L’AQUILA – In tutta Italia continuano a crescere i casi, sono 40.902 i contagiati dal coronavirus individuati nelle ultime 24 ore in Italia, secondo i dati del ministero della Salute. In Abruzzo ne risultano altri 683 nuovi casi, di cui 486 riferiti a tracciamenti di focolai già noti. Sono intanto state 550 le vittime di Covid nelle ultime 24 ore in Italia, secondo i dati del ministero della Salute. Record di tamponi nelle ultime 24 ore: sono 254.908, circa ventimila più del giorno prima. Il rapporto tra positivi e test resta costante al 16%. Sono oltre 30 mila i ricoverati con sintomi da Covid in reparti ordinari in Italia: con l’aumento di 1.041 unità nelle ultime 24 ore.
Venti Regioni/PA sono classificate a rischio alto e una a rischio moderato con una probabilità elevata di progredire a rischio alto nel prossimo mese, “configurando di fatto su tutto il territorio nazionale un rischio elevato di epidemia”. Lo evidenzia il monitoraggio settimanale Iss-ministero della Salute.
Nel periodo 22 ottobre-4 novembre 2020, l’indice di trasmissibilità Rt calcolato sui casi sintomatici è pari a 1,43. Si riscontrano valori medi di Rt superiori a 1,25 nella maggior parte delle Regioni/PA italiane e superiori a uno in tutte Regioni/PA. L’epidemia in Italia, seppur intensificandosi per gravità a causa di un aumentato impatto sui servizi assistenziali, mostra una lieve riduzione nella trasmissibilità rispetto alla settimana precedente che, sebbene ancora molto elevata, potrebbe costituire un segnale precoce di impatto delle misure di mitigazione.
“Necessaria una drastica riduzione delle interazioni fisiche tra le persone in modo da alleggerire la pressione sui servizi sanitari. È fondamentale che la popolazione eviti tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo che non siano strettamente necessarie e di rimanere a casa il più possibile”. E’ quanto stabilisce il consueto monitoraggio dell’Iss analizzando i dati epidemiologici della settimana. “Si ribadisce la necessità di rispettare le misure raccomandate dalle autorità sanitarie compresi i provvedimenti quarantenari dei contatti stretti dei casi accertati e di isolamento dei casi stessi”.
Emergono “forti criticità dei servizi territoriali e il raggiungimento attuale o imminente, in un numero crescente di Regioni/PA, delle soglie critiche di occupazione dei servizi ospedalieri. Ciò interessa l’intero territorio nazionale. 12 regioni all’11/11/2020 avevano superato almeno una soglia critica in area medica o Terapia intensiva. Nel caso si mantenga l’attuale trasmissibilità, quasi tutte le Regioni/PA hanno una probabilità maggiore del 50% di superare almeno una di queste soglie entro il prossimo mese”.
“Abbiamo 2-3 settimane di tempo per valutare cosa avverrà: si potrebbe anche decidere di allentare queste misure, o di chiudere ulteriormente. Abbiamo attivato una serie di misure proporzionate alla circolazione del virus nelle specifiche aree d’Italia. Se queste vengono rispettate, saremo in grado di evitarlo. Se non ci dovessimo riuscire, tutte le regioni diverrebbero rosse, e di fatto il lockdown generalizzato si realizzerebbe nei fatti”, ha detto Walter Ricciardi, consulente del ministro della salute.
Questa settimana si osserva un ulteriore forte incremento dei casi che porta l’incidenza negli ultimi 14 giorni a 648,33 per 100.000 abitanti nel periodo 26/10/2020-08/11/2020 (contro 523,74 nel periodo 19/10/2020-01/11/2020). L’aumento di casi è diffuso in tutto il Paese.
“Per i primi mesi del 2021 dovremmo avere almeno 2 vaccini, forse anche 3 o 4. Questo è un dato già importante, perché significa che avremmo più aziende che possono produrlo e maggiore capacità per la diffusione. Bisognerà anche capire se la loro immunità sia duratura o transitoria. Personalmente sono contrario a rendere obbligatorio il vaccino negli adulti, personale sanitario a parte. Ma se questo vaccino sarà obbligatorio dipenderà da una scelta politica”, ha detto Ricciardi.
