L’AQUILA – “In merito ad alcune notizie riportate dagli organi di stampa in ordine alla questione della momentanea sospensione dei buoni spesa si precisa che tale determinazione è suffragata da un parere tecnico-legale sottoscritto dal settore Avvocatura del Comune dell’Aquila, che ha fornito un invito alla prudenza in ordine alla distribuzione dei tagliandi alla luce del ricorso presentato presso il Tribunale amministrativo del capoluogo d’Abruzzo. Contestualmente i legali dell’ente intraprenderanno un tentativo per ottenere urgentemente maggiori chiarimenti in ordine alla decisione assunta dal presidente del Tar al fine di attuare azioni utili a garantire il rispetto della legalità e assicurare agli aventi diritto del contribuito di poterne usufruire in tempi rapidi”.
La nota arriva dal Comune dell’Aquila al termine di una giornata fitta di polemiche per i criteri decisi dell’amministrazione per l’erogazione dei buoni spesa per l’emergenza Coronavirus che prevedono il requisito della residenzialità di lunga durata.
“Oltre tremila aquilani dovranno attendere di ricevere i buoni spesa perché ci sono persone che anziché richiederli nel comune di residenza li hanno richiesti a quello dell’Aquila. Il ricorso contro la delibera della Giunta comunale, che ha fissato i criteri per l’accesso ai ticket in base all’ordinanza del capo della Protezione civile nazionale legata all’emergenza coronavirus, ha avuto l’effetto di sospendere inevitabilmente la consegna dei tagliandi”.
Hanno spiegato il sindaco Pierluigi Biondi e l’assessore alle Politiche sociali, Francesco Cristiano Bignotti, in seguito al deposito di un ricorso contro l’atto dell’esecutivo al tribunale amministrativo del capoluogo d’Abruzzo. Il ricorso al Tar, su inizitiva della Rete Solidale e stato presentato dagli avvocati Fausto Corti, Gianluca Racano, Francesco Rosettini e Andrea Piermarocchi.
Al centro del ricorso la vicenda di una famiglia di tre persone, orginaria della Puglia non ha potuto fare domanda per i buoni alimentari del Comune per via dei criteri decisi dell’amministrazione che prevede il requisito della residenzailità di lunga durata.
“Nel decreto cautelare il giudice del Tar Umberto Realfonzo– si legge nella nota di Rete solidale – ha citato il parere qualificato dell’Ufficio per la promozione della parità di trattamento e la rimozione delle discriminazioni fondate sulla razza o sull’origine etnica (UNAR) – prosegue la nota -, che nei giorni scorsi aveva suggerito ai Comuni di non adottare criteri discriminatori per la distruzione dei buoni spesa a sostegno dell’emergenza Covid. Quello vinto stamane dalle associazioni della Rete Solidale è solo il primo dei ricorsi presentati sull’inaccettabile delibera della giunta Biondi. Nei prossimi giorni, infatti, sono attesi gli esiti di altri due ricorsi presentati da alcuni abitanti dell’Aquila, stranieri residenti ma privi del permesso di soggiorno di lunga durata, assistiti per un ricorso dagli avvocati Corti, Racano, Rosettini e Piermarocchi, e per l’altro dagli avvocati dell’associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione (Asgi)”.
Da qui evidentemente la decisione da parte del comune di bloccare tutto.
“Gli uffici avevano predisposto tutto e in tempi coerenti con la complessità delle procedure, procedendo ad accuratissime verifiche su tutte le 1800 domande che erano pervenute. – hanno aggiunto Biondi e Bignotti – Tanto è vero che la distribuzione dei primi 100 tagliandi è già avvenuta. Una volta avuta conoscenza della decisione del giudice del Tar il processo di consegna dei coupon è stato congelato”.
