L’AQUILA – “E un mese mezzo che la crisi nella maggioranza al comune dell’Aquila sta creando uno stallo politico e amministrativo. Ora basta, i cittadini non ci hanno votato per assistere a questo spettacolo. Occorre una svolta, condividere un nuovo metodo, e occorre anche tornare a riunire il consiglio dal vivo, come già avviene ovunque, basta con le sedute a distanza su piattaforma digitale”.

Archiviata la Perdonanza celestiniana coronata dal successo e dagli apprezzamenti di critica e pubblico, il consigliere comunale dell’Aquila del centrodestra Roberto Junior Silveri, eletto tre anni fa con Forza Italia, ed ora “battitore libero” nel gruppo misto,  rimette al centro  la “grave drammatica paralisi”  che attanaglia la maggioranza del sindaco Pierluigi Biondi, di Fratelli d’Italia, entrata in crisi, l’ennesima, a metà luglio, con il ritiro delle deleghe ai tre assessori della Lega, Daniele Ferella, Urbanistica, Fabrizio Taranta,  Ambiente e Protezione civile, e Fabrizia Aquilio,  Turismo. Biondi ha per ora tenuto per se le loro deleghe.

Questo dopo che il capogruppo salviniano Francesco De Santis,  nel consiglio comunale del 14 luglio, nel suo clamoroso intervento ha puntato il dito contro il centrodestra aquilano, con tanto di “mea culpa”, sottolineando di “vergognarsi” in alcuni momenti.

“Sparate” che hanno mandato su tutte le furie Biondi, e il resto della maggioranza. A caduta il consigliere comunale Elisabetta Be Blasis, cardiologa dell’ospedale dell’Aquila, ha mollato la Lega in dissenso con le prese di posizione del capogruppo.

Il consiglio dopo la traumatica seduta del 14 luglio, l’unica “dal vivo” da marzo da quando è scattato il lock down e l’emergenza coronavirus,  è tornato a riunirsi web in air.

“Spero ci sia consapevolezza della gravità della situazione – incalza dunque Silveri – un comune di un capoluogo di regione non può fare a meno di un terzo della giunta, e questo sta determinando ripercussioni non solo politiche, ma anche amministrative, rallentamenti in settori importanti e strategici. Abbiamo affrontato l’emergenza incendi senza un assessore al ramo, come pure la stagione turistica. Il settore urbanistica  inoltre e completamente al palo”.

La soluzione però spiega Silveri, non può essere un rimpasto, o una riappacificazione tra Biondi e la Lega, dettata più che altro dalla necessità  del “tirare a campare”.

“Io lo vado dicendo da oltre un anno – incalza Silveri -: la maggioranza di cui faccio nonostante tutto parte, ha un problema di fondo, la mancanza di un metodo di lavoro, di un ‘chi fa cosa’, secondo un programma condiviso. C’è uno scollamento tra giunta e consiglio. E sempre più, ed è la cosa più grave, tra noi e i cittadini elettori”.

Per quanto riguarda l’oramai epico “sbrocco” di De Santis, Silveri afferma che “in fondo ha manifestato un malessere, che anche io ben prima avevo espresso , in toni magari più morbidi e in tempi non sospetti. Le sue sono state parole sincere, frutto anche di una poca esperienza politica, ma per quanto mi riguarda, visto lo scenario complessivo, il non essere un politico navigato, è in questa città un valore aggiunto”.

Infine l’appello volto a riconvocare a Villa Gioia il consiglio in presenza e non più a distanza e su piattaforma digitale.

“Quello che accade a L’Aquila  ha del clamoroso: in tutta Italia i consigli comunali e regionali si svolgono oramai dal vivo, tranne che a L’Aquila. C’è chi avanza la scusa di cavilli tecnici, di dirigenti che non vogliono firmare. Ma temo che anche questa sospensione della democrazia piena e della partecipazione, sia una conseguenza del malessere che vive la maggioranza”, conclude Silveri.

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