L’AQUILA – Sciolto il nodo scuole, che resteranno aperte secondo le indicazioni contenute nel Dpcm del 3 novembre, scatterà da domani la zona rossa in Abruzzo e durerà fino al 3 dicembre.
Il presidente della Regione, Marco Marsilio, ha firmato ieri sera l’ordinanza 102 “allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del Coronavirus”. Il governatore lo aveva già annunciato nel corso della visita all’ospedale di Sulmona: “Abbiamo preferito anticipare l’ingresso in una zona rossa, che magari sarebbe arrivata venerdì, abbiamo pensato innanzitutto alla salute”, ha detto il governatore.
Una scelta che però ha provocato una
“Abbiamo assunto la decisione di firmare un’ordinanza che applica alla Regione Abruzzo la disciplina contenuta nell’articolo 3 del Dpcm e cioè quella delle cosiddette zone rosse e non di più”, ha detto Marsilio.
Resteranno quindi aperte le scuole dell’infanzia e primo grado, per gli altri sarà didattica a distanza.
“Fermo restando lo svolgimento in presenza della scuola dell’infanzia, della scuola primaria, dei servizi educativi per l’infanzia di cui all’articolo 2 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65 e del primo anno di frequenza della scuola secondaria di primo grado, le attività scolastiche e didattiche si svolgono esclusivamente con modalità a distanza”, si legge nell’articolo 3 del Dpcm del 3 novembre, recepito dall’Abruzzo con l’ordinanza odierna.
“Resta salva – si legge ancora – la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario l’uso di laboratori o in ragione di mantenere una relazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali, garantendo comunque il collegamento on line con gli alunni della classe che sono in didattica digitale integrata”. Da mercoledì, inoltre, in Abruzzo è “vietato ogni spostamento in entrata e in uscita” dai territori comunali, “nonché all’interno dei medesimi territori, salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. Sono comunque consentiti gli spostamenti strettamente necessari ad assicurare lo svolgimento della didattica in presenza nei limiti in cui la stessa è consentita – si legge – È consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza”.
Chiusi, poi, negozi e centri commerciali, ad eccezione delle attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità “individuate nell’allegato 23” del Dpcm. Chiusi i mercati, “salvo le attività dirette alla vendita di soli generi alimentari”. Restano aperte le edicole, i tabaccai, le farmacie e le parafarmacie. Restano chiuse le attività dei servizi di ristorazione, ma sono consentiti la consegna a domicilio e, fino alle ore 22, la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze. “È consentito svolgere individualmente attività motoria in prossimità della propria abitazione purché comunque nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona e con obbligo di utilizzo di dispositivi di protezione delle vie respiratorie; è altresì consentito lo svolgimento di attività sportiva esclusivamente all’aperto e in forma individuale”, si legge ancora nel Dpcm.
L’idea del governo regionale è chiara: anticipare quelle che potrebbero essere le decisioni nazionali di alcuni giorni, in modo da non perdere tempo, agevolare il calo della curva epidemiologica e, soprattutto, mettere già nel mirino la riapertura per il periodo natalizio, quello che è più produttivo sotto il profilo economico finanziario.
“Sulla scuola – ha riferito Marsilio – c’è stata una discussione molto ampia, come è giusto che sia, ma abbiamo ritenuto, e siamo tutti d’accordo nella Giunta e nella maggioranza, di non poter accogliere, neanche volendo farlo, la richiesta da parte del Gruppo Tecnico Scientifico di chiudere le scuole di ogni ordine e grado. L’attuale disciplina di legge non consentirebbe alle famiglie di affrontare questo problema. Tenendo aperte le attività economiche e non avendo congedi parentali o bonus baby sitter, il peso che graverebbe sulle famiglie sarebbe insostenibile. Per questo, riteniamo che sia stato sufficiente un atto di responsabilità, applicando il principio di dichiarare, da mercoledì, l’Abruzzo ‘Zona rossa’”.
