L’AQUILA – La Cina annunciò il primo morto per Covid l’11 gennaio di un anno fa, a Wuhan, nell’Hubei. Sulla megalopoli cinese calò il primo lockdown, che man mano si estese in tutto il modno. Undici milioni di abitanti isolati per 76 giorni. Da allora il virus ha ucciso 1.936.614 persone, secondo i dati della Johns Hopkins University, 4.634 in Cina secondo i dati ufficiali odierni, e più di 90 milioni di contagi di cui 87.536 in Cina.

L’11 gennaio del 2020 il decesso venne annunciato in correlazione ai casi di polmonite virale registrati a partire da dicembre dal focolaio individuato a Wuhan, nell’Hubei.

Qualche giorno prima, la tv statale Cctv diede conto dei risultati delle analisi degli scienziati cinesi secondo cui la causa della polmonite virale era da attribuire in via preliminare ad un nuovo tipo di coronavirus della stessa famiglia della Sars. Il 6 febbraio veniva invece confermata la morte di Li Wenliang, il 34enne medico eroe che per primo lanciò l’allarme sulla diffusione del coronavirus. Un anno dopo la conferma del primo decesso, la Commissione sanitaria nazionale ha annunciato che arriverà giovedì nel gigante asiatico il team dell’Organizzazione mondiale della sanità che indaga sulle origini della pandemia di coronavirus.

Intanto i dati ufficiali parlano di 103 nuovi casi di Covid-19 confermati nella giornata di domenica, 85 di trasmissione locale e i restanti ’importatì, oltre a 76 casi relativi a pazienti asintomatici (15 in arrivo dall’estero). I media della regione sottolineano come dallo scorso luglio la Cina non segnalasse più di 100 casi registrati nell’arco di 24 ore. E nel mezzo della corsa ai vaccini sono più di un milione le persone vaccinate a Pechino.

Secondo quanto si apprende, il Governo cinese punterebbe ora a vaccinare (con prima e seconda dose) 50 milioni di lavoratori prima del Capodanno lunare, che cade il 12 febbraio, festività durante la quale si riuniscono tradizionalmente le famiglie, con grandi spostamenti di persone in tutto il Paese. Per quest’anno, l’invito delle autorità cinesi è di evitare viaggi non necessari tra il 28 gennaio e l’8 marzo.