PESCARA – Un vero e proprio contratto tra regione e imprese (piccole, medie, grandi e anche estere ma con sede operativa nelle aree di crisi Val Pescara, Val Sinello, Val Vibrata) quello previsto dal bando di due milioni di euro approvato ieri dalla Giunta d’Abruzzo per finanziare i contratti di sviluppo locali: 15 marzo – 30 aprile il termine delle domande.

La dotazione finanziaria, a valere sui fondi ex Fas, sarà ripartita egualmente fra le tre aree. È richiesto un investimento minimo da uno a tre milioni. La regione partecipa per circa un quinto a fondo perduto.

Il bando è impostato sulla rapidità del procedimento rispetto al passato: si calcolano 10 mesi dall’avvio dell’iter all’attività delle aziende finanziate per avanzamento di progetto. Si punta sulla stabilizzazione del personale in cassa integrazione, sulle assunzioni (due punti ad assunto nella graduatoria che stilerà la regione per finanziare), sul recupero di strutture in disuso o sottoutilizzate. Quanto non rispettato nel progetto, come da contratto, comporterà revoca.

Cinque anni dall’insediamento la permanenza delle imprese nel territorio.

“È un intervento fortemente voluto da questa Giunta e dal presidente Gianni Chiodi, di concerto con le associazioni di categoria”ha commentato il vice presidente con delega allo Sviluppo economico, Alfredo Castiglione, presentando i Contratti di Sviluppo per le Aree di Crisi.

“Abbiamo rimodulato in parte i Contratti di Sviluppo Nazionali per destinare, inizialmente, due milioni alle aree di crisi Val Pescara, Val Sinello e Val Vibrata, in quanto la Valle Peligna ha già una dotazione importante. In questo caso, il bando sta per essere pubblicato sul Bura. Probabilmente verrà implementato con residui ed economie dei fondi Fas per arrivare ad una dotazione ben più importante”.

“Ciò testimonia – ha aggiunto Castiglione – l’attenzione che la Regione deve dare alle aree interne e di crisi e posso anticipare che sul Dus (Documento Unico Strategico) una quota interessante, circa il 40% delle risorse, sarà destinato nei finanziamenti 2014-2020 proprio alle aree di crisi. Al bando possono accedere aziende nuove e che già esistono nei settori del commercio, dell’industria e dell’artigianato, anche sotto forma di rete. Si andranno a finanziare – ha spiegato Castiglione – sia opere infrastrutturali sia ricerca, in quest’ ultimo caso fino al 20%”.

“La Regione Abruzzo – ha concluso – interviene dopo un’opera di confronto con le aziende interessate, con un fondo perduto che può oscillare tra il 10 e il 15%”.