L’AQUILA – Si riunisce oggi la cabina di regia per l’emergenza Covid, rinviata ieri su richiesta di alcune Regioni. E le anticipazioni sul rapporto settimanale dell’Istituto Superiore di Sanità sembrano preludere a cambiamenti nella mappa tricolore.

La ‘red list’ incombe sulle regioni: Campania, Veneto e Toscana rischiano di abbandonare la zona gialla e l’Alto Adige in anticipo diventa già ‘zona rossa’. Non si può escludere che l’Abruzzo  possa passare dalla zona gialla a quella arancione, con maggiori restrizioni. Tutto dipende dai criteri che saranno adottati nella nuova classificazione in base all’evoluzione territoriale dell’epidemia.

La tensione tra governo e regioni resta però alta.

In un a ‘Il Corriere della Sera’. Così il governato dell’Abruzzo, Marco Marsilio, lancia strali contro l’esecutivo.

“L’Abruzzo zona gialla? Sai che soddisfazione! Noi giochiamo con i colori e intanto la situazione peggiora. La seconda ondata del Covid mi sembra più forte della prima, i pazienti sono meno gravi ma aumentano a dismisura. In Abruzzo adesso contiamo circa 500 positivi e 30 ricoverati al giorno. Quando arriverà pure l’influenza sarà un’iradiddio”.

“Il mio problema vero, adesso, è creare il più possibile posti letto Covid. La delega del commissario Arcuri, però, c’è arrivata solo 30 giorni fa. Mentre tutto si poteva fare quest’estate, quando le terapie intensive erano vuote e negli ospedali si poteva lavorare in pace agli ampliamenti. Invece in Italia quest’estate si parlava solo di discoteche – afferma Marsilio -. Il governo avrebbe dovuto darci subito a maggio, quando fece il decreto per l’emergenza, i soldi per operare”, sottolinea Marsilio, che accusa: “Qui si va avanti col metodo sovietico. Ma sì quest’ossessione burocratica di voler pianificare sempre tutto. Riunioni su riunioni, ministri e scienziati. Ma le pianificazioni quinquennali si facevano in Urss e s’è visto com’è andata a finire: l’Urss è fallita”.

Ieri in Italia si sono registrati 32.616nuovi casi  (7.195 in meno rispetto a ieri). Le vittime sono 331 (94 in meno rispetto a ieri). Ma sono stati 191.144 i nuovi tamponi effettuati, circa 40mila in meno. Lo riportano i dati diffusi dal ministero della Salute. Complessivamente sono 935.104 i contagiati, comprese vittime e guariti, mentre il totale dei morti è di 41.394.

E’ intanto costante il rapporto tamponi/positivi, che resta a quota 17% circa, così come resta stabile l’aumento dei pazienti in terapia intensiva.

Il numero degli attualmente positivi in Italia ha raggiunto quota 558.636 (+26.100). Di questi 26.404 sono ricoverati con sintomi (+1.331), 2.749 sono in terapia intensiva (+115) e 529.447 in isolamento domiciliare (+24.654). Dall’inizio della pandemia sono invece 335.074 le persone dimesse o guarite, con un incremento nelle ultime 24 ore di +6.183.

Nuova impennata di contagi invece in Abruzzo, dove nelle ultime 24 ore si sono registrati 584 nuovi positivi, su 3.349 tamponi eseguiti.

Tamponi secondo cui è risultato positivo il 17,34% dei campioni analizzati, percentuale record delle ultime settimane.

Un incremento deciso, a cui però si contrappone la totale mancanza di decessi.

Resta inoltre invariato il numero dei ricoveri: ancora 527, di cui 43 in terapia intensiva, con 8.804 dei pazienti che sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl.

