PESCARA – Nel primo giorno di “zona arancione” sono 662 i nuovi casi di Co9ronavirus registrati in Abruzzo, di età compresa tra 8 mesi e 99 anni, di cui 392 sono riferiti a tracciamenti di focolai già noti. Il totale dei positivi dall’inizio dell’emergenza sale così a 16.550.

Il bilancio dei pazienti deceduti registra 16 nuovi casi e sale a 644, di età compresa tra 60 e 100 anni: 7 in provincia di Chieti, 6 in provincia dell’Aquila, 3 in provincia di Teramo.

È sempre l’Aquilano il territorio più colpito: del totale dei casi positivi, 5.064 sono residenti o domiciliati in provincia dell’Aquila (+261 rispetto a ieri), 3.227 in provincia di Chieti (+121), 3.632 in provincia di Pescara (+98), 4.299 in provincia di Teramo (+190), 160 fuori regione (+7) e 168 (-15) per i quali sono in corso verifiche sulla provenienza.

È ancora una volta L’Aquila la località abruzzese con il maggior numero di casi: sono cento i contagi accertati nelle ultime 24 ore. Il totale dal primo novembre a oggi è di 635 casi. Vale a dire che quasi l’1% della popolazione ha contratto il virus solo negli ultimi undici giorni. Una cinquantina i nuovi casi nell’area metropolitana, di cui 31 a Pescara e 18 a Montesilvano: nelle due città i contagi dall’inizio del mese ad oggi sono 433. Tra i comuni con più contagi accertati nelle ultime 24 ore ci sono anche Atri (37), Avezzano (30) e Montorio (29). Venticinque i nuovi casi a Teramo e 21 a Chieti. Del totale dei 16.550 casi abruzzesi, 5.064 sono residenti o domiciliati in provincia dell’Aquila (+261 rispetto a ieri), 3.227 in provincia di Chieti (+121), 3.632 in provincia di Pescara (+98), 4.299 in provincia di Teramo (+190), 160 fuori regione (+7) e 168 (-15) per i quali sono in corso verifiche sulla provenienza.

I positivi con età inferiore ai 19 anni sono 93, di cui 28 in provincia dell’Aquila, 13 in provincia di Pescara, 23 in provincia di Chieti, 29 in provincia di Teramo.

Nel numero dei casi positivi sono compresi anche 4.956 dimessi/guariti (+124 rispetto a ieri).

Gli attualmente positivi in Abruzzo (calcolati sottraendo al totale dei positivi, il numero dei dimessi/guariti e dei deceduti) sono 10.950 (+522 rispetto a ieri).

Dall’inizio dell’emergenza Coronavirus, sono stati eseguiti complessivamente 328.068 test (+4.223 rispetto a ieri).

546 pazienti (+16 rispetto a ieri) sono ricoverati in ospedale in terapia non intensiva; 51 (+5 rispetto a ieri) in terapia intensiva, mentre gli altri 10.353 (+501 rispetto a ieri) sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl.

“Il totale dei posti letto di terapia intensiva, Covid e no Covid, è al momento pari a 143 anche se si tratta di un numero in continuo aggiornamento”, ha detto il presidente della Regione Marco Marsilio. Ieri sono arrivati altri 11 ventilatori e il governatore ha confermato che i presidi ospedalieri abruzzesi, compreso quello di Pescara, stanno allestendo nuovi posti di terapia intensiva: “Al Covid Hospital di Pescara era stata già strutturalmente prevista questa capacità di espansione. Tanto è vero – ha spiegato Marsilio – che ci sono delle camere attrezzate normalmente con due degenze nelle quali sono stati predisposti quattro attacchi per i gas medicali. A tal proposito – ha concluso – stiamo via via incrementando queste camere man mano che si rende necessaria l’attivazione di posti letto in terapia intensiva”.

L’assessore regionale alla Salute Nicoletta Verì ha aggiunto: “È fondamentale la rimodulazione dei posti letto che stiamo mettendo in atto e che coinvolge sia i reparti di terapia intensiva e di sub-intensiva che l’attività legata ai ricoveri ordinari. Stiamo evitando di chiudere quelle unità chirurgiche ritenute necessarie per portare avanti l’assistenza medica su tutto il territorio”.

Lo ha sottolineato  “l’importanza di aver deciso di differenziare la sanità territoriale da quella ospedaliera affrontando tutta una serie di problemi in gran parte ereditati. In sostanza – ha concluso – stiamo contestualizzando l’appropriatezza dei nostri interventi”.

