L’AQUILA – Il muro contro muro, sempre più serrato, tra la Lega del deputato e coordinatore regionale, Luigi D’Eramo, tra l’altro ex assessore dell’Aquila, e Fratelli d’Italia, il partito del sindaco, Pierluigi Biondi, stanno allungando pericolosamente i tempi della crisi in seno alla maggioranza di centrodestra che guida il comune capoluogo. In queste ore emerge che il Carroccio avrebbe risposto alla istanza dei meloniani, in testa il sindaco, di taglio degli assessori salviniani con la stessa moneta: ridimensionamento dei meloniani, altrimenti la Lega potrebbe valutare di uscire dalla maggioranza.

Si tratta di un ostacolo che al momento appare quasi insormontabile sulla via della risoluzione del lungo litigio che nel corso del summit del 5 gennaio scorso sembrava potesse risolversi a stretto giro.

Contatti, trattative e tentativi di mediazione sono in corso febbrilmente ed è possibile che i rappresentanti della coalizione si possano rivedere anche oggi.

Ma è irrisolto il nodo della valutazione delle forze in campo che dovrebbe condurre a un rimpasto di giunta, nel’ambito del quale il sindaco Biondi vorrebbe ridimensionare la presenza della Lega, alla luce del passaggio del consigliere Tiziana Del Beato dal Carroccio a Fratelli d’Italia.

Un passaggio che ancora necessita dell’ufficialità visto che il sito Internet dell’amministrazione comunale la inserisce ancora nel gruppo misto. In ogni caso questo movimento, frutto del voto della Del Beato nel consiglio comunale di fine anno che ha varato il bilancio, in disaccordo con il suo ex partito, la Lega, che invece ha disertato i lavori, ha ridotto il gruppo dei salviniani a quattro unità: il capogruppo, Francesco De Santis, Elisabetta De Blasis, Luigi Di Luzio e Laura Cucchiarella.

Anche per questo motivo il sindaco vorrebbe ridurre gli assessori della Lega, che oggi sono tre: Daniele Ferella e Fabrizio Taranta, diretta espressione del partito, e Fabrizia Aquilio, indicata come tecnico esterno.

A questo ragionamento la Lega ha opposto una novità: l’accordo programmatico siglato con Roberto Silveri, ex capogruppo di Forza Italia poi transitato nella compagine di “Insieme per L’Aquila” dopo la faida tra l’assessoere regionale al Bilancio Guido Liris e Antonio Martino e e poi infine approdato al gruppo misto.

La Lega, insomma, ragiona su base cinque e ha chiaramente detto al sindaco che chi dovrebbe essere ridimensionato, forse, è lo schieramento di Fratelli d’Italia.

Oggi il partito della Meloni conta cinque consiglieri dopo il passaggio di Giorgio De Matteis, Marcello Dundee e Berardino Morelli a Forza Italia: ci sono Ersilia Lancia e gli ex componenti di “Insieme per L’Aquila”, Ferdinando Colantoni, Vito colonna, Giancarlo Della Pelle e Leonardo Scimia.

Ma viene accreditata a sette per via del passaggio della Del Beato e del fatto Daniele D’Angelo, ufficialmente del gruppo di Benvenuto Presente, è sostanzialmente organico a Fratelli d’Italia.

Anche Forza Italia si ritiene ridimensionata, avendo cinque consiglieri e due posizioni tra la presidenza del consiglio di Roberto Tinari e l’assessorato di Marialuisa Ianni.

Completano la maggioranza Luciano Bontempo dell’Udc, Roberto Santangelo e Luca Rocci di L’Aquila Futura, che esprime in giunta Francesco Bignotti.

Già nel corso del vertice di maggioranza che si è tenuto alla vigilia dell’Epifania, i vertici della Lega, Luigi D’Eramo ed Emanuele Imprudente, avevano ribaltato il ragionamento di Biondi, facendo notare che Fratelli d’Italia “sostiene” sostanzialmente quattro assessorati: Raffaele Daniele, il vice sindaco che l’Udc disconosce; Carla Mannetti, i tecnici Vittorio Fabrizi e Fausta Bergamotto, quest’ultima direttamente legata all’attuale assessore regionale Guido Liris.

E, dunque, prima di parlare di un ridimensionamento della Lega bisognerebbe valutare tutte le posizioni in capo a Fratelli d’Italia, direttamente o riconducibili, tra cui ci sono anche la Gran Sasso Acqua diretta da Fabrizio Ayraldi, la presidenza della quarta commissione in capo Marcello Dundee, quella dell’Asm e il vertice del Tsa.

Insomma: La battaglia è tutta tra Fratelli d’Italia e Lega, con Forza Italia che reclama più spazio ma deve far fronte alle percentuali che in questo momento in base alle indicazioni degli analisti sono di gran lunga inferiori a quelle dei due azionisti di maggioranza del centrodestra. Chi la spunterà? Al momento la posizione più a rischio è quella di Vittorio Fabrizi, tecnico che arriva dalla precedente amministrazione, ma che il sindaco difende a spada tratta.

La Lega non alcuna intenzione di diminuire la propria rappresentanza, mentre Fratelli d’Italia In questo momento è un partito costretto a dirimere alcune tensioni interne che rischiano di sfociare in vere proprie correnti. La soluzione del rebus non è semplice e sicuramente non sarà trovata entro oggi, 12 gennaio, in concomitanza con la necessità di approvare i Piani esecutivi di gestione (Peg) degli assessorati. Possibile un nuovo vertice in giornata per evitare il “contagio” in regione. (Red)