Una richiesta ipotizzata appunto nel corso della riunione del Comitato tecnico scientifico regionale presieduto da Alberto Albani che ha valutato l’andamento epidemiologico. Marsilio avrebbe avuto contatti con il Governo nazionale sulla istituzione di una zona rossa più restrittiva di quella prevista nel Dpcm, in particolare con la chiusura totale della scuole: avrebbe ricevuto il placet del ministro della Salute Roberto Speranza, mentre ad opporsi sarebbe stato il capo del dicastero alla Istruzione Lucia Azzolina.
“Sono in attesa di parlare con il ministro Speranza che in queste ore era impegnato nel Consiglio dei ministri per la legge di Bilancio, ma preventivamente ha già apprezzato e sostenuto la nostra decisione di adottare la zona rossa in tutto il territorio regionale”, ha aggiunto Marsilio. Per quanto riguarda ristori e tutele, Marsilio ha sottolineato che “già la settimana scorsa, dopo l’emanazione del decreto ristori con i ministri Francesco Boccia e Roberto Gualtieri, avevo fatto presente che la scelta del Governo di non consentire i ristori nel caso in cui le misure non vengano prese dal Governo, ma dalle Regioni, creava una situazione da ‘figli del dio minore’ e anche una situazione pericolosa perché sono certo che, se ci penso una volta di più ad adottare un provvedimento restrittivo, è perché conosco le conseguenze economiche che possono ricadere sui nostri concittadini. Ma non dovrei avere questa preoccupazione. Chiedo a Speranza e al Governo di non farci vivere in questa preoccupazione e di non frenare l’adozione di misure che servono a salvare vite umane perché magari non c’è copertura economica. Avremmo potuto starcene buoni e zitti fino a venerdì e aspettare che il Governo ci assegnasse una zona rossa, poi magari protestare pure perché questo avveniva e aspettare fino a lunedì, otto giorni, e poi arrivano i ristori. Ma, ripeto, abbiamo prima pensato alla salute dei cittadini”, ha concluso Marsilio.
Oggi la consultazione in video conferenza del presidente con sindaci, amministratori, categorie, e con gli esponenti della minoranza in regione. Nell’incontro con i sindaci, a bocciare la proposta di chiudere le scuole e lamentare “confusione e scarsa chiarezza”, sono stati il presidente della Provincia di Chieti e sindaco di Lanciano, Mario Pupillo e il sindaco del Comune di Chieti, Diego Ferrara: “Riteniamo per quanto riguarda la scuola che non si debba andare oltre ciò che stabilisce il Dpcm attualmente in vigore, lasciando la frequenza in presenza per le scuole di primo grado così come previsto, anche per rispondere a esigenze organizzative concrete delle famiglie e delle scuole che non possono e non devono essere ignorate né costrette a subire decisioni improvvisate”, hanno detto.
Il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, di FdI, ha invece chiesto che “qualunque sia la decisione del presidente, che comunque rispetteremo consapevoli della problematica e della delicatezza delle responsabilità del nostro governatore, è un confronto col Governo per chiarire quali sono i ristori e il sostegno che va assicurato alle famiglie, come bonus baby sitter e congedi parentali”.
A non essere d’accordo sulla chiusura, tra gli altri, il presidente del Consiglio regionale dell’Abruzzo, Lorenzo Sospiri: “Si chiude dove serve. Bisogna saper pesare le parole nei momenti difficili sapendo che chi non si espone e sta bello zitto mantiene la sua poltroncina ma ahimè io sono di un altra pasta e visto che in questo mondo impazzito non si lascia modo di confrontarsi e si rilasciano dichiarazioni a carte non ancora firmate allora è giusto chiarirci un punto per volta: il dpcm del Governo prevede in zona rossa che le scuole materne dell’infanzia fino alla prima media devono restare aperte e così deve essere se ci sono zone dell’ Abruzzo che hanno situazioni talmente emergenziali da non poter permettere neanche questo si chiudano lì”.
