CHIETI – “Ho seguito in un anno e 8 mesi 83 crisi aziendali, ho una certa conoscenza diretta di come stanno le situazioni in Abruzzo. Naturalmente una parte di queste crisi è derivata dal fatto che si tratta di aziende che non si sono sapute adeguare e sono fuori mercato, altre aziende invece stanno, come Brioni e Canali, nella fascia più alta, e ovviamente Thales”.

Lo ha detto a Chieti il vice presidente della Regione Giovanni Lolli intervenendo al convegno sul tema “Abruzzo; (Dis) investire in ricerca e sicurezza?” svoltosi presso la Provincia.

“La prima cosa è difendersi – ha proseguito – non accettare passivamente cose che per troppi anni secondo me anche in questa regione si è fatto. Ma una strategia solo difensiva non va da nessuna parte: noi abbiamo per fortuna un apparato industriale molto forte, un apparato industriale che invece sta reggendo e addirittura può crescere. Puntare tutto sulla possibilità, concentrando lì le risorse comunitarie, come d’altra parte l’Europa ci chiede di fare, nella parte che più funziona dell’apparato industriale abruzzese, vuol dire riaprire anche le opportunità per riconvertire quelle aziende che sono in difficoltà. Quindi c’è una strategia”.

“La nostra strategia è contenuta nel documento che abbiamo presentato all’Europa ed è stato accettato nella strategia di specializzazione intelligente – ha aggiunto Lolli. Abbiamo puntato tutto, focalizzando l’industria abruzzese come industria della sostenibilità, e questo richiede la collocazione di grandissimi progetti di ricerca, tra università, aziende, anche in collaborazione con strutture nazionali che ci stanno aiutando, questa è la sfida. Reggere dovunque e difendersi, io non arretro mai di un centimetro, dal Ciapi in giù non mollo mai niente però contemporaneamente mi rendo conto che una pura strategia difensiva non è sufficiente, ci vuole anche un’idea di futuro dell’Abruzzo industriale”.