“Il numero di casi di Covid-19 nel nostro Paese è salito a 650 per 100mila abitanti, anche se questa settimana l’Rt sembra essere leggermente diminuito da 1,7 a 1,4, ma si trova comunque sia al di sopra di 1 e questo rappresenta solo un primo segnale di una diminuzione della trasmissione che potrebbe essere attribuita ai provvedimenti che sono stati sinora presi. Purtroppo però il virus circola in tutto il paese”. Lo afferma in un videomessaggio il direttore del dipartimento Prevenzione del ministero della Salute .
Il calo dell’Rt è tstato accolto con favore dal ministro della Salute Roberto Speranza. “La circolazione del virus è molto significativa nel nostro Paese ma oggi arriva una primissima notizia confortante perchè l’Rt scende da 1,7 a 1,4 ma questo non basta e abbiamo bisogno di portarlo nel più breve tempo possibile sotto l’1, perchè ciò significherà salvare più vite umane e ridurre i contagiati, alleviando il peso delle nostre strutture sanitarie”. Lo ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza al Tg1, sottolineando che a tal fine è fondamentale il contributo di tutti.
IL BOLLETTINO IN ABRUZZO
Non accenna a frenare il numero dei contagi giornalieri in Abruzzo: dall’ultimo bollettino ne risultano altri 683 nuovi casi, di cui 486 riferiti a tracciamenti di focolai già noti.
Il bilancio dei pazienti deceduti registra 15 nuovi casi e sale a 661, di età compresa tra 56 e 99 anni, 13 in provincia dell’Aquila, 1 in provincia di Teramo e 1 in provincia di Pescara.
Aumentano i ricoveri, sia in terapia intensiva sia in terapia non intensiva, e gli attualmente positivi sono a quota 11.2084
Del totale dei casi positivi, 5.432 sono residenti o domiciliati in provincia dell’Aquila (+195 rispetto a ieri), 3.454 in provincia di Chieti (+170), 3.822 in provincia di Pescara (+78), 4.708 in provincia di Teramo (+222), 184 fuori regione (+13) e 174 (+5) per i quali sono in corso verifiche sulla provenienza.
È ancora una volta L’Aquila la località abruzzese con più nuovi casi di coronavirus: sono 66 i contagi accertati nelle ultime 24 ore. Il totale dal primo novembre a oggi è di 781 casi. Vale a dire che più dell’1% della popolazione ha contratto il virus solo negli ultimi tredici giorni. In crescita anche Teramo: 63 i nuovi casi; 388 se si considera il periodo dal primo novembre ad oggi. Trentatré i casi nell’area metropolitana – 23 a Pescara e 20 a Montesilvano – che salgono a 533 considerando i primi 13 giorni di novembre. Tra le altre località con più nuovi casi vi sono anche Martinsicuro (32), Avezzano (21), Giulianova (21) e Sulmona (20). Sedici i contagi recenti a Chieti.
I positivi con età inferiore ai 19 anni sono 99, di cui 29 in provincia dell’Aquila, 13 in provincia di Pescara, 21 in provincia di Chieti, 36 in provincia di Teramo.
Nel numero dei casi positivi sono compresi anche 5.205 dimessi/guariti (+176 rispetto a ieri).
Gli attualmente positivi in Abruzzo (calcolati sottraendo al totale dei positivi, il numero dei dimessi/guariti e dei deceduti) sono 11.908 (+492 rispetto a ieri).
Dall’inizio dell’emergenza Coronavirus, sono stati eseguiti complessivamente 335.473 test (+4769 rispetto a ieri).
567 pazienti (+20 rispetto a ieri) sono ricoverati in ospedale in terapia non intensiva; 57 (+5 rispetto a ieri) in terapia intensiva, mentre gli altri 11.284 (+467 rispetto a ieri) sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl.
Sono complessivamente 17.774 i casi positivi al Covid 19 registrati in Abruzzo dall’inizio dell’emergenza.
