L’AQUILA – Arrivato ieri dal Belgio alla caserma dei Carabinieri di Tor di Quinto a Roma, il furgone con le prime 9.750 dosi del vaccino anti-Covid di Pfizer-Biontech destinate all’Italia raggiungerà stamani l’ospedale capitolino Spallanzani.

Le dosi destinate a Roma resteranno ovviamente nella capitale, mentre circa 250 militari trasporteranno via terra quelle per le destinazioni entro i 300 chilometri e via aerea da Pratica di Mare le restanti. Di queste dosi 135 arriveranno in Abruzzo, all’ospedale Mazzini di Teramo, dove verranno vaccinate 135 persone, individuate tra i gruppi target previsti come prioritari e che hanno dato l’assenso. Si tratta di rappresentanti di tutte le categorie sanitarie (medici, infermieri, Oss ecc.) provenienti dalle 4 Asl abruzzesi (33 per ogni azienda), cui si aggiungeranno 3 anziani scelti tra gli ospiti della Casa di Riposo “G. De Benedictis” di Teramo.

Una giornata simbolica, ma prodromica alla campagna di vaccinazione di massa che inizierà a gennaio.

Questo quando in base al bollettino di ieri, torna a salire il rapporto casi positivi in Abruzzo e in Italia.

In regione sono 339 i nuovi casi di Coronavirus registrati in Abruzzo nelle prossime ore, di età compresa tra 2 e 100 anni, emersi dall’analisi di 4.309 tamponi, con una percentuale dunque del 7,8%. Si registrano altri sei morti. Dei nuovi casi 72 fanno riferimento alla provincia dell’Aquila, 153 a quella di Chieti, 52 a Pescara, 60 quella di Teramo, 2 con residenza in accertamento. Diminuiscono i ricoveri: sono 435 i ricoverati in area medica (-56), 34 ricoverati in terapia intensiva (-1), 11.398 in isolamento domiciliare (+230).

In Italia invece nelle ultime 24 ore si sono registrati 19.037 nuovi casi di Covid in Italia, il 12,5% dei tamponi effettuati.

L’incremento delle vittime è di 459, per un totale dall’inizio dell’emergenza di 71.359. Gli attualmente positivi sono 579.886, con un calo di 13.746 unità. L’incremento dei dimessi e dei guariti, secondo i dati del ministero della Salute, è invece di 32.324 (i casi da inizio epidemia sono 1.377.109) .

Le speranze di battere finalmente il virus che ha ucciso finora nel mondo 1.750.000 persone, di cui 330.000 Stati Uniti, 190.000 in Brasile, e 147.000 in India, è riposto oltre all’efficacia dei vaccini ora anche in un promettente studio di una ‘terapia anticorpale’ per il Covid-19  in corso in Gran Bretagna, che darebbe un’immunità immediata contro la malattia e potrebbe essere somministrata come trattamento d’emergenza ai pazienti ricoverati in ospedale e ai residenti delle case di cura per aiutare a contenere l’epidemia.

Secondo il Guardian, il farmaco potrebbe essere somministrato a familiari, ancora negativi, di persone risultate positive al test per scongiurare il contagio o essere impiegato per persone che frequentano aree particolarmente a rischio, come gli studenti universitari fra i quali in Gran Bretagna il virus ha acceso diversi focolai epidemici. Il farmaco è stato sviluppato da University College London Hospital (Uclh) e AstraZeneca.

Il team spera che lo studio dimostri che il cocktail di anticorpi protegga dal coronavirus per un periodo compreso tra sei e 12 mesi.

Se approvato, verrà somministrato a chi è stato esposto al Covid-19 negli otto giorni precedenti. Potrebbe essere disponibile a partire da marzo-aprile ed essere decisivo soprattutto nella fase in cui il vaccino non e’ ancora arrivato a dare l’immunità di gregge.