“Ci dispiace davvero per le famiglie che attendevano con una ragionevole ansia e una legittima aspettativa questi benefici.– hanno aggiunto Biondi e Bignotti – Come amministratori riteniamo di aver agito nel giusto, applicando disposizioni attuate in tantissimi altri comuni italiani, anche a guida del centrosinistra. Attendiamo con serenità l’esito del provvedimento che sarà adottato dal tribunale”.
“Le dichiarazioni rese dal presidente della Fida Confcommercio, Angelo Antonio Liberati, rispetto alla scelta formulata dall’intera giunta comunale, e non da un singolo assessorato, di affidare a un’azienda italiana, e che gestisce per il Comune dell’Aquila il servizio di ticket elettronici per i propri dipendenti, la produzione dei buoni spesa per le famiglie in difficoltà a causa dell’emergenza coronavirus sono del tutto fuori contesto”.
Lo dichiarano il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, e l’assessore alle Politiche sociali, Francesco Bignotti.
“È stato portato avanti un lavoro tra i vari settori dell’ente grazie al quale è stato possibile acquistare 14.910 tagliandi, per l’importo complessivo di 300mila euro: per mantenere una più ampia parte di somme destinata ai cittadini il Comune si è fatto carico delle spese relative all’Iva. A seguito delle procedure eseguite dagli uffici comunali è stato possibile beneficiare delle condizioni particolarmente vantaggiose operate su Consip SpA, prevedenti uno sconto del 19,5% sul valore complessivo della fornitura: circostanza che ha consentito l’acquisto di buoni per un maggiore valore complessivo, pari ad € 372.840,00, ampliando di fatto il plafond economico messo a disposizione dei cittadini. È risultato in tal modo possibile prevedere la copertura delle richieste pervenute che è passata dai circa 1.000 nuclei ipotizzabili alla luce dello stanziamento di 300 mila euro, ai circa 1.200 nuclei accoglibili, proprio in virtù del maggior numero di buoni spesa ottenuti. La convenzione con cui operano gli operatori economici del settore alimentare per questi coupon è la stessa attivata per i buoni pasto dei circa 500 lavoratori comunali, sottoscritta con l’azienda produttrice e con il Comune”.
“Rispetto alle azioni intraprese per sostenere i cittadini maggiormente bisognosi di sostegno i fondi derivanti dall’ordinanza di protezione civile dei 368mila euro complessivi, 300mila sono stati impegnati i sulla linea A, quella dei buoni spesa, mentre i restanti 68mila euro per le spese di prima necessità, a cui possono accedere tutti i cittadini del territorio rivolgendosi alla Casa del Volontariato dell’Aquila. Una catena di supermercati ha donato card per un valore complessivo di 3 mila euro che i servizi sociali già stanno distribuendo alle famiglie presenti sul territorio, i cui bisogni sono vengono rilevati oggettivamente. Nell’arco di due settimane sono stati distribuiti circa 600 pacchi di solidarietà alimentare. In questi giorni i cittadini beneficiari stanno percependo le somme del bonus economico di sostegno al reddito per un totale di 200mila euro circa (oltre 350 nuclei familiari con Isee inferiore a 6mila euro) relativi alla passata annualità e ed è in fase di pubblicazione anche l’avviso per il bonus 2020, già deliberato in giunta, per ulteriori 200mila euro complessivi”.
“Conosciamo bene le complessità del nostro territorio. L’impegno è stato e continuerà ad essere costante per supportare i nostri concittadini, agevolando l’accesso ai tanti servizi offerti e supportando le loro necessità” concludono sindaco e assessore.
“A chi ha diritto ai buoni spesa dico: non siete soli. Non vi lasceremo nell’indifferenza e nel ricatto di metodi brutali di amministrare le risorse pubbliche in emergenza”.
Cosi la deputata Pd Stefania Pezzopane sulla questione dei buoni spesa per l’emergenza Coronavirus che “in tutti i comuni sono già stati erogati e a L’Aquila, invece, si è verificato l’ennesimo e grave incidente dell’Amministrazione di destra a guida Pierluigi Biondi”, scrive.
