TERAMO – Un giorno da ricordare, quello di ieri, con la somministrazione in Abruzzo, nell’ospedale di Teramo, delle prime 135 dosi del vaccino anti-Covid della Pfizer, riservate in questa fase al personale sanitario. Il 4 gennaio si partirà con la campagna vaccinale vera e propria per immunizzare tutte le altre categorie.
Ieri intanto sono stati 25 i nuovi casi di Coronavirus registrati in Abruzzo emersi dall’analisi però di soli 334 tamponi. La percentuale dei positivi, che è il dato che conta, è pari al 7,4% in lieve calo rispetto a sabato. Altre 6 le persone decedute.
Dei nuovi casi, 8 fanno riferimento alla provincia dell’Aquila, 3 a quella di Chieti, 5 a quella di Pescara e 9 a quella di Teramo.
Sono 21.507 i guariti (+88), 11.816 attualmente positivi (-69), 443 ricoverati in area medica (+14), 36 ricoverati in terapia intensiva (invariato), 11.337 in isolamento domiciliare (-83).
I vaccini sono arrivati nel capoluogo teramano alle otto di ieri ad opera del nono reggimento Alpini. A consegnare le preziose fiale al manager Maurizio Di Giosia, l’alpino aquilano Alessandro Piacente.
Primi a vaccinarsi il personale medico e paramedico, che lottano sul fronte della pandemia. Ed anche Ivo Fraticelli, 88 anni, e Gennaro Pompa, 75 anni, anziani ospiti della casa di riposo De Benedictis di Teramo.
A farsi la puntura tra i sanitari per la Asl di Teramo il dottor Cosimo Napoletano, presidente dell’Ordine dei Medici e capo del Dipartimento cardio-toraco-vascolare; per L’Aquila il direttore sanitario dell’azienda sanitaria Sabrina Cicogna, primario del reparto di Cardiologia e capo del Dipartimento medico; per Pescara l’ex direttore generale facente funzioni della Asl, ora direttore sanitario, Antonio Caponetti; per Chieti Antonella Capone, tecnico del Dipartimento di prevenzione.
Si è vaccinato anche Giustino Parruti, primario infettivologo a Pescara e capo della task force regionale, il professor Carlo Masciocchi della Asl aquilana, il dottor Girolamo Cretara, della Asl chietina.
Si è vaccinato anche il primario di Rianimazione del San Salvatore dell’Aquila, Franco Marinangeli che poi ha scritto sul suo profilo facebook.
“Momento emozionante quello di oggi, che spero vogliate provare al più presto tutti! Da questo momento possiamo iniziare a guardare al futuro con occhio diverso, e forse alla vita e agli affetti con una luce diversa. È ancora una strada in salita, faticosa, ma con una speranza che fino a ieri non c’era. Tutti dobbiamo partecipare alla campagna vaccinale per raggiungere l’obiettivo del 75% di copertura della popolazione. Solo così potremo ridurre realmente il rischio per noi stessi e per i nostri cari di una terribile malattia. Non c’è ragione per non contribuire al bene comune e al ritorno a una vita normale. Non ci sono alibi per nessuno”.
A seguire altri medici, coadiuvati da personale infermieristico ed amministrativo, tutti appositamente formati anche con corsi online con il Ministero della Salute. In particolare, il vaccino è stato inoculato in una stanza, poi le persone hanno atteso una ventina di minuti in un’altra stanza alla presenza di rianimatori e farmacisti pronti ad intervenire per eventuali effetti collaterali.
Si è trattato però di una prova generale: già da questa sera è in programma una call per mettere a punto le nuove fasi e organizzare le dosi successive che arriveranno a cavallo tra i 29 dicembre e il 3 di gennaio.
Dal 4 gennaio si proseguirà quindi con nuovi pazienti, attraverso rifornimenti settimanali, stando attenti a sincronizzare i richiami che, come da prassi, dovranno avvenire per tutti tra il 21esimo e il 28esimo giorno dalla prima somministrazione.
Prima della somministrazione una breve conferenza stampa con l’assessore alla Salute, Nicoletta Verì, e alla presenza del direttore del dipartimento Salute della Regione Abruzzo Claudio D’Amario, dell’assessore all’istruzione, al lavoro e al sociale Pietro Quaresimale e dei vertici della aziende sanitarie abruzzesi.
