TERAMO – “Si sono concluse le 30 assemblee nelle 43 istituzioni scolastiche della provincia organizzate in modalità video. E’ stato un grande momento di ascolto della categoria e di partecipazione attiva. Oltre 1.000 tra docenti e Ata si sono collegati durante le video conferenze organizzate dal nostro sindacato. E’ stata l’occasione per sentire direttamente dai protagonisti le difficoltà che stanno vivendo, ma anche per confrontarsi sui temi della sicurezza; sulle regole disciplinate nella didattica digitale integrale, la Ddi (che ha sostituito la Didattica a distanza), su come affrontare la situazione emergenziale dovuta alla pandemia, sulle richieste da portare avanti nei rapporti con le istituzioni e con il governo, sui diritti contrattuali da potenziare e da tutelare, nonché sulle prerogative che ne derivano”.

Lo si legge in una nota della Flc Cgil Teramo.

“Un dato risulta incontrovertibile: in questi mesi di pandemia la scuola non ha smesso di fare bene il proprio lavoro. Ha continuato, tra mille difficoltà e grazie allo straordinario impegno dei dirigenti, del personale docente ed Ata, a cercare di garantire un’offerta formativa di qualità in un contesto preoccupante, dove spesso le responsabilità si rimbalzano da un soggetto all’altro, e dove i decisori politici -come denunciamo da mesi- non stanno facendo la loro parte (sui trasporti, sui tracciamenti, sui tamponi, sulle regole da seguire in caso di positività, sulle mascherine spesso inadeguate, sul materiale di sanificazione, sugli spazi inadeguati, sugli organici aggiuntivi di docenti ed Ata comunque insufficienti, ecc.), impegnati in sterili polemiche per lucrare qualche visibilità o rendita di posizione”, prosegue la nota.

“Dalle assemblee è emerso l’assenso verso un contratto nazionale integrativo che stabilisce regole in grado di disciplinare il lavoro dei docenti per la didattica a distanza fatta agli studenti; l’esigenza di avere norme che garantiscano il diritto alla disconnessione, trovandosi spesso i docenti nella condizione di non distaccarsi mai dal proprio lavoro per rispondere alle richieste dell’utenza e delle istituzioni scolastiche; la determinazione a utilizzare le risorse a disposizione per il miglioramento dell’offerta formativa, privilegiando il lavoro d’aula, in un contesto nel quale la didattica è spesso stata riorganizzata completamente per tener conto della situazione eccezionale; la richiesta di investimenti rilevanti per colmare il divario sia retributivo -visto che i docenti italiani sono agli ultimi posti in quanto a stipendi- sia di disponibilità di risorse certe e immediate per garantire il servizio scolastico”.

“Contestualmente, durante il dibattito nelle assemblee, è venuta fuori la risoluzione di battersi per: il rinnovo contrattuale, scaduto ormai da due anni; per modernizzare le strutture scolastiche; per avere una formazione adeguata.Si è trattato di un grande momento di partecipazione democratica e di discussione di merito che ha posto le basi per rilanciare l’iniziativa politico sindacale perché agli studenti e alle studentesse venga riconosciuto pienamente il diritto all’istruzione, costituzionalmente garantito ma anche il grande lavoro che il personale scolastico sta facendo in questo periodo di evidenti difficoltà”, conclude la nota.