IN ABRUZZO 4.269 CASI IN UNA SETTIMANA, IL 25 PER CENTO DEL TOTALE
Del totale dei casi di coronavirus registrati in Abruzzo dall’inizio dell’emergenza ad oggi, uno su quattro è stato accertato nell’ultima settimana: nel periodo dal 6 al 13 novembre, infatti, i contagi emersi sono stati 4.269, cioè il 24% dei 17.774 complessivi. I decessi sono stati 77 (totale 661). I ricoveri, negli ultimi sette giorni, sono aumentati del 18% circa, passando dai 510 del 6 novembre ai 624 di oggi. In particolare, in terapia non intensiva ci sono 567 pazienti (+99), mentre in terapia intensiva ce ne sono 57 (+15). Con quelli allestiti negli ultimi giorni, il totale dei posti letto di terapia intensiva disponibili è salito a 146: al momento è utilizzato il 35,61% delle unità disponibili. Tutti gli altri pazienti, 11.284 persone (+3.213) sono in isolamento domiciliare. Gli attualmente positivi al virus, nel periodo dal 6 al 13 novembre, al netto di 865 guarigioni e dei 77 decessi, sono saliti a quota 11.908 (+3.327). A livello territoriale, la crescita più consistente, nell’ultima settimana, si registra nell’Aquilano, con 1.493 nuovi casi. Seguono il Teramano (1.144), il Chietino (872) e il Pescarese (687).
L’AQUILA: POSTI LETTO IN CHIESA VICINO OSPEDALE
Corre ai ripari con ogni mezzo la Asl provinciale dell’Aquila alle prese da giorni con una preoccupante impennata di contagi covid che ha messo a dura prova il sistema sanitario, soprattutto nella disponibilità di posti letto che ha avuto come conseguenza lunghe attese di pazienti nelle ambulanze e nelle auto, oppure appoggiati in luoghi di fortuna: per il reperimento di posti sarà utilizzata anche la chiesa che si trova nei pressi dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila.
Secondo quanto si è appreso, sarà attrezzata una quindicina di posti letto con lo spazio che entrerà in funzione nei prossimi giorni. L’utilizzo del luogo sacro è previsto nel piano che scatta per le maxi emergenze. Il programma della Asl, che sarà illustrato domani nel corso di una conferenza stampa convocata dal dg, Roberto Testa, prevede il trasferimento dei 24 posti terapia sub intensiva nel reparto di pneumologia covid, dal G8, il piccolo ospedale limitrofo al San Salvatore realizzato in occasione dell’evento mondiale che si è svolto all’Aquila dopo il terremoto del 2009. Nel G8 saranno concentrati i posti di terapia intensiva. Per i posti letto sarà utilizzato anche il cosiddetto Delta 7.
CORONAVIRUS L’AQUILA: SCUOLE, SINDACO BIONDI CHIEDE PROTOCOLLO PER CHIUSURE
Un protocollo unico d’intervento da attivare per l’eventuale chiusura dei plessi scolastici a seguito della rilevazione di evidenze scientifiche in ordine alla diffusione del contagio da coronavirus.
A richiederlo, con una nota inviata al prefetto della provincia dell’Aquila, Cinzia Torraco, è il sindaco del capoluogo d’Abruzzo, Pierluigi Biondi.
“È necessario individuare un punto di equilibrio tra il diritto alla salute pubblica e quello all’istruzione degli studenti. – spiega il sindaco – In situazioni di particolare complessità, come nel caso della scuola dell’infanzia Montessori di San Sisto e della primaria Santa Barbara e San Sisto, ho proceduto a un’ordinanza di chiusura, ma ritengo sia opportuno fissare un principio univoco che definisca, sulla base di dati certi forniti dalla Asl, le modalità operative di sospensione delle attività didattiche, condivise nell’ambito di un tavolo interistituzionale che coinvolga la Prefettura, il Dipartimento di prevenzione, l’Ufficio scolastico provinciale e il Comune stesso”.
“Domattina prenderò parte a una riunione convocata dal prefetto, che ringrazio per la pronta risposta alla mia richiesta, a cui parteciperanno anche rappresentanti dell’Azienda sanitaria e dell’Ufficio scolastico per individuare una strategia unitaria che consenta di intervenire su un tema così importante che riguarda studenti, docenti, dipendenti e famiglie”, conclude il sindaco.
AVEZZANO: “LA MIA PALESTRA A DISPOSIZIONE DEI MALATI”
“Testa, se non sapete dove ‘parcheggiare’ i malati noi siamo vicini vicini al pronto soccorso di Avezzano, abbiamo sale chiuse, se volete, almeno una ventina di malati io dico che ci stanno in zona 3”. Succede anche questo ad Avezzano, capoluogo di un territorio in piena emergenza posti letti in seguito alla incontrollata impennata di contagi che sta caratterizzando da settimane la provincia dell’Aquila: Lorenzo De Cesare, in un post su Fb, offre la sua palestra, chiusa perché l’Abruzzo è regione “arancione”, al direttore generale della Asl provinciale, Roberto Testa.
