L’AQUILA – L’Abruzzo dalla mezzanotte sarà ufficialmente nella zona arancione. La decisione ieri sera al termine della riunione del Comitato tecnico scientifico nazionale e la cabina di regia per l’emergenza Covid. Assieme all’Abuzzo scalano il livello di rischio, passando da giallo ad arancione,  Umbria, Basilicata, Liguria e Toscana. Le nuove restrizioni sono scattate infatti appena venerdì scorso, giorno di entrata in vigore del dpcm firmato dal premier Giuseppe Conte il 3 novembre.

“Nella regione l’Rt è 1,51, l’occupazione delle terapie intensive è al 18% e quella delle medicine è 30%. L’incidenza in 14 giorni è di 429 casi per 100mila abitanti. Ci sono 3.349 casi per i quali non è stata ricostruita la catena di contagio e 261 nuovi focolai”.

Questi i numeri in base ai quali si è deciso  di elevare il livello di rischio.

Il posizionamento nella zona rossa, arancione o gialla si basa su due pilastri:  lo scenario, che va da 1 a 4 ed è legato principalmente all’Rt (se questo è sopra 1,5 lo scenario è 4, se è tra 1,25 e 1,5 è 3). E poi rischio, che oggi in Italia è alto o moderato, e si calcola valutando i 21 indicatori fissati nel maggio scorso (dall’occupazione dei letti alla qualità del tracciamento, dalla capacità di comunicare i propri dati all’incidenza). Se il rischio è alto e lo scenario è 4 si va in zona rossa, se il rischio è alto e lo scenario è 3 in zona arancione. In tutti gli altri casi la zona è gialla.

Per fare un duplice confronto: la Lombardia è regione rossa, nello scenario 4 con rischio alto in quanto l’Rt è 1,99, l’occupazione delle terapie intensive al 32% e quella delle medicine al 31%. L’incidenza in 14 giorni è di 877 casi per 100mila abitanti.I casi per i quali non è stata ricostruita la catena di contagio sono 29.855 e i nuovi focolai 1.499. Si segnala il sovraccarico delle terapie intensive e focolai in Rsa, case di riposo e ospedali. E’ a rischio alto da più di 3 settimane.

Mentre le Marche restano regione gialla, nello scenario 1 e con rischio moderato in quanto
l’Rt è 1,01, l’occupazione delle terapie intensive al 23% e quella delle medicine al 26%. L’incidenza in 14 giorni è di 387 casi per 100mila abitanti. I casi per i quali non è stata ricostruita la catena del contagio sono 1.790, i nuovi focolai 218.

La  giornata di ieri è stata segnata da un altro record di contagi in Abruzzo, con la situazione che si fa sempre più drammatica a L’Aquila e Teramo città, tanto che c’è chi invoca la zona rossa localizzata, ovvero il lockdown stile prima ondata di contagio.

Sono 625 i nuovi casi di Coronavirus registrati in Abruzzo nelle ultime ore, che portano il totale a 15.143 dall’inizio dell’emergenza.

Dei nuovi casi, di età compresa tra 6 mesi e 96 anni, 208 sono riferiti a tracciamenti di focolai già noti. Cresce il numero dei dimessi e guariti, a quota 4.669, 77 in più rispetto a ieri.

Il bilancio dei pazienti deceduti registra 6 nuovi casi, e sale a 602, di età compresa tra 56 e 92 anni, 2 in provincia dell’Aquila, uno in provincia di Teramo, 1 in provincia di Pescara e 2 in provincia di Chieti.

Ancora una volta è la provincia dell’Aquila quella più colpita: del totale dei casi positivi, 4.531 sono residenti o domiciliati nell’Aquilano (+212 rispetto a ieri), 2.928 in provincia di Chieti (+131), 3.391 in provincia di Pescara (+100), 3.967 in provincia di Teramo (+185), 134 fuori regione (+3) e 192 (-7) per i quali sono in corso verifiche sulla provenienza.

A livello territoriale, sono proprio i due capoluoghi di provincia, L’Aquila e Teramo, rispettivamente con 60 e 54 nuovi casi, le località a far registrare il maggior incremento.

L’emergenza abruzzese, nelle ultime settimane, è rappresentata proprio dalle province di L’Aquila e Teramo. Nell’Aquilano in un mese i contagi sono aumentati del 500%. Nella provincia si registrano complessivamente 4.531 casi dall’inizio dell’emergenza. Mille in più in una settimana: sette giorni fa erano 3.494. Il dato è addirittura raddoppiato rispetto a due settimane fa, quando il totale era fermo a 2.333.

Per capire quanto rapidamente il virus stia circolando nell’Aquilano – territorio solo lambito dall’emergenza nella fase primaverile – basta fare il confronto con i dati di un mese fa: 752 i casi complessivi. In 30 giorni c’è stato un incremento del 502%. L’epidemia corre spedita anche nel Teramano. La provincia, con 3.967 casi complessivi, è al secondo posto in regione dopo quella dell’Aquila. Una settimana fa i contagi totali erano 3.095, cioè circa 900 in meno, e due settimane fa erano 2.016, ovvero la metà di oggi. Anche in questo caso il confronto mensile dà la misura della circolazione del virus: un mese fa i casi totali erano 931. L’incremento, in trenta giorni, è stato del 326%.

