L’AQUILA – “La Omnia Servitia  non risulta affatto iscritta alla White list della Prefettura di Pescara, che è cosa  diversa sull’anagrafe antimafia”.

Non demorde e rilancia le accuse alla Regione, annunciando di voler andare per le vie legali. se non avrà risposte entro due giorni, l’impresa l’aquilana Edilfrair, dell’ex presidente dei costruttori aquilani, Gianni Frattale, seconda classificata nella gara lampo per il lavori del covid-hospital di Pescara, assegnati a Omnia Servitia, un colosso del settore guidato dall’imprenditore frentano Antonio Colasante, che si è aggiudicata l’appalto con un ribasso d’asta di 29,57 per cento. Appalto, indetto dall’Aric, un’operazione lampo da 11 milioni di euro, di cui 10 provenienti da Roma (7 dal commissario per la emergenza coronavirus, Domenico Arcuri, e 3 dalla Banca d’Italia), che ha innescato roventi polemiche politiche, tra le forze imprenditoriali ed anche nella classe medica.

Frattale ha oggi confermato con un secondo documento di diffida alla Regione, inviato alla sua agenzia di committenza Aric, stazione appaltante, quanto sostenuto in quello di ieri, dove si mettevano in dubbio le procedure e chiedendo il cambio del verdetto finale, in particolare per la non iscrizione di Omnia Servitia alla white list, requisito essenziale per avere l’aggiudicazione. 

Non si è fatta attendere la rabbiosa reazione in conferenza stampa fiume del presidente della Regione Marco Marsilio, dicendo che  “chi tenta di gettare fango e illazioni sulla onestà sulle modalità si sciacqui la bocca, faccia attenzione a quello che dice perché ciò che leggiamo è già al vaglio degli uffici legali. Non tollereremo polemiche di basso livello”.

Anche Omina  ha diffidato Edilfrair, nel diffondere dubbi inesistenti sulla iscrizione della vincitrice nella white list della Prefettura di Pescara. 

Ma Edilfrair oggi torna scrivere all’Aric, e alla stampa confermando l’accusa. Evidenziando che se perdurerà “il silenzio di Codesta Stazione Appaltante, scaduto il termine di cui sopra, la scrivente sarà costretta suo malgrado a procedere giudizialmente, senza indugio, per la tutela dei propri interessi”. 

“Come certamente noto a Codesta Stazione appaltante, ieri, 22 aprile 2020, a seguito della lettera aperta inviata dalla sottoscritta ai mass-media e a codesta Amministrazione, la società Omnia, aggiudicataria dell’appalto in oggetto ha ritenuto di dovere, a propria volta, comunicare pubblicamente che sarebbe iscritta alla white list della Prefettura di Pescara e ciò sarebbe di agevole riscontro stante la pubblicità di tale iscrizione”, esordisce la nota. 

E a seguire il nuovo affondo: “Solo per scrupolo, avendolo fatto ovviamente prima di inviare la predetta nota, la sottoscritta società ha proceduto, nuovamente, a verificare dagli “atti pubblici” della prefettura di Pescara se la Omnia fosse o meno iscritta alla white list.  Come, però, certamente Codesta Amministrazione sa, o dovrebbe sapere, dovendo provvedere come per legge, alla relativa verifica, l’assunto della Omnia non trova conferma dall’elenco della Prefettura, alla cui white list la Omnia non risulta affatto iscritta”. 

“Come di solare evidenza, la Omnia, che come detto, ha cura di precisarlo nella sua replica, confonde l’iscrizione all’anagrafe antimafia con l’iscrizione alla white list.  Ma, come ben noto a chiunque, si tratta di due albi pubblici diversi, due iscrizioni ed istituti diversi, con diverse finalità, di competenza di enti diversi, con modalità e presupposti di iscrizione diversi, ecc. Sarebbe sufficiente, per fugare ogni dubbio, che la Commissione di gara richiedesse alla Omnia il documento di richiesta di iscrizione o di rinnovo alla white liste presentato alla Prefettura di Pescara prima della data di presentazione dell’offerta”, prosegue la nota.

“Ciò posto, la sottoscritta, riservandosi ogni azione in replica a quanto affermato dalla società Omnia, confermata la carenza di questo fondamentale requisito soggettivo, per la gara in oggetto, espressamente richiesto nella lettera di invito, con la presente invita e diffida la Stazione appaltante ad adottare entro e non oltre giorni due dalla ricezione della presente i conseguenti ed indifferibili provvedimenti. Si conferma, altresì che, perdurando il silenzio di Codesta Stazione Appaltante, scaduto il termine di cui sopra, la scrivente sarà costretta suo malgrado a procedere giudizialmente, senza indugio, per la tutela dei propri interessi”