L’AQUILA – “I dati diffusi nell’ultimo Report della Cabina di Regia certificano che l’Abruzzo è oggi la Regione con l’indice di trasmissione del contagio (Rt) più basso d’Italia, pari a 0,65 (con una media nazionale di 0,93). Risultato tanto più da apprezzare se si considera che mentre la media nazionale sale e si avvicina pericolosamente a 1 (con quattro regioni già sopra quella soglia e altre due a 1), in Abruzzo il dato continua a scendere. Una discesa iniziata dal 18 novembre (data in cui proclamammo autonomamente la fascia rossa) e consolidata settimana dopo settimana”.
Lo annuncia il governatore della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, che aggiunge: “da notare che all’interno della regione, le province che hanno subito il maggior impatto nella seconda ondata (e che hanno già effettuato lo screening di massa) registrano i valori più bassi, mentre sono Pescara e Chieti ad alzare la media regionale. Una ragione in più per rinnovare l’appello a partecipare allo screening che dal 2 gennaio partirà in provincia di Pescara e subito dopo anche a Chieti”.
“Parimenti, entrambe le valutazioni su ‘impatto’ e ‘probabilità’ convergono su un rischio classificato come ‘basso’. Una prospettiva che ci permette di garantire una ripartenza in fascia gialla dal 7 gennaio, in condizioni di relativa sicurezza e con una situazione sanitaria sotto controllo. La certezza che il 7 gennaio l’Abruzzo sarà in fascia gialla è stata ribadita anche in occasione di un colloquio telefonico con il Ministro Speranza avuto oggi stesso”.
“Il tempo è galantuomo: le misure messe in campo hanno colto l’obiettivo e continueranno a farlo in maniera duratura. Ringrazio per questo tutti i protagonisti di questo anno difficile che hanno con me condiviso l’onere delle scelte da assumere, a cominciare dall’assessore Verì a tutta la Giunta, alla maggioranza che ne ha sostenuto e difeso l’azione, al Dipartimento, ai Direttori generali delle Asl e a tutti i loro dipendenti, alla Protezione civile”, prosegue Marsilio.
“Un particolare saluto e ringraziamento a quanti passeranno anche il Capodanno in corsia a fornire cure e sollievo ai malati, nell’augurio che questo sia l’ultimo in cui convivere con l’incubo pandemico. E infine un ringraziamento speciale ai cittadini abruzzesi, che con i loro comportamenti disciplinati e responsabili hanno consentito di raggiungere questi risultati”, conclude.
Il 2020 si chiude però, in Abruzzo, con un pesantissimo bilancio dei pazienti deceduti a causa del del coronavirus: sono 21, con il drammatico bilancio salito a 1.206. Quelli di ieri hanno un età compresa tra 66 e 97 anni, 7 in provincia dell’Aquila, 4 in provincia di Chieti, 4 in provincia di Pescara e 6 in provincia di Teramo). Va precisato però che 11 casi fanno riferimenti a decessi avvenuti nei giorni scorsi e comunicati solo ieri dalle Asl. Una notizia incoraggiante è però che il tasso dei contagi rimane basso, e sotto la media italiana: sono 278 i nuovi casi di Coronavirus registrati in Abruzzo nelle ultime ore, di età compresa tra i 7 mesi e i 95 anni, emersi dall’analisi di 4.052 tamponi. Dunque 6,8% dei contagi rispetto ai tamponi effettuati.
Ieri in Italia sono stati invece 16.202 i nuovi casi di coronavirus, le vittime sono invece 575. Sono stati 169.045 i tamponi effettuati nelle ultime 24 ore, con il tasso di positività che sale al 9,6%. Mentre in Abruzzo arrivano le prime 9.360 dosi di vaccino della Pfizer, consegnate ieri mattina alle Asl, il presidente della Regione Marco Marsilio, Fratelli d’Italia, durante la conferenza stampa di ieri dedicata al bilancio regionale, si è detto “certo che dal 7 gennaio l’Abruzzo sarà classificato in zona gialla. E questo numeri alla mano relativi all’occupazione delle terapie intensive sotto il 30 per cento. Il numero di guarigioni che continuano a crescere. E una percentuale di positivi sui tamponi che non supera da giorni il 6-7%, un risultato ben sotto la media italiana”.
Conferma al Messaggero il capo del Dipartimento Salute, Claudio D’Amario: “oggi l’Abruzzo ha un Rt, l’indice di trasmissione del contagio, a 0.69. Siamo tra i primi tre in Italia. La pressione sugli ospedali si è ridotta tantissimo, aumentano i guariti, abbiamo un rischio considerato molto basso e un impatto basso”.
Le vaccinazioni prenderanno ufficialmente il via sabato 2 gennaio e le prime dosi saranno destinate prioritariamente al personale ospedaliero operante nei team vaccinali, nei reparti malattie infettive, nelle medicine Covid, nelle pneumologie Covid e nei pronto soccorso. Conclusa questa fase, si passerà al personale ospedaliero degli altri reparti e successivamente a quello dei distretti sanitari di base e delle strutture per anziani, dove saranno sottoposti a vaccinazione anche gli ospiti.
Le prime vaccinazioni verranno effettuate negli ospedali dell’Aquila, Pescara, Chieti, Teramo, Avezzano, Sulmona, Giulianova, Sant’Omero e Atri.
Nel dettaglio, alla Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila e alla Asl di Pescara sono state recapitate 2.340 dosi per ciascuna azienda, alla Asl Lanciano-Vasto-Chieti 3510 dosi e alla Asl di Teramo 1170 dosi. La quantificazione è stata stabilita sulla base del personale sanitario in servizio sia nei presidi pubblici, sia in quelli privati accreditati.