“Ho chiesto al Prefetto di intervenire ed ora interesserò anche il Ministero degli Interni. Ma si vuole indurre alla protesta la povera gente? Si vuol far diventare una questione di ordine pubblico un’ occasione straordinaria di fare del bene a chi ha bisogno? I Comuni di Avezzano, Pescara, e tutti i piccoli comuni hanno già completato la distribuzione. E qui a L’Aquila? 360.000 euro fermi. Una inadeguatezza sconcertante”.
“Il comune su questa vicenda, fin dall’inizio, ha creato turbamento – aggiunge – Il sindaco Biondi gioca sulla pelle della povera gente, ha sbagliato il bando e lo avevamo avvertito, gli abbiamo chiesto di modificarlo ed invece no, sempre muro contro muro ed ora ha perso vergognosamente al Tar contro i ricorsi di associazioni di cittadini. Così decide di bloccare senza motivo, e fino al 20 maggio, la erogazione dei Buoni spesa che gli altri comuni hanno già distribuito e di cui le famiglie hanno estremo bisogno”.
“Ho chiesto al prefetto Cinzia Torraco di intervenire immediatamente. Un ennesimo atto di inciviltà. È una gravissima ingiustizia! Una cosa tristissima ed insopportabile. Può diventare una questione di ordine pubblico. Abbraccio tutte le persone e famiglie bisognose. Non siete sole”, conclude Pezzopane.
“Come avevamo prontamente detto già 15 giorni fa, il bando per gli aiuti alimentari partorito dall’Amministrazione comunale dell’Aquila sta mostrando il suo vero volto, quello di un atto discriminatorio infarcito di becera ideologia ed evidenti errori amministrativi”.
Così, in una nota, gli esponenti Pd Emanuela Di Giovambattista, Stefano Albano e Stefano Palumbo che evidenziano: “Dopo l’invito dell’Unar (Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali) ai comuni italiani di adottare criteri non discriminatori nella costruzione dei bandi, dopo le linee guida del Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, diffuse in esecuzione dell’Ordinanza di Protezione Civile che aveva stanziato i fondi, arriva adesso anche la sentenza del Tar Abruzzo a dimostrarlo”.
“Discriminazione ed esclusione dal bando non soltanto per gli stranieri presenti sul territorio ma anche – aggiungono – per i cittadini italiani residenti altrove, ma domiciliati abitualmente nella nostra città, e rimasti bloccati qui dall’inizio dell’emergenza. Un pasticcio quindi che si aggiunge al già vergognoso ritardo che aveva impiegato questa giunta per partorirlo, a differenza di altri comuni, come ad esempio Pescara, città complessa e governata dal centro destra, e perfino quelli piccoli del nostro comprensorio, costretti a condividere il segretario generale e senza dirigenti a tempo pieno in organico, che hanno iniziato la distribuzione dei buoni alimentari alle famiglie bisognose prima ancora che l’avviso pubblico aquilano venisse pubblicato”.
“Quindi un bando pubblicato con grande ritardo e fatto anche male, specchio di una classe dirigente concentrata molto sul fare bella figura con i propri capi romani e poco o per niente sul governare la città. D’altronde è stato piuttosto chiaro, fin dall’inizio di questa vicenda, quale fosse la strategia politica impartita dalla Meloni a tutti gli amministratori locali di Fratelli D’Italia, con l’obiettivo di una permanente propaganda contro ogni azione messa in campo dal Governo”.
“E mentre Biondi se la prendeva con il governo per ‘l’insufficienza dei fondi governativi’, si è ben guardato dal chiedere al Presidente Marsilio di integrare il fondo governativo con i fondi della Regione, che oggi sono oggetto di un ulteriore bando altrettanto farraginoso e per la cui istruttoria si perderà tempo prezioso che avrebbe potuto essere, invece, dedicato a completare i procedimenti per la cassa integrazione in deroga. Non pago del disastro combinato, oggi il sindaco rincara la dose dichiarando che, a seguito della sentenza del Tar, sospenderà fino al 20 maggio l’erogazione dei buoni alimentari”.
