L’AQUILA – Torna l’incubo coronavirus nelle Rsa e nelle strutture per anziani, anello debole nella prima fase della pandemia.
Se focolai si registrano in diverse regioni, una maxi emergenza è in atto ad Avezzano, nell’Aquilano, dove oltre cento persone, tra ospiti e personale di una Rsa, sono risultate positive.
Tra le situazioni più critiche c’è una struttura alle porte di Monza che ha fatto registrare 33 casi e ben sei decessi.
L’assessore in pectore della sanità in Puglia, l’epidemiologo Lopalco avvisa che “nelle Rsa il rischio zero non esiste” mentre la Toscana dichiara lo stop delle visite ai pazienti e la Lombardia proroga un’analoga ordinanza.
Le strutture per anziani avevano rappresentato la vera emergenza nella prima fase della pandemia: altissima la probabilità di contagio, data la fragilità degli ospiti, e frequentissimo il decorso negativo della malattia.
Poi protocolli e misure preventive sembravano aver funzionato.
Ma con la seconda ondata di contagi tornano i problemi.
Ne è emblema quanto sta accadendo nella Rsa dell’istituto religioso Don Orione di Avezzano.
Oltre cento i casi, 85 dei quali riguardanti gli anziani ospiti.
Una situazione che preoccupa e non poco, perché potrebbe mettere in ginocchio gli ospedali dell’Aquilano, già messi a dura prova dalla recente impennata di contagi.
La Asl ha disposto il commissariamento della struttura.
Solo ieri la Regione Abruzzo – che oggi ha chiesto alla Asl di verificare quanto sia successo ad Avezzano – aveva emanato una ordinanza specifica riguardante le Rsa.
Il provvedimento dispone, tra l’altro, il “divieto di accesso di familiari e conoscenti”, invitando a promuovere “relazioni a distanza tra ospiti e familiari mediante sistemi di videochiamata”.
Un provvedimento analogo a quello disposto dalla Regione Toscana che, visto l’aumento dei casi nelle strutture regionali, ha vietato le visite di amici e parenti.
Ci sono infatti numerosi focolai, tra cui quelli nella rsa San Giuseppe a Sesto Fiorentino (fino a ieri 78 positivi), nella rsa di Greve (39 anziani positivi su 48 ospiti di cui quattro deceduti, più 25 operatori positivi), nella struttura le Magnolie all’Isolotto (Firenze) con 35 positivi, nella rsa ‘Alba Serena’ di Maggiano a Lucca (35 ospiti e 13 operatori positivi) e nella struttura ‘Michelangelo’ di Aulla (Massa Carrara) dove ci sono 22 anziani su 80 positivi.
Situazione preoccupante anche alla Rsa Villa Terruzzi di Concorezzo, alle porte di Monza, dove si registrano sei decessi e 33 casi su 37 persone presenti.
E a Roma in una sola Rsa un terzo dei pazienti è risultato infetto: 39 su un centinaio.
Il presidente della Società italiana di gerontologia e geriatria (Sigg), Raffaele Antonelli Incalzi, lancia l’allarme e sottolinea che la situazione, con l’autunno e l’inverno, è destinata a peggiorare.
“Quella delle Rsa – dice – è una condizione di rischio e anche le misure più accurate, viste nel lungo periodo, non sono una garanzia assoluta”.