“Il nuovo anno – commenta l’assessore regionale alla Sanità Nicoletta Verì – si apre, dunque, con l’entrata nel vivo della più grande campagna vaccinale di massa degli ultimi decenni, che ci auguriamo possa farci presto uscire da quest’incubo con cui conviviamo ormai da 11 mesi. Voglio ribadire ancora una volta, però, che l’avvio delle vaccinazioni non deve farci abbassare la guardia: non possiamo infatti allentare in alcun modo le precauzioni per limitare il contagio dal coronavirus, che al momento rappresentano ancora il mezzo più efficace per tutelare la nostra salute e quella dei nostri cari”.
Del totale dei casi positivi, 10.913 sono residenti o domiciliati in provincia dell’Aquila (+63 rispetto a ieri), 7.058 in provincia di Chieti (+94), 7.086 in provincia di Pescara (+38), 9.346 in provincia di Teramo (+63), 279 fuori regione (-1) e 176 (+21) per i quali sono in corso verifiche sulla provenienza.
I positivi con età inferiore ai 19 anni sono 36, di cui 6 in provincia dell’Aquila, 7 in provincia di Pescara, 13 in provincia di Chieti e 10 in provincia di Teramo.
Gli attualmente positivi in Abruzzo, calcolati sottraendo al totale dei positivi, il numero dei dimessi/guariti e dei deceduti, sono 11.036 (-236 rispetto a ieri).
432 pazienti (-19 rispetto a ieri) sono ricoverati in ospedale in terapia non intensiva; 36 (-2 rispetto a ieri con 4 nuovi ricoveri) in terapia intensiva, mentre gli altri 10568 (-215 rispetto a ieri) sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl.
Bozza monitoraggio Iss: ‘L’epidemia resta grave, 3 regioni con Rt sopra 1’ L’epidemia Covid in Italia si mantiene “grave ancora a causa di un impatto elevato sui servizi assistenziali”. Lo evidenzia la bozza del monitoraggio Iss-ministero della Salute. Tre Regioni/PPAA (Veneto, Liguria, Calabria) hanno un Rt puntuale maggiore di 1, compatibile quindi con uno scenario di tipo 2, altre 3 (Basilicata, Lombardia e Puglia) lo superano nel valore medio, e altre tre lo sfiorano (Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia e Marche). Nel periodo 8-21 dicembre 2020, l’indice di trasmissibilità Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 0,93 (range 0,89 – 1.02) in lieve aumento nelle ultime tre settimane. Si osserva una diminuzione generale dell’impatto della epidemia nei servizi assistenziali, con i tassi di occupazioni dei posti letto in terapia intensiva e aree mediche sotto la soglia critica a livello nazionale per la prima volta dalla fine di ottobre. Comunque, ancora 10 Regioni/PPAA hanno un tasso di occupazione in terapia intensiva e/o aree mediche sopra la soglia critica, si legge ancora nella bozza di monitoraggio.
“Le aumentate mobilità e interazione interpersonale tipica della socialità di questa stagione potrebbero determinare un aumento rilevante della trasmissione di SARSCoV-2”. “Questo comporterebbe un conseguente rapido aumento dei casi a livelli potenzialmente superiori rispetto a quanto osservato a novembre in un contesto in cui l’impatto dell’epidemia sugli operatori sanitari, sui servizi e sulla popolazione è ancora significativamente elevato”. ‘Sebbene si osservi una diminuzione dell’incidenza a livello nazionale negli ultimi 14 gg (305,47 per 100.000 abitanti vs 329,53 per 100.000), complessivamente l’incidenza rimane ancora molto elevata e l’impatto dell’epidemia è ancora sostenuto nella maggior parte del Paese, rileva la bozza di monitoraggio Iss-ministero Salute. Inoltre, si continua ad osservare nella maggior parte delle Regioni/PPAA un rischio Moderato o Alto di una epidemia non controllata e non gestibile. Ciò conferma la necessità di “mantenere la linea di rigore delle misure del periodo delle feste”.
Le Regioni Calabria, Liguria e Veneto hanno un Rt puntuale compatibile con uno scenario tipo 2. Questo “desta particolare preoccupazione e pertanto si esorta a considerare di applicare le misure previste, per i livelli di rischio attribuiti, anche alla fine di queste festività”, afferma la bozza di monitoraggio.
Questi, in ogni caso, gli indicatori dell’Rt puntuale relativi ai giorni tra il 21 e il 27 dicembre aggiornati al 29: Veneto: 1.07. Abruzzo: 0,65. Basilicata: 1.09. Calabria: 1.09. Campania:0.78. Emilia Romagna: 0.98. Friuli vg: 0.96. Lazio: 0.84. Liguria: 1.07. Lombardia: 1. Marche: 0.99. Molise: 0.89. Piemonte: 0.71. PA Bolzano: 0.76. PA Trento: 0.71. Puglia: 1. Sardegna: 0.78. Sicilia: 0.93. Toscana: 0.79. Umbria 0.8. Valle d’Aosta: 0.83.
Si osserva intanto una diminuzione generale dell’impatto della epidemia nei servizi assistenziali, con i tassi di occupazioni dei posti letto in terapia intensiva e aree mediche sotto la soglia critica a livello nazionale per la prima volta dalla fine di ottobre. Comunque, ancora 10 Regioni e province autonome hanno un tasso di occupazione in terapia intensiva e/o aree mediche sopra la soglia critica.