“Quella di oggi è una giornata che, senza retorica, possiamo definire storica – ha detto Verì -, perché segna finalmente l’inizio di una nuova fase della battaglia contro il Covid 19. Una battaglia che, però, riusciremo a vincere solo se tutti uniremo ancora una volta le forze: l’avvio delle vaccinazioni è infatti il punto di partenza di un percorso ancora lungo e complesso”.
“L’anno che sta per concludersi – ha continuato l’assessore – ci ha visto impegnati su più fronti: dalla riorganizzazione del nostro sistema sanitario regionale per l’emergenza della scorsa primavera che ci ha obbligato a porre in essere misure tempestive per assicurare un’assistenza adeguata ai pazienti Covid, fino alla gestione dei picchi della seconda fase che, nonostante il potenziamento dei posti letto, ci ha visto nuovamente sottoposti a una fortissima pressione del sistema. Nonostante le difficoltà, però, voglio ribadire che l’Abruzzo ha retto all’urto e di questo risultato, non scontato, ho il dovere di ringraziare tutti gli operatori sanitari e i vertici del Dipartimento regionale sanità e delle singole Asl, che non si sono mai risparmiati e hanno lavorato senza sosta”.
E ora parte una nuova sfida: quella della più grande vaccinazione di massa degli ultimi decenni.
“Uno sforzo enorme non solo sotto il profilo sanitario, ma anche sotto quello logistico – ha aggiunto l’assessore – perché vanno organizzati i calendari, le chiamate e le somministrazioni, in un incastro di situazioni nel quale nulla può essere lasciato al caso. È importante ad esempio predisporre con precisione l’elenco di coloro che vanno vaccinati in una determinata data, compilandolo in modo da assicurare la non interruzione dei servizi ai cittadini. Possono sembrare aspetti secondari, ma non lo sono affatto, perché le vaccinazioni vanno portate avanti garantendo la prosecuzione di tutte le attività all’utenza. Ci stiamo preparando da mesi e sono certa, comunque, che tutto andrà per il meglio”.
“Ringraziamo il presidente Marco Marsilio, l’assessore regionale alla sanità Nicoletta Verì e il direttore del Dipartimento di sanità Claudio D’Amario per aver scelto la Asl di Teramo per l’inizio di questa grande operazione che rappresenta un momento importante e di speranza – ha commentato il direttore generale, Maurizio Di Giosia – siamo orgogliosi di rappresentare l’Abruzzo in questa prima giornata. Siamo pronti anche per il 4 gennaio quando comincerà il ciclo di vaccinazioni a regime”.
“Quella di oggi è una giornata epocale ma anche un’esercitazione, non solo per l’Italia ma per tutto il continente. E’ iniziata la più grande campagna mai organizzata, con l’Europa che ha finalmente intuito che anche la sanità deve essere comunitaria. Guardiamo con ottimismo al futuro e già pensiamo al reclutamento di nuovi assistenti, anche alla luce degli ultimi sviluppi, con l’obiettivo di mantenere alta l’attenzione rispetto alle nuove minacce. Siamo sicuri che grazie alla coscienza acquisita in questi mesi saremo tutti in grado di vincere queste nuove sfide”, ha concluso D’Amario.
INIZIA ERA VACCINO: PARTE PFIZER, POI OXFORD E MODERNA
Terminato il vaccino day si guarda già a domani e alle tappe che, soprattutto dalla primavera all’autunno, scandiranno la vera e propria vaccinazione di massa. Si punta a una copertura dell’80%. In totale l’Italia ha opzionato 202 milioni di dosi, il 13,4% dell’Ue, “dotazione sufficiente per poter potenzialmente vaccinare tutta la popolazione e conservare delle scorte”.
Novità importanti arrivano dall’Inghilterra per il vaccino sviluppato da AstraZeneca e dall’Università di Oxford: è “efficace al 95%”, come quelli già approvati di Pfizer e Moderna, “ed è in grado di eliminare al 100%” i sintomi gravi che portano ai ricoveri per Covid-19, dice al Sunday Times Pascal Soriot, ad di AstraZeneca. Secondo il domenicale, il via libera delle autorità britanniche al vaccino arriverà “entro giovedì” mentre la sua distribuzione dovrebbe avvenire a partire dal 4 gennaio.