“Sia chiaro – continuano – che il Tribunale Amministrativo non ha richiesto la sospensione dei buoni ma ha dato solo ad una famiglia, esclusa dai criteri del bando del Comune, la possibilità di formulare la domanda. Una scelta folle e incomprensibile dal sapore repressivo. Se il timore è quello di dover soddisfare un maggiore numero di domande si potrebbe tranquillamente aumentare lo stanziamento con fondi di bilancio comunale o chiedendo a Marsilio di fare quello che avrebbe dovuto fare dall’inizio, cioè trasferire i fondi della Regione per le spese alimentari ai Comuni. Il Sindaco, invece, piuttosto che ammettere di aver sbagliato e cercare di rimediare, ancora una volta per mere motivazioni politiche e ideologiche, gioca sulla pelle delle persone in difficoltà, con il rischio evidente di contribuire al crearsi di tensioni sociali”.
“Non è un comportamento accettabile e non staremo fermi a guardare la disperazione di tante famiglie che contavano, nell’immediato, su questo piccolo aiuto. Pertanto chiediamo al Prefetto dell’Aquila di intervenire e di nominare un commissario ad acta per l’erogazione dei buoni alimentari e annunciamo che daremo battaglia in tutte le sedi istituzionali disponibili, a cominciare dal Consiglio comunale”, concludono gli esponenti Pd.
“Incredibile, ma prevedibile quello che sta succedendo per la consegna dei Buoni spesa alle famiglie bisognose della città, che aspettano da 20 giorni che il Comune provveda, utilizzando le somme- 380 mila euro – trasferite dal Governo”, dice Lelio De Santis, capogruppo Cambiare Insieme – Italia dei Valori.
“L’intento era quello di aiutare le famiglie bisognose ed in difficoltà a seguito del Coronavirus prima di Pasqua e dunque con la massima celerità. La Giunta comunale ha approvato criteri discutibili e forse discriminatori che, come ricordato più volte, hanno innescato ricorsi da parte di cittadini, uno dei quali già accolto dal Tar ed altri ne sono stati annunciati”.
“Insomma, il Sindaco e la Giunta si sono ficcati in una palude, accecati da una visione ideologica, e non sono in grado di uscirne. Anzi, stanno peggiorando la situazione con un’altra decisione assurda, quella assunta dal Sindaco di bloccare la consegna dei Buoni spesa ai beneficiari presenti nella graduatoria! Dopo solo 100 Buoni consegnati, tutto rinviato alle sentenze dei Tribunali: il Giudice civile si pronuncia il 6 maggio ed il Tar il 20 Maggio: chi ha fame può aspettare! Non ci sono parole per commentare un comportamento amministrativo siffatto che renderà ridicolo il Comune dell’Aquila in tutto il Paese”.
“Mi permetto di suggerire umilmente al Sindaco, Pierluigi Biondi, di far continuare la consegna dei Buoni spesa e di attendere con serenità la pronuncia del Giudice civile: così rispetterà i diritti ed il bisogno di pane dei beneficiari del Buono spesa e, se condannato, amplierà la graduatoria, integrando le risorse con i fondi di Bilancio. Certamente non è bello questo spettacolo sulla pelle di migliaia di famiglie in difficoltà che in fondo aspettano non una cortesia dall’ Amministrazione comunale, ma solo la consegna di un Buono per fare la spesa, con i soldi dello Stato, nemmeno del Comune! La buona politica ed il buon senso prevalgano e si chiuda subito questa brutta pagina scritta dalla Giunta comunale”, conclude De Santis.