A dare contezza della tensione che si respira in provincia dell’Aquila è l’esposto alla Procura della Repubblica per denunciare “la carenza di personale, la mancata garanzia dei livelli essenziali di assistenza (LEA), le criticità nel tracciamento dei contagi e la carenza di posti letto nel corso della emergenza covid nella Asl provinciale dell’Aquila” presentato dal sindacato Cgil.

La stessa segnalazione firmata  dal segretario provinciale, Francesco Marrelli, e dal segretario provinciale CGIL FP, Anthony Pasqualone, è stata inviata anche al prefetto, ai carabinieri del Nas, al ministro della Salute, al presidente della Regione, Marco Marsilio, e all’assessore regionale alla Salute Nicoletta Verì.

Intanto il Comitato regionale emergenza-urgenza Abruzzo aveva intenzione di chiedere al presidente Marsilio di adottare misure più restrittive per alcune zone. La richiesta  compilata e inviata anche al Cts regionale,  è stata comunque “superata”, secondo l’assessore Verì, dal fatto che la regione è diventata arancione: “Le ipotesi che il Crea aveva chiesto al Cts di valutare riguardavano le stesse misure previste in area arancione e quindi ora sono superate”.

Tra le principali misure che comportano il passaggio dalla zona gialla a quella arancione: il divieto in qualsiasi orario del giorno o della notte di uscire dal proprio comune e dalla propria regione, salvo che per esigenze di lavoro, studio, salute e necessità, ovviamente da indicare sul modulo di autocertificazione, nonché chiusura di bar, ristoranti e pasticcerie h24, ad esclusione di catering e mense.

Ecco le Faq, le domande più frequenti sulle misure adottate dal governo sulle zone arancioni: http://www.governo.it/it/articolo/domande-frequenti-sulle-misure-adottate-dal-governo/15638#zone

“Purtroppo con questi dati e con la situazione dei posti letto abbiamo raggiunto la soglia di rischio del 30% delle terapie intensive e, di conseguenza, è scattata l’allerta. Gli ospedali sono sottoposti a grande stress. L’aumento dei contagi è significativo. Ma l’elemento più importante è sicuramente la soglia del 30%”, spiega poi l’assessore Verì, a proposito della nuova classificazione in area “arancione”.

“I numeri che registriamo ogni giorno sono crescenti: ci sono contagi, ci sono focolai – evidenzia – c’è bisogno di attenzione ulteriore. Dal punto di vista tecnico abbiamo fatto tutto quello che dovevamo fare e lo abbiamo fatto in modo preciso. Ora l’inserimento in fascia arancione serve per rimarcare che bisogna rispettare le regole: i cittadini devono indossare le mascherine, adottare il distanziamento sociale, igienizzarsi di frequente le mani e limitare in ogni modo i contatti con persone non conviventi”

PIETRUCCI, “SUBITO ZONE ROSSE, PARTIAMO DALL’AQUILA”

“I dati del contagio non danno tregua. Anche se per vedere gli effetti dell’ultimo Dpcm ci vorranno almeno 15 giorni, io credo che non possiamo aspettare questo tempo. Due settimane possono essere troppe per evitare il collasso sanitario. E non possiamo consentirci di assistere a situazioni agghiaccianti come quelle che si registrano all’ospedale di Avezzano o al San Salvatore”.

Sono le parole del consigliere regionale Pd Pierpaolo Pietrucci che in una nota scrive: “La Provincia dell’Aquila potrebbe essere dichiarata ‘zona rossa’ per imporre un maggior controllo delle attività e dei movimenti e consentire di governare l’escalation in atto. Rilancio l’appello per attivare la didattica a distanza nelle scuole medie per ridimensionare il rischio di contaminazione tra gli adolescenti e, involontariamente, verso le loro famiglie”.

“La tendenza alla crescita è inesorabile – osserva – e non ha senso attendere che si arrivi al ‘punto di non ritorno’ quando non ci saranno più posti letto nei reparti di terapia intensiva. Di questo passo potrebbero volerci appena pochi giorni. La diffusione del virus va rallentata e interrotta ora, subito. Non è chiaro quali dati la Regione abbia a disposizione e trasmetta a Roma: questa incertezza pesa anche sulla tenuta della popolazione che chiede una gestione della crisi che sia chiara, rigorosa, intransigente. Se è evidente che l’Abruzzo sta entrando in queste ore nella “fascia arancione” è altrettanto evidente che in regione si può e si deve immaginare una ulteriore diversificazione delle aree a rischio”.

“Muoviamoci subito. Lo chiedo in modo accorato”, chiosa Pietrucci.