De Cesare, commercialista ed ex assessore è consigliere comunale, è proprietario della Five Zone Fitness Center, sottolinea che “in zona 5 si possono far mangiare e dalla zona 4 si può entrare. Bada tutti ingressi separati e percorsi covi già realizzati, dimenticavo ci sono bagni e spogliatoi a sufficienza. Meglio che in tenda”. De Cesare è stato mandatario elettorale del sindaco di Avezzano, Giovanni Di Pangrazio, alle elezioni del settembre scorso. Ieri nel corso del consiglio comunale il primo cittadino ha chiesto il commissariamento di Testa per il collasso del pronto soccorso dell’ospedale marsicano segnato da lunghe file di malati in ambulanza e in auto: due nelle ultime settimane sono morti fuori il nosocomio, uno in auto e uno in ambulanza.
A PESCARA ALTOPARLANTI PER RICORDARE DIVIETO ASSEMBRAMENTI
Potenziamento dei controlli delle forze dell’ordine per assicurare il rispetto delle misure derivanti dall’inserimento in fascia “arancione” e per far rispettare il divieto di assembramenti, con l’utilizzo di impianti di diffusione sonora per richiamare l’attenzione delle persone al mantenimento del distanziamento. È quanto deciso nel corso della riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica convocata dalla Prefettura di Pescara.
Al vertice, presieduto dal Prefetto, Giancarlo Di Vincenzo, hanno preso parte il sindaco, Carlo Masci, il direttore generale della Asl di Pescara, Vincenzo Ciamponi, e rappresentanti di tutte le forze dell’ordine.
“Particolare attenzione – si legge in una nota della Prefettura – è stata rivolta al controllo degli spostamenti tra Comuni e, ovviamente, soprattutto verso il capoluogo, al fine di verificare la sussistenza di comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute a giustificazione degli spostamenti in entrata e uscita. Specifica attenzione è stata altresì dedicata al divieto di assembramenti. A tal riguardo, con particolare riferimento alla possibilità di usufruire della ristorazione con asporto, è stato richiamato il divieto, previsto dal vigente Dpcm, di consumazione sul posto o nelle adiacenze. Il rispetto del divieto di assembramento verrà sollecitato anche attraverso l’utilizzo di impianti di diffusione sonora, al fine di richiamare l’attenzione delle persone al mantenimento del distanziamento”.
“Nell’esprimere fiducia sul senso di responsabilità più volte manifestato dai cittadini nel corso dell’emergenza sanitaria – prosegue il comunicato – si è in ogni caso convenuto di monitorare attentamente la situazione nel corso del prossimo fine settimana in modo da adottare misure più rigorose, qualora si dovesse rendere necessario. Si è inoltre deciso di costituire in Prefettura una cabina di regia che si riunirà almeno due volte a settimana, al fine di monitorare, attraverso l’esecuzione dei controlli, il rispetto delle misure vigenti”.