Del vaccino protagonista di questa prima fase italiana ed europea, quello di Pfizer-BioNTech, con il nome commerciale di Cominarty sono previste 27 milioni di dosi: 8,8 nel primo trimestre 2021, 8,1 nel secondo trimestre, 10,1 nel terzo. L’accelerazione dell’Ema in Ue per il vaccino dell’americana Moderna, il cui ok è previsto per il 6 gennaio, cui seguirà un evento pubblico dedicato ai cittadini l’8 gennaio, porterà 10,8 milioni di dosi: 1,4 nel primo trimestre, 4,7 nel secondo e altrettante nel terzo. Ai 38 milioni di vaccini certi Pfizer e Moderna bisogna aggiungere quelli ulteriormente opzionati che l’Ue sta negoziando con le stesse due case farmaceutiche, e poi gli altri che arriveranno in approvazione. Per AstraZeneca opzionate 40 milioni di dosi.
– ALTRI VACCINI: alla fine dei processi autorizzativi l’Italia potrà contare, in caso vadano tutti a buon fine, anche su 26,92 milioni di dosi per il contratto con Johnson&Johnson; il contratto con Sanofi 40,38 milioni; il contratto con CureVac 30,28 milioni di dosi. In arrivo forse per l’estate anche il vaccino tutto italiano di Reithera in collaborazione con lo Spallanzani. Uno dei 65 vaccini in fase clinica che ha completato la fase 1.
– CATEGORIE PRIORITARIE. VACCINAZIONI NEI 4 TRIMESTRI: la prima tranche di circa 10 milioni di dosi nel primo trimestre 2021 (8,749 milioni di dosi Pfizer e 1.346.000 di dosi Moderna appena ci sarà in via libera Ema) servirà a vaccinare le categorie individuate come prioritarie nelle fase iniziale della campagna di immunizzazione. Tra queste, figurano gli operatori e lavoratori sanitari e socio-sanitari (1.404.037 persone), il personale e gli ospiti dei presidi residenziali per anziani (570.287) e gli anziani over 80 (4.442.048). Nelle fasi immediatamente successive a queste prime vaccinazioni le persone dai 60 e 79 anni (pari a 13.432.005) e la popolazione con almeno una comorbilità cronica (7.403.578). Tra il secondo e il terzo trimestre insegnanti e personale scolastico, e le altre categorie di popolazione appartenenti ai servizi essenziali come Forze dell’ordine, personale delle carceri e dei luoghi di comunità. Nel quarto trimestre tutti gli altri.
– GRATUITÀ: l’acquisto del vaccino è centralizzato, non obbligatorio e verrà somministrato gratuitamente a tutti gli italiani in strutture pubbliche e successivamente con l’aiuto dei medici di base.
– LOGISTICA: per i vaccini con catena del freddo standard si adotta un modello di distribuzione con un sito nazionale di stoccaggio e una serie di siti territoriali. I vaccini che invece necessitano di una catena del freddo estrema verranno consegnati direttamente dall’azienda produttrice presso 300 punti vaccinali sul territorio. Per la distribuzione saranno coinvolte le Forze armate.
– PERSONALE: “Sono circa 19.400 medici e altri sanitari” che si sono candidati per il reclutamento della campagna vaccinale, “un risultato davvero confortante, speriamo di iniziare presto le selezioni” ,ha riferito il commissario Domenico Arcuri lo scorso 23 dicembre.
– FARMACOSORVEGLIANZA: L’Aifa lavorerà per assicurare il massimo livello di sicurezza nel corso della campagna di vaccinazione. L’obiettivo è quello di predisporre una sorveglianza aggiuntiva sulla sicurezza dei vaccini stessi, monitorando gli eventuali eventi avversi ai nuovi vaccini Covid. Sempre l’Aifa, inoltre, avvierà studi indipendenti e si è dotata di un comitato scientifico specifico per tutto il periodo della campagna vaccinale.