CITTA’ SANT’ANGELO: FOCOLAIO IN CLINICA “VILLA SERENA”, 20 POSITIVI

Focolaio di Covid-19 nella casa di cura “Villa Serena” di Città Sant’Angelo. Venti i degenti risultati positivi nel reparto di riabilitazione ortopedica 4, che ospita 46 pazienti; altre sei persone con referto dubbio sono state collocate in “area grigia”, mentre 20 tamponi sono risultati negativi.

A segnalarlo è la Ugl Abruzzo, che ha inviato una lettera alla clinica, all’assessore regionale alla Salute, Nicoletta Verì, e al direttore generale della Asl di Pescara. Ai 20 casi accertati, si apprende, si aggiungerebbe anche la positività di un operatore in servizio nel reparto.

FOCOLAIO RSA LANCIANO, MORTA TERZA ANZIANA, 95 CONTAGI TOTALI NELLA STRUTTURA

Terzo decesso in tre giorni alla casa religiosa per anziani Antoniano di Lanciano; si tratta di una donna di 91 anni, sempre di Lanciano, ricoverata a Chieti risultata positiva al covid e sofferente di gravi patologie pregresse. Intanto oggi i contagiati totali nella struttura sanitaria hanno raggiunto quota 95 unità, di cui 71 ospiti e 24 operatori. Resta preoccupante la situazione per la mancanza di infermieri, oggi erano solo 3 in servizio, mentre si riesce a garantire con le Oss la cura della persona.

“Crisi grandissima – dice il direttore sanitario Evandro Tascione – Stiamo supportante anche psicologicamente il personale rimasto”. Tascione ha informato Asl e ordine degli infermieri dell’urgenza di avere man forte e dare un cambio al personale stremato dai turni. Per i medici invece ci sono delle disponibilità che verranno messe subito in campo. Sempre oggi il sindaco Mario Pupillo ha aggiornato il dato contagi in città che sono giunti a un totale di 147 casi. Infine da domani e fino a giovedì scuole dell’infanzia chiuse per sanificazione a Paglieta e Treglio dove sono risultati positivi due bambini a Paglieta e uno A Treglio. Entrambe le scuole riapriranno venerdì.

A SPOLTORE 58 CASI: IL SINDACO AI GIOVANI, “USCITE SOLO PER REALI NECESSITA'”

Sono 58 i casi covid attivi a Spoltore, di cui 5 in ospedale.

A comunicarlo sui social, il sindaco Luciano Di Lorito, che ha scritto: “Non ci sono focolai conosciuti né casi nelle scuole e strutture per anziani (Rsa e case di riposo): i numeri aumentano, dunque, per via dei contatti all’interno delle famiglie. Abbiamo già raggiunto il picco massimo della prima ondata. Fortunatamente, si continua anche a guarire, ma negli ultimi giorni c’è stato un rapido incremento dei contagi: solo negli ultimi quattro giorni 18 casi nuovi. Il paziente più anziano ha 95 anni, e fortunatamente il suo ultimo tampone ha dato risultato negativo. Il più giovane è del 2006. Faccio un appello anche ai ragazzi, che maggiormente possono diventare veicolo inconsapevole di questa terribile epidemia. E’ vero che le regole attuali non proibiscono di uscire per una passeggiata o di pranzare a casa di amici: ma stiamo andando male ed è meglio abituarsi a fare i conti con quello che, in sostanza, è il passo appena precedente al lockdown generalizzato. Il mio personale invito è ad uscire il meno possibile, solo per andare a lavoro, studiare e per situazioni di stretta necessità: e comunque sempre ricordando l’importanza delle misure di sicurezza, il distanziamento sociale, la mascherina, l’igiene frequente delle mani. Il sacrificio che siamo chiamati ancora una volta a fare adesso potrà produrre, lo speriamo tutti, un risultato positivo già a dicembre, consentendoci di passare un Natale diverso dall’ultima Pasqua”.

A FRANCAVILLA 11 NUOVI CONTAGI E 4 GUARITI, POSITIVI A QUOTA 153

Ammonta a 11 i nuovi contagi, a fronte di 4 guarigioni, il bilancio covid registrato a Francavilla nel fine settimana appena trascorso.

Lo ha comunicato il primo cittadino, Antonio Luciani sui social.

In base all’ultimo aggiornamento, sono 153 i casi di coronavirus accertati durante la seconda ondata, tra cui si hanno 107 attualmente attivi, 46 guariti e 69 persone messe in quarantena, dopo che sono venute a contatto con chi ha avuto un tampone risultato positivo. Tra gli attivi, 101 soggetti sono in isolamento domiciliare e altri 6 per i quali è stato necessario il ricorso al ricovero in ospedale.

La fascia di età più colpita è quella compresa tra i 31 e i 50 anni, che conta ben 38 contagiati, mentre quella che va da zero ai 18 anni ne vede 13. Proprio con riferimento a quest’ultima, c’è da dire che nonostante il numero degli infettati, non si registrano problemi nelle scuole cittadine.

IL MODELLO DI AUTOCERTIFICAZIONE PER GLI SPOSTAMENTI: https://www.interno.gov.it/sites/default/files/2020-10/modello_autodichiarazione_editabile_ottobre_2020.pdf