COVID HOSPITAL: PIU’ SPAZIO PER PAZIENTI POSITIVI, MARSILIO, “AL LAVORO PER POTENZIARE SERVIZI”

“Stiamo lavorando per portare avanti quei lavori che se ci avessero messo in condizione di fare quest’estate, oggi sarebbero già completati”, ha spiegato il presidente Marsilio a Pescara, in occasione della sua visita alla palazzina Ex Ivap che ospita il Covid Hospital. All’incontro con la stampa erano presenti anche l’assessore alla Salute Verì, ed il direttore generale della Asl di Pescara, Vincenzo Ciamponi.

Marsilio ha dato il via libera al progetto proposto dalla Asl di Pescara di spostare dalla palazzina che ospita il Covid Hospital tutti i servizi che non sono Covid e che riguardano la medicina territoriale nel distretto sanitario di via Rieti: “In questo modo – ha spiegato il presidente – libereremo ben tre piani e tutta la palazzina ex Ivap sarà dedicata ai pazienti Covid”. Ma ci sono anche altre novità: il primo intervento relativo alla Asl di Pescara è quello riguardante i reparti di terapia intensiva e, nello specifico, il rifacimento degli spogliatoi a servizio delle terapie intensive e sub-intensive e la realizzazione degli studi medici. “Il progetto – ha rivelato Marsilio – è stato già consegnato ed approvato. Sono state già nominate le commissioni. La commissione aggiudicatrice si riunisce proprio oggi per la verifica e la valutazione delle offerte pervenute mentre la commissione che si deve occupare della realizzazione degli studi medici si riunirà domani mattina”.

Riguardo ai lavori di adeguamento dei percorsi Covid ed ai collegamenti con i servizi funzionali del presidio ospedaliero di Pescara, il presidente della Giunta regionale ha assicurato che “entro dopodomani, venerdì 13, sarà consegnata la progettazione definitiva-esecutiva che permetterà di avviare le procedure di gara che espleteremo in cinque giorni. In merito alla realizzazione delle opere murarie ed impiantistiche per la Tac dedicata al Covid in terapia intensiva, dopodomani, avremo la progettazione definitiva-esecutiva”.

Intanto, riguardo alla realizzazione del reparto di osservazione breve dedicato al Covid in terapia sub-intensiva, ieri è stato consegnato il progetto esecutivo che sarà approvato entro domani. Entro venerdì 13 sarà consegnata, invece, la progettazione definitiva-esecutiva. Per l’adeguamento dei percorsi Covid tra il nuovo pronto soccorso e le attività funzionali al reparto di terapia sub-intensiva del Covid entro dopodomani sarà consegnata la progettazione definitiva. “Per la realizzazione di aree di isolamento in connessione con il nuovo pronto soccorso di terapia sub-intensiva, – ha aggiunto – l’inizio dei lavori è previsto per il giorno 20. C’è poi l’adeguamento dei percorsi Covid-hospital e i collegamenti con i servizi funzionali al presidio di Pescara. A tal proposito, proprio oggi è stato consegnato il progetto esecutivo ed entro domani è prevista l’approvazione. Per la ristrutturazione del pronto soccorso per percorsi separati all’ospedale di Pescara, dopodomani sarà consegnata la progettazione definitiva ed esecutiva. Altrettanto per il pronto soccorso di Penne”. Inoltre, ieri è stata approvata dal direttore del Dipartimento regionale della Salute, la rimodulazione degli interventi per la Asl di Pescara per un importo di 1 milione 389 mila euro per la realizzazione di lavori connessi all’implementazione di posti letto per la terapia semi-intensiva e per le opere ad esso collegate.

ABRUZZO ZONA ARANCIONE

Da oggi l’Abruzzo è regione “arancione”. Questo significa, rispetto alle restrizioni già in vigore della classificazione “gialla”, a cominciare dal coprifuoco dalle 22 alle 5, che sarà vietato ogni spostamento in entrate e in uscita dalla Regione, salvo i “comprovati motivi”. Permesso lo spostamento dal proprio Comune o Regione per la didattica in presenza per docenti, alunni e accompagnatori di questi ultimi. Vietato ogni spostamento con mezzi di trasporto pubblici o privati in un comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione, salvo comprovate esigenze lavorative, studio, salute, situazioni di necessità o per svolgere attività e usufruire servizi non disponibili nel proprio comune.  Sospesi 7 giorni su 7 tutti i servizi di ristoranti, bar, pub, gelaterie, pasticcerie, tranne mense e catering continuativo su base contrattuale. Consentita la ristorazione con consegna a domicilio e con asporto, quest’ultima fino alle 22:00. Restano aperti gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande nelle aree di servizio e rifornimento carburante su autostrade, ospedali e aeroporti.