Dei nuovi contagi 242 sono in provincia dell’Aquila, 115 in provincia di Teramo, 123 in provincia di Chieti e 81 in provincia di Pescara, altri 23 sono di fuori regione o con residenza in accertamento. Ci sono poi 23 positivi residenti fuori regione o per i quali sono in corso accertamenti sulla provenienza. Gli attualmente positivi superano quota novemila e arrivano a 9.391. I guariti sono 4.592 (+147 rispetto a ieri). Il totale dei casi sale a 14.519.

È ancora una volta L’Aquila, per il focolaio che si è sviluppato ad Avezzano, a detenere il record dei contagi.

Nel dettaglio sono 120 i ricoveri all’ospedale dell’Aquila: Pneumologia 29; Rianimazione 12; Medicina 45; Malattie Infettive 22; Area Grigia 12, “con l’ulteriore disponibilità, a regime, di ulteriori 40 posti letto nel cosiddetto Delta 7”. Ospedale di Avezzano: 55 ricoveri tra Malattie Infettive e Medicina. Ospedale di Sulmona: un ricovero nel posto letto dedicato di Rianimazione.

In aumento, intanto, anche i casi nel Teramano dove, nella giornata di ieri, sono stati registrati 115 nuovi casi : 26 nel capoluogo e di 12 a Giulianova e che portano il totale a 487 nel capoluogo e a 215.

Proprio sui numeri di Giulianova, pesa cluster alla Piccola Opera Charitas con i suoi 97 contagi tra ospiti e personale. E’ polemica, inoltre, all’ospedale, con il comitato intercomunale per la salvaguardia dell’ospedale costiero con una nota chiede di conoscere la verità sui contagi che sarebbero stati riscontrati in alcuni reparti.

Resta chiusa anche per oggi la scuola media “Pagliaccetti/Annunziata” per la positività di un alunno. Oggi la scuola sarà sanificata.

Intanto, oggi, il direttore generale della Asl Maurizio Di Giosia firmerà la nomina a direttore sanitario di Maurizio Brucchi al posto di Maria Mattucci.

Domani mattina a Castellalto saranno inoltre eseguiti tamponi in modalità drive-test nel piazzale della palestra comunale.

Sono 282 le positività registrate a Montorio al Vomano (+4 rispetto all’aggiornamento precedente).  Oggi  riapriranno intanto le scuole, fatta eccezione per le classi sospese in attesa di esito del tampone e quelle in cui si concluderà la quarantena dei ragazzi, come da procedura ministeriale. Si sta intanto aspettando i risultati dei negativizzati e, quindi, guariti.

Scuole chiuse a Civita D’Antino, Città Sant’Angelo, Roccaraso, Pizzoli e L’Aquila, dove il sindaco, Pierluigi Biondi, ha predisposto la sospensione delle lezioni in presenza della scuola dell’infanzia Montessori e della primaria di Santa Barbara e San Sisto.

In Alto Sangro, 14 casi a Pescasseroli, 7 a Civitella Alfedena, 8 a Roccaraso dove è stato chiusa anche la scuola materna, 4 a Rivisondoli, 2 quelli registrati a Pescocostanzo, ed uno a Barrea, Alfedena e Scontrone.

Tornando al summit governo e regioni: resta da sbrogliare la matassa dei dati. Al lavoro sulle cifre e sui 21 parametri che stabiliscono le tre aree di rischio ci sono il governo, la cabina di regia sul Covid e lo stesso Cts.

Ambulanze che trasportano pazienti Covid in fila per ore davanti al pronto soccorso e medici e infermieri del 118 in tuta bianca che stazionano all’aperto, completamente bardati, ieri, all’ospedale Santissima Annunziata di Chieti,  entrato in sofferenza per la rapida crescita di ricoveri da coronavirus.

Come si legge sul quotidiano Il Centro, negli ultimi giorni lo scenario si sta riproponendo sempre con maggiore frequenza, con l’ultima relazione della task force Covid-19 della Asl 2, che ha analizzato i dati dal 3 ottobre al 7 novembre, evidenziando come nella provincia la “ripresa dell’epidemia sia stata maggiore nelle ultime settimane”.

