di niente”, ha tuonato ancora il primo cittadino, il quale a proposito del passaggio di proprietà al Comune e del problema della gestione ha annunciato “la richiesta alla protezione civile nazionale di tutti i collaudi, di tutti gli appalti, di tutta la documentazione, per fare verifiche strutturali e altri controlli, tra cui controlli energetiche visti i costi esorbitanti”.
Poi, la istanza al Governo: “Ora si pone un problema di manutenzione straordinaria perché molti danni sono strutturali segno che si è sbagliato a costruire, ma da Roma devono arrivare fondi adeguati”.




