CHIETI – Sono 25 i milioni di euro finanziati al gruppo Villa Pini che fanno parte del crac di Banca Etruria da quasi 3 miliardi di euro, in pratica una ‘fetta’ della Sanitopoli abruzzese nella lista nera dei debitori della banca di cui era vice presidente Pier Luigi Boschi, padre del ministro delle Riforme istituzionali, Maria Elena Boschi.
La notizia, riporta il quotidiano Il Centro, è trapelata ieri.
E sempre ieri si è saputo a quanto ammontano le sofferenze di Carichieti – 860 milioni di euro erano poco più di 400 a fine dicembre) – che insieme a Banca Etruria, Banca Marche e Cariferrara, fa parte delle quattro banche “miracolate” grazie al decreto “salva-banche” del governo di Matteo Renzi.
Nel 2006, il Gruppo Villa Pini ottenne un finanziamento di 10 milioni di euro, 15 e mezzo nel 2007.
L’ex “re” delle cliniche private Vincenzo Angelini, si legge sull’edizione di oggi del quotidiano, attraverso le sue società, dopo l’acquisto della clinica Sanatrix dell’Aquila, investì i milioni prestati da Banca Etruria, per rilevare l’immobile delle Cannella, ampliare e modernizzare la Sanatrix, con un debito ipotecario e l’anno dopo, attraverso la finanziaria Novafin, Villa Pini ottenne da Banca Etruria altri 15,5 milioni di euro: una vera e propria operazione di factoring che permise ad Angelini di scontare fatture emesse da Villa Pini per prestazioni sanitarie erogate ma non pagate dalla Regione Abruzzo.