In particolare, nel periodo esaminato, ci sono state 1.606 persone positive al coronavirus (+730 nell’ultima settimana, più di cento al giorno), con un’età media di 42 anni (in precedenza era di 44). Al momento i ricoverati in ospedale sono 86, di cui 73 a Chieti e 13 a Vasto.

Decisivi, per contenere il virus, il tracciamento delle positività, la sorveglianza dell’isolamento e l’andamento dell’infezione, realizzati quotidianamente dal Dipartimento di prevenzione diretto da Giuseppe Torzi. Così come è fondamentale il monitoraggio clinico delle Unità speciali di continuità assistenziale (Usca)

Secondo la task force, va rimarcato anche “l’aumento del 23% dei casi ospedalizzati nell’ultima settimana (in quella precedente erano 70), che ha comportato la predisposizione dei posti letto adattati ai pazienti Covid dei reparti di Medicina e Pneumologia dell’ospedale di Chieti”.

Contagi in crescita anche nel Vastese, dove stanno mettendo in progressiva difficoltà la sanità. E l’adeguamento dell’ospedale San Pio deciso dalla Regione non piace al sindaco Francesco Menna, che ha dichiarato:”Il presidente della Regione, Marco Marsilio, e l’assessore alla sanità Nicoletta Verì, affermano di aver rimodulato i reparti per rispondere meglio all’emergenza Covid, ma hanno cancellato le ‘aree grigie’ destinate ad accogliere pazienti sospetti. Contraddicendo quanto deciso in precedenza, hanno stabilito di ridare i posti alla Medicina e alla Geriatria, annullando i posti letto di Chirurgia, Ortopedia, Oculistica, Urologica e Otorino. In pratica non si opera più e i lavori di ristrutturazione dei reparti che hanno subito i crolli non vedono la luce da mesi. A Medicina ridaranno a breve 28 posti letto, ma hanno tolto un medico e non c’è nuovo personale. Milioni di euro per l’ospedale Covid di Pescara che, a questo punto, non si sa a cosa servirà, mentre quello di Atessa, che doveva essere presidio Covid, non si capisce ancora cos’è diventato. In pratica l’ospedale di Vasto è ospedale Covid senza ne risorse né garanzie per i lavoratori”.

Il comitato “Io sto con l’ospedale” suggerisce intanto al direttore generale Asl, Thomas Schael, di utilizzare anche il presidio di Gissi a supporto del San Pio. Il sindaco di Vasto non usa giri di parole per descrivere la trasformazione del San Pio voluta dalla Regione. “Un ospedale senza interventi chirurgici non è più un ospedale”.

Il “verdetto”, con il consueto rapporto settimanale dell’Istituto Superiore di Sanità, slitta rispetto ai tempi annunciati. Nella fase di validazione dei dati da parte delle stesse regioni, per la quale è prevista una tempistica massima di 24 ore, alcune hanno chiesto più tempo e l’incontro della Cabina di regia ci sarà soltanto nelle prossime ore.

In tutto il Paese i posti occupati in terapia intensiva hanno raggiunto quota 2.749 (+115) mentre sono 26.440 i malati ricoverati con sintomi (+1.331) negli ospedali. Secondo il trend dei dati emersi in questi giorni, Campania, Toscana e Veneto – finora zone gialle – potrebbero retrocedere verso la valutazione di rischio arancione o persino rossa nel prossimo report. In Toscana a preoccupare sono soprattutto gli ospiti delle Rsa, dove quasi un anziano su dieci risulta positivo. Su circa 12.500 pazienti delle oltre 300 strutture 1.103 risultano contagiati, con vari livelli di sintomaticità e di gravità, mentre tra gli operatori si registrano circa 100 casi, per questo la Regione sta predisponendo un apposito piano per separare i contagiati dai negativi.