L’AQUILA – “Ho appena firmato l’ordinanza , la numero 99 (!) con la quale decretiamo l’inagibilità totale degli alloggi della piastra 19 di Cese, via Gian Maria Volonté. Sono addolorato, mortificato”.
Lo annuncia sulla propria bacheca Facebook il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente.
Gli inquilini dovranno lasciare gli alloggi in 10 giorni e saranno sistemati in appartamenti vuoti del progetto C.a.s.e., il mega insediamento prefabbricato antisismico, costituito da circa 4.500 appartamenti, voluto dall’allora premier Silvio Berlusconi per dare un tetto a oltre 16 mila aquilani dopo il terremoto del 6 aprile 2009.
La piastra 19 era stata già oggetto dei sigilli ai balconi in legno rientrante nell’operazione, in via di conclusione, che ha portato al sequestro di 800 balconi costruiti con le stesse caratteristiche di quello crollato, disposta dal gip del tribunale dell’Aquila Giuseppe Romano Gargarella nell’ambito dell’inchiesta della procura della Repubblica del capoluogo scattata dopo il grave fatto.
Tra le motivazioni addotte dal sindaco c’è anche la relazione tecnica del Corpo forestale dello Stato relativa ad accertamenti effettuati nel corso dell’operazione sigilli su due edifici di quello stabile dalla quale “risultano situazioni di grave criticità del sistema strutturale dell’edificio ed in generale emerge che la stabilità dell’edificio sia già parzialmente compromessa”.
L’inchiesta, ancora contro ignoti, va avanti.
“Addolorato come sindaco – soggiunge – perché capisco il dramma di queste famiglie, costrette a traslochi e spostamenti, con enormi e ingiusti disagi. Di loro comprendo e condivido la frustrazione e la rabbia, il senso di impotenza. Capisco che possano non capire la mia, la nostra situazione. So di tutelare così la loro salute fisica, ma non certo il loro stato d’animo e serenità., quella piccola serenità che forse, a fatica, si erano ricreata”.
Cialente aggiunge di essere anche “mortificato come italiano. Queste C.a.s.e., come peraltro i Map, presentati al mondo come il grande miracolo, ancora una volta mostrano i pesanti limiti, le tare, i vizi, le miserie di questo Paese – si sfoga – Le stesse miserie e vergogne dell’Expo di Milano, o del Mose, dove sotto gli occhi del mondo si è ripetuto il rito degli approfittatori, degli avvoltoi e sciacalli che trasformano in occasione di ruberie ed imbrogli anche gli appuntamenti decisivi dell’Italia”.
“Comincio a chiedermi seriamente se l’Italia potrà farcela, e mi chiedo se non serva ancora più coraggio nelle scelte politiche. Ormai spero solo nei giovani, ma quelli veri, non quelli che sotto l’ombrello di una data anagrafica… recente, ragionano con le vecchie categorie”, conclude.





