ROCCAMONTEPIANO – Il Covid si è portato via il professore Aurelio Subranni proprio nei giorni in cui diminuiscono i contagi a Chieti e non si hanno più nuovi casi positivi.

Aurelio era nato in contrada Terranova di Roccamontepiano settantasette anni fa, docente di italiano, storia e geografia in diverse scuole secondarie di primo grado del capoluogo di Provincia, era in pensione già da diversi anni. Grande appassionato di storia, soprattutto quella dell’ Abruzzo, ha condotto numerosissime ricerche storiche su Roccamontepiano.

Con il suo paese natale, di cui è rimasto profondamente legato e nonostante risiedesse a Chieti, ha pubblicato due volumi sulla storia del paese e un terzo volume già ultimato, era in procinto di essere stampato.

Sempre attento alla ricerca storica, ha donato tutti i suoi studi alla comunità in maniera generosa e senza accettare mai compensi o riconoscimenti. La sua costante disponibilità, cortesia e dedizione lo aveva reso un punto di riferimento di tutti e profondo conoscitore di tutte le dinamiche storiche accadute sul territorio, alla preistoria ai giorni nostri.

La perdita di Aurelio é un dolore immenso per la propria famiglia, la moglie Maria, la foglia Valentina, il genero Patrik e la nipotina Elena.

La tumulazione avverrà nel cimitero di Roccamontepiano con la benedizione del feretro da parte di Padre Giulio Capetola e Padre Boban e del saluto del Sindaco Adamo Carulli. Ad associarsi ai messaggi di cordoglio il Commissario alla Ricostruzione post terremoto centro-Italia Giovanni Legnini, il Prof. Leandro D’Alessandro preside emerito della facoltà di scienza naturali della D’Annunzio e il Parroco di Terranova Padre Schino.

Da circa una settimana il professore era ricoverato nel reparto di rianimazione dove, purtroppo, non è stato possibile salvarlo. Lui che aveva studiato tutte le epidemie che nei secoli aveva attraversato l’Abruzzo, riteneva che a questo ordine delle cose, nonostante i progressi della scienza e della medicina, la perdita di memoria e da questa, la lungimiranza e confidando troppo nella modernità, hanno determinato l’impreparazione a far fronte all’inaspettato che irrompe nella vita di ciascuno e in quella collettiva, mutando profondamente gli aspetti sociali, economici e psicologici e cadenzando così, le varie epoche.