I dati che hanno portato il Ministero della Salute a trasferire l’Abruzzo dalla fascia gialla a quella arancione delle restrizioni previste per contenere il contagio da coronavirus, quindi con una ulteriore stretta delle misure (chiusura di bar e ristoranti e limitazioni agli spostamenti), sono contenuti nel report settimanale sul monitoraggio della “fase due” dell’epidemia realizzato dallo stesso Ministero della Salute e dall’Istituto superiore di sanità.

In particolare i dati sui quali è stato basato il provvedimento che ha riguardato l’Abruzzo e altre regioni, fanno riferimento alla settimana che va dal 26 ottobre al primo novembre, con l’aggiornamento degli stessi che è avvenuto nella giornata del 9 novembre. Dai numeri si evince che l’Abruzzo ha un’ incidenza di casi negli ultimi 14 giorni di 429,78 ogni 100 mila abitanti. Con un trend settimanale in crescita e con un aumento evidente del numero dei focolai. Lo stesso report fissa un indice di contagiosità Rt a 1,51, con un intervallo di confidenza che va da 1,41 a 1,62.

La regione è inserita nello scenario tre, su una scala che arriva fino a quattro rispetto alla gravità. Secondo i tecnici esiste inoltre una probabilità di diffusione moderata del virus nei prossimi giorni. La classificazione complessiva del rischio è giudicata “alta” in particolare per l’aumento sopra la soglia del 20% dei casi confermati di infezione e per una diminuzione sotto la soglia di sicurezza dell’indicatore che riguarda il numero dei casi confermati per cui sia stata effettuata una regolare indagine epidemiologica con la ricerca approfondita dei contatti stretti. Ci sono poi altre variabili che hanno fatto registrare un aumento e che hanno indotto il Ministero a inasprire ulteriormente le restrizioni.

In particolare c’è stata una crescita del numero dei casi sintomatici notificati per mese in cui è indicata la data di inizio dei sintomi rispetto al totale dei casi notificati al sistema nello stesso periodo. Anche gli indicatori di monitoraggio sono in peggioramento: i focolai attivi sono passati da 272 a 438, con 3349 casi complessivi che al momento non sono associati a catene di trasmissione note. Al momento del report il tasso di occupazione dei posti letto di terapia intensiva era del 18% mentre quello di area medica del 30%, ma i dati sono già mutati negli ultimi giorni e in ogni caso lo stesso rapporto fissava una alta probabilità nei prossimi giorni di ulteriore escalation.

Infine è in aumento la percentuale di positività rispetto al numero dei tamponi processati, escludendo l’attività di screening e re-testing, passata da 15,5% a 23,4%. È in diminuzione il trend del numero dei casi confermati per cui sia stata effettuata una regolare indagine, fissato l’89,9%.

Allargando lo sguardo all’intero Paese, gli ospedali soffrono e i decessi salgono a 580 contro i 356 del giorno precedente ma la curva dei contagi, ieri 35.098, per la prima volta rallenta.

Il governo vuole verificare se il sistema per ‘zone’ funziona. Da oggi in Italia ci sono quattro regioni rosse (Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta, Calabria e provincia autonoma di Bolzano) e sette arancioni (oltre all’Abruzzo, la Puglia, Sicilia, Liguria, Toscana, Abruzzo, Umbria e Basilicata), le altre gialle. Ma altre 4 regioni sono in bilico: i presidenti di Veneto, Friuli-Venezia Giulia ed Emilia Romagna valuteranno insieme la possibilità di inasprire le restrizioni. Resta sub indice la Campania.

‘Lavoro per evitare il lockdown totale. La curva sta salendo ma mi aspetto che nei prossimi giorni, anche per effetto delle nostre misure, cominci a flettere”, ha detto il premier, Giuseppe Conte, in un’intervista alla Stampa in cui assicura che il governo ‘ha una strategia’ e fa appello ai cittadini perché collaborino. Conte annuncia che l’esecutivo è pronto ad aumentare i ristori, anche nel 2021. Sul vaccino, il piano sarà ‘presto in Aula’.