“Bene il presidente della regione Abruzzo Marsilio sulla decisione di applicare il Dpcm senza ulteriori restrizioni per la scuola. Come parlamentari del M5S abbiamo lavorato sodo al fianco della ministra Azzolina per permettere agli alunni delle scuole dell’Infanzia, primaria e 1 classe delle secondarie di I grado, di svolgere le lezioni in presenza anche nelle zone definite rosse”, commenta il capogruppo Commissione Cultura e Istruzione camera Gianluca Vacca, M5S: “Ora a lavoro, tutti insieme, per il miglioramento dei protocolli di sicurezza all’interno delle scuole e per il potenziamento di trasporto pubblico e operatività delle Asl, per far tornare a scuola tutti i ragazzi, anche quelli delle scuole superiori, il prima possibile. Domani ci sarà una manifestazione a Montecitorio degli studenti proprio per chiedere il rientro a scuola: non possiamo non ascoltare la voce dei nostri ragazzi”.
ATTIVITA’ COMMERCIALI IN ZONA ROSSA: COSA PREVEDE IL DPCM
Ecco le attività consentite anche in zona rossa
• Commercio al dettaglio in esercizi non specializzati con prevalenza di prodotti
alimentari e bevande (ipermercati, supermercati, discount di alimentari, minimercati
ed altri esercizi non specializzati di alimenti vari)
• Commercio al dettaglio di prodotti surgelati
• Commercio al dettaglio in esercizi non specializzati di computer, periferiche,
attrezzature per le telecomunicazioni, elettronica di consumo audio e video,
elettrodomestici
• Commercio al dettaglio di prodotti alimentari, bevande e tabacco in esercizi
specializzati (codici ateco: 47.2), ivi inclusi gli esercizi specializzati nella vendita di
sigarette elettroniche e liquidi da inalazione
• Commercio al dettaglio di carburante per autotrazione in esercizi specializzati
• Commercio al dettaglio di apparecchiature informatiche e per le telecomunicazioni
(ICT) in esercizi specializzati (codice ateco: 47.4)
• Commercio al dettaglio di ferramenta, vernici, vetro piano e materiali da costruzione
(incluse ceramiche e piastrelle) in esercizi specializzati
• Commercio al dettaglio di articoli igienico-sanitari
• Commercio al dettaglio di macchine, attrezzature e prodotti per l’agricoltura e per il
giardinaggio
• Commercio al dettaglio di articoli per l’illuminazione e sistemi di sicurezza in esercizi
specializzati
• Commercio al dettaglio di libri in esercizi specializzati
• Commercio al dettaglio di giornali, riviste e periodici
• Commercio al dettaglio di articoli di cartoleria e forniture per ufficio
• Commercio al dettaglio di confezioni e calzature per bambini e neonati
• Commercio al dettaglio di biancheria personale
• Commercio al dettaglio di articoli sportivi, biciclette e articoli per il tempo libero in
esercizi specializzati
• Commercio di autoveicoli, motocicli e relative parti ed accessori
• Commercio al dettaglio di giochi e giocattoli in esercizi specializzati
• Commercio al dettaglio di medicinali in esercizi specializzati (farmacie e altri esercizi
specializzati di medicinali non soggetti a prescrizione medica)
• Commercio al dettaglio di articoli medicali e ortopedici in esercizi specializzati
• Commercio al dettaglio di cosmetici, di articoli di profumeria e di erboristeria in
esercizi specializzati
• Commercio al dettaglio di fiori, piante, bulbi, semi e fertilizzanti
• Commercio al dettaglio di animali domestici e alimenti per animali domestici in
esercizi specializzati
• Commercio al dettaglio di materiale per ottica e fotografia
• Commercio al dettaglio di combustibile per uso domestico e per riscaldamento
• Commercio al dettaglio di saponi, detersivi, prodotti per la lucidatura e affini
• Commercio al dettaglio di articoli funerari e cimiteriali
• Commercio al dettaglio ambulante di: prodotti alimentari e bevande; ortofrutticoli;
ittici; carne; fiori, piante, bulbi, semi e fertilizzanti; profumi e cosmetici; saponi,
detersivi ed altri detergenti; biancheria; confezioni e calzature per bambini e neonati
• Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato via internet, per
televisione, per corrispondenza, radio, telefono
• Commercio effettuato per mezzo di distributori automatici
• Lavanderia e pulitura di articoli tessili e pelliccia
• Attività delle lavanderie industriali
• Altre lavanderie, tintorie
• Servizi di pompe funebri e attività connesse
• Servizi dei saloni di barbiere e parrucchiere