“A seguito della sentenza del Tar relativa alla procedura per l’erogazione dei buoni spesa assistiamo ad un rimpallo di responsabilità da parte del Sindaco che, oltre ad apparire totalmente fuori luogo in un contesto come quello che stiamo vivendo, mina la dignità della carica con una contrapposizione infantile ad un atto, quello del Tar, che non fa altro che sancire un’illegittimità di palese evidenza”, Ad affermarlo sono i Consiglieri comunali Elia Serpetti, Emanuela Iorio, Antonio Nardantonio e Americo Di Benedetto (Gruppo consiliare il Passo Possibile) e Fabrizio Ciccarelli (Presidente dell’Associazione il Passo Possibile).
“Il Tar ha ritenuto talmente fondata la questione, nel fumus boni iuris e nel danno, da esprimersi inaudita altera parte nella sospensiva. Ci eravamo già espressi, in tempi che avrebbero permesso all’amministrazione di evitare la presente impasse, sull’inopportunità di segnare confini burocratici di fronte a esigenze sociali di tale rilevanza e urgenza. Consci però che oggi, più che la soddisfazione di vedersi riconosciute le proprie ragioni, è necessario agire per il bene della cittadinanza, chiediamo al Sindaco di procedere alla riapertura del bando in autotutela modificandolo nello spirito della sospensiva del Tar e di istruire in maniera conforme alla stessa le domande già inoltrate. Si fa presente, infine, che l’esiguità dell’eventuale maggiore spesa, in un momento come questo, non rappresenterebbe un ostacolo opponibile alle ragioni di un tale agire, ancor più alla luce della necessità, già presente, di dover reperire maggiori risorse, vista l’insufficienza di quelle attuali”.
“In questo modo si eviterebbero inutili e pretestuosi conflitti sociali riconducibili alla genesi dei richiedenti. Il momento che stiamo vivendo potrebbe approdare ad una crisi economica di portata storica e, quindi, ora più che mai, il compito di chi amministra deve essere la tutela della cittadinanza, non la trasformazione di ogni vicenda in una guerra identitaria sulla pelle di chi, non potendo difendersi da solo, viene messo al centro di battaglie di principio che hanno il sapore di schermaglie di pura appartenenza politica. Non per ultimo la soluzione proposta non solo rappresenta la più celere per soddisfare le esigenze di tutti, pochissimi giorni vista l’urgenza, ma eviterebbe il susseguirsi di numerosi ricorsi le cui spese legali sarebbero sicuramente maggiori di qualunque altro esborso in capo al Comune per soddisfare tutte le legittime esigenze. Quando si tratta di erogazione di contributi alimentari, per chi è nel bisogno, la tempistica è un fattore determinante e dovrebbe sollecitare tutti a mettersi una mano sulla coscienza”, concludono.
“Avevamo immediatamente segnalato che i criteri individuati dal Comune dell’Aquila per l’erogazione dei buoni spesa per i nuclei familiari in difficoltà erano discriminatori, oltre che pasticciati, iniqui e contrari allo spirito dell’intervento d’urgenza previsto dal Governo”, scrive in una nota Articolo Uno L’Aquila.
“Avevamo offerto la nostra collaborazione affinché non si arrivasse alla situazione inaccettabile in cui ora ci troviamo, con 368 mila euro trasferiti da venti giorni nelle casse del Comune e lì bloccati per l’incompetenza dell’Amministrazione, con assoluto disprezzo per le necessità di quelle famiglie che in questi giorni hanno difficoltà anche a fare la spesa”.
Di fronte alla decisione del Tar, che ha giustamente permesso ad una famiglia pugliese di poter essere ammessa a questi contributi straordinari, la decisione del Sindaco di sospenderne ulteriormente la distribuzione per tutti, magari con l’intento neanche troppo nascosto di far aumentare tensioni e rabbia da scaricare contro chi ha segnalato le irregolarità, è un ulteriore schiaffo alla decenza, al buon senso e sopratutto alle famiglie più povere del nostro comune. Chiediamo un intervento immediato del Prefetto perché si ponga fine a questo scandalo inaccettabile”, conclude la nota.





