ROMA – È stato confermato il coprifuoco alle 22 e si iniziano a studiare i criteri per inserire la zona bianca, seppur difficile da raggiungere (servirebbe un Rt sotto 0,5). È quanto apprende l’Ansa al termine della riunione del premier Giuseppe Conte con i capi delegazione in vista di due nuovi provvedimenti, che saranno probabilmente un Dl e un Dpcm.
Sulle soglie dei parametri che decreteranno i colori delle zone e sulla durata del nuovo Dpcm che sarà in vigore dal prossimo 16 gennaio si deciderà dopo il vertice con le regioni e le comunicazioni al Parlamento del ministro della Salute, Roberto Speranza, il prossimo 13 gennaio. Un incontro nel quale i governatori hanno già annunciato di volersi opporre a quella sembra molto più di un’ipotesi, e cioè alla possibilità di far scattare automaticamente la zona rossa nel caso si superasse il limite dei 250 contagiati per 100 mila abitanti.
Una delle ipotesi al vaglio del governo per il prossimo Dpcm sarebbe quella di varare una stretta anti-movida, vietando l’asporto dalle 18 esclusivamente per i bar. Saranno quindi consentite solo le consegne a domicilio. La proposta dovrà comunque essere sottoposta alle regioni nel vertice di domani con il ministro per gli Affari Regionali, Francesco Boccia. Inoltre potrebbe essere prolungato il divieto di spostamenti anche tra Regioni “gialle”. Viene invece smentita, da fonti di governo, l’ipotesi di una stretta nei weekend che renderebbe tutte le regioni “arancioni”.
E si va, ancora una volta, verso un rinvio dell’apertura dell’impianti sciistici. In ogni caso si attende il parere dei tecnici sulle nuove proposte che devono arrivare dalle Regioni dopo che erano state invitate ad aggiornare il protocollo.
La stretta sulle regole anti Covid che il governo ai avvia a disporre con il nuovo Dpcm “si accompagnerà a nuovi ristori”, sottolineano fonti di governo al termine dell’incontro.
RISTORI: SI ACCELERA SU NUOVO DECRETO, SCOSTAMENTO 24 MILIARDI
Accelerare sullo scostamento di bilancio per poter procedere al più presto con il nuovo decreto ristori. Il Governo è compatto sull’urgenza di nuovi sostegni economici al tessuto produttivo, per far fronte alla necessità di proseguire con le misure restrittive per la pandemia. E almeno su questo capitolo la maggioranza in fibrillazione ritrova una convergenza, con Italia Viva che assicura il proprio voto.
Il nuovo scostamento, che come annunciato dal premier Giuseppe Conte verrà portato in settimana in Consiglio dei ministri, varrà più dei 20 miliardi ipotizzati finora. “Stiamo valutando un intervento da un punto e mezzo di pil”, spiega il ministro dell’economia Roberto Gualtieri in un’intervista al Corriere: cioè, circa 24 miliardi, “di cui circa un miliardo e mezzo” per i vaccini, precisa il ministro, sottolineando che nel nuovo provvedimento non ci saranno solo i ristori, ma anche “più di tre miliardi supplementari” per la Sanità.
Nel nuovo dl arriverà anche il rifinanziamento della cig e ulteriori misure per lavoratori e imprese, annuncia la ministra del lavoro Nunzia Catalfo. L’obiettivo dell’esecutivo è fare presto. Prima c’è passaggio “cruciale” del Recovery Plan, ma poi tocca a scostamento e nuovo decreto sui ristori, “indispensabili e urgenti”, avverte Gualtieri. “Vanno approvati subito ristori per autonomi, imprenditori, commercianti e tutti quelli che hanno avuto un notevole calo del fatturato a causa del covid” e questo “lo dobbiamo fare con il prossimo scostamento di bilancio”, incalza il ministro degli esteri Luigi Di Maio. Scostamento su cui è necessario “accelerare e chiudere entro fine mese, per dare un nuovo sostegno alle imprese”, dice la viceministra all’economia Laura Castelli invitando a non perdere tempo con “pseudo crisi”.
E un appello in questo senso arriva anche dal ministro per i rapporti con il Parlamento Federico D’Incà, che chiede fatti, “invece di perdere tempo prezioso a risolvere beghe politiche incomprensibili e inattuali”: serve “un nuovo scostamento di bilancio” e serve “il prima possibile”. Un’urgenza condivisa anche da Italia Viva, che invece tiene alta la tensione sul Recovery (il testo potrebbe arrivare domani sera). La promessa sui ristori “va mantenuta senza se e senza ma”, dice il presidente dei senatori di Iv Davide Faraone, chiedendo al governo “di presentare in fretta il provvedimento di scostamento in parlamento: Italia Viva non farà mancare come sempre il proprio voto”.