RACCOLTA OLIVE, TARTUFI, ORTI E CACCIA, LE ATTIVITA’ CONSENTITE IN ZONA ARANCIONE
Raccolta delle olive e spostamenti per i frantoi, tartufi, orti, vigneti e caccia. A seguito dell’entrata in vigore della “zona arancione” in Abruzzo, il vicepresidente della Giunta regionale con delega alle Politiche agricole, Emanuele Imprudente precisa: “Con riferimento all’ordinanza del Ministro della Salute del 10 novembre 2020 con la quale la regione Abruzzo è sottoposta alle misure restrittive della ‘zona arancione’ e in considerazione della previsione normativa relativa al divieto di ‘ogni spostamento … in un comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi e non disponibili in tale comune’ con la presente si chiarisce che, fermo restando comunque il rispetto di tutte le misure di prevenzione del contagio come previste dalle norme sanitarie:
a) la raccolta delle olive e gli spostamenti per andare e per tornare dai frantoi sono consentiti al di fuori del proprio comune di residenza, domicilio o abitazione all’interno della fascia oraria diurna (dalle 5 alle 22); esclusivamente per gli agricoltori professionisti (imprenditori agricoli, dipendenti delle imprese agricole e coltivatori diretti) gli spostamenti per andare e per tornare dai frantoi sono consentiti anche durante gli orari notturni ricompresi dalle 22 alle 5 del giorno successivo;
b) l’attività di ricerca e raccolta dei tartufi, in quanto assimilabile ad attività lavorativa, è consentita anche al di fuori del proprio comune di residenza, domicilio o abitazione, a condizione che il
raccoglitore abbia sempre con sé:
1. tesserino di abilitazione alla raccolta dei tartufi in corso di validità;
2. copia dell’attestazione del versamento della tassa regionale dell’anno in corso;
3. se non è titolare di P.IVA specifica (con codice ATECO 02.30.00 “raccolta di prodotti non legnosi del bosco”), copia dell’attestazione del versamento per sostituto d’imposta entro i 7.000 euro del modello F24; la raccolta a titolo amatoriale dei tartufi, nonché quella di funghi, erbe e frutti spontanei, può essere effettuata esclusivamente nel comune di residenza;
c) è consentito lo spostamento anche al di fuori del proprio comune di residenza, domicilio o abitazione per raggiungere orti, vigneti, aree ortofrutticole private e ricoveri di animali;
d) per quanto riguarda l’esercizio dell’attività venatoria si resta in attesa di pronunciamenti ed indicazioni da parte del Ministero e delle autorità competenti appositamente interpellate, con l’auspicio che possa essere consentito lo spostamento anche al di fuori del proprio comune, al fine di contenere le popolazioni, in particolare, di cinghiali, nell’interesse pubblico di salvaguardia dell’incolumità e della salute dei cittadini (incidenti stradali e diffusione della peste suina), nonché per limitare copiosi danni all’agricoltura”.
A TERAMO 222 CASI, E’ LA PROVINCIA CON PIU’ CONTAGI
Anche ieri la provincia di Teramo è stata quella in cui, in Abruzzo, si sono registrati più contagi: 222, di cui sotto i 19 anni.
Come si legge sul qutidiano Il Centro, in totale il numero dei positivi in isolamento domiciliare era 3.473. A Teramo capoluogo i contagiati sono arrivati a quota 693 (+62) con 33 ricoverati. I ricoverati ieri erano 198: 76 ad Atri (4 in Rianimazione), 39 a Teramo (10 in Rianimazione), 44 a Giulianova e 40 alla Rsa di bivio Bellocchio. Due i decessi: Domenicantonio Di Rienzo, 86 anni di Notaresco e Guido Trabucco, 84 anni di Atri.
A Montorio i cittadini positivi sono 369, +6 rispetto al giorno precedente, a Isola del Gran Sasso, +15 rispetto all’ultimo aggiornamento. Dopo la chiusura del santuario di San Gabriele ai pellegrini fino a fine novembre il sindaco di Isola Andrea Ianni ha espresso “vicinanza alla comunità dei padri passionisti, colpita anch’essa in questo momento”, visto che a oggi sono infatti 14 i religiosi risultati positivi. Sei casi a Castel castagna e 35 Tossicia, dopo gli gli esiti del drive-in di mercoledì pomeriggio.
Sono 31 i casi registrati a Martinsicuro, con il sindaco Massimo Vagnoni che ha firmato un’ ordinanza che delinea il calendario di ripresa delle attività didattiche in presenza sospese, in via precauzionale, nei giorni scorsi. In dettaglio riguardano classi 2ªA e 1ªA con ripresa attività didattica dal 16 novembre E la sezione 3ªB ripresa attività didattica dal 17 novembre. Tutte sezioni della scuola materna di via Moro. Nella scuola secondaria di primo grado a Martinsicuro: classe 2ª C ripresa attività didattica dal 16 novembre, 2ª G ripresa attività didattica dal 17 novembre.
Il primo cittadino di Silvi, Andrea Scordella, ieri ha comunicato di aver posto in essere una collaborazione con i medici di base e la Asl insieme ai Comuni di Pineto, Atri e della vallata del Fino con l’obiettivo di snellire i tempi per effettuare i tamponi programmati da tempo. Intanto il vicesindaco di Pineto Alberto Dell’Orletta ha comunicato via social di essere risultato negativo al secondo tampone di verifica effettuato dopo 10 giorni di quarantena. A Sant’Egidio dopo i focolai di ottobre, nell’ultima settimana, i casi sono rimasti stabili per un totale di 83 persone colpite dal virus.






