CAPISTRELLO – Dopo mezzo secolo scoprono che il terreno sul quale hanno costruito è dello Stato e che, se vogliono mantenere il diritto alla proprietà, devono pagare un contributo al Comune, praticamente comprandolo una seconda volta.

Ha dell’assurdo quello che sta capitando a qualche decina di famiglie di Capistrello (L’Aquila), a cui deve essere successo un po’ come alle vittime di Totò nel celebre film Tototruffa in cui cercava di vendere la Fontana di Trevi.

Tutto nasce da una verifica avviata nel 1999 dalla quale sarebbe emerso che ben 5 mila particelle catastali, riguardanti terreni agricoli ed edificabili, su cui in molti casi si era già costruito, sono di natura demaniale.

I tempi della burocrazia e il dissesto finanziario in cui è incappato il Comune nel 2009 hanno rallentato l’intero iter che oggi ha portato l’ente a far recapitare decine di lettere ai proprietari in cui si chiede di dimostrare la titolarità del bene, che altrimenti rientra in possesso della municipalità di Capistrello.

“È stato accertato quale possessore delle sottoindicate terre formanti parte del demanio comunale di questo comune ed è ricompreso nei terreni edificati da reintegrare”: così recita l’avviso, contenente i dati catastali, notificato agli interessati.

Tra questi ci sono persone anziane, alcune delle quali raccontano ad AbruzzoWeb di aver acquistato il terreno su cui hanno poi costruito casa negli anni Cinquanta, in alcuni casi anche nell’ambito di lottizzazioni autorizzate dallo stesso Comune.

C’è persino chi conserva l’atto di compravendita del terreno risalente al 1945 ed è pronto a esibirlo l’11 febbraio prossimo, quando coloro ai quali viene contestato di aver costruito su area demaniale sono stati convocati dal Comune per fornire spiegazioni.

L’idea diffusa è che l’inghippo sia nato per la superficialità dei notai che tra gli anni Cinquanta e Settanta hanno redatto gli atti di compravendita, senza essersi premurati di verificare la natura del bene.

Gli avvisi recapitati dal messo comunale in questi giorni si concludono con un avvertimento: se entro 30 giorni l’interessato non presenta delle osservazioni, “la sistemazione tecnica-amministrativa del terreno con il fabbricato insistente si intenderà rifiutata e il tutto sarà reintegrato al patrimonio comunale”.

Il Comune ha intanto affidato al perito Giuseppe Cesario l’incarico esterno per gli adempimenti sulla verifica demaniale.

Il sindaco, Francesco Ciciotti, contattato da AbruzzoWeb, preferisce non rilasciare dichiarazioni, mentre il capogruppo dell’opposizione, Francesco Piacente, dal 2010 al 2015 assessore al Bilancio, spiega come il Comune abbia comunque la possibilità di andare incontro a chi ha acquistato i terreni in buona fede, visto che il regolamento di alienazione è materia comunale, e auspica che venga scongiurata la richiesta di altri soldi ai cittadini.

“Il patrimonio demaniale del territorio comunale di Capistrello è un grande valore che va tutelato e gestito a guadagno della comunità – dice Piacente – Nei decenni passati abbiamo assistito ad una cattiva amministrazione di questa delicata materia, con affidamenti a tecnici esterni che avevano generato un grande malcontento. Nella scorsa amministrazione proposi e ottenni, da assessore al ramo, di eliminare la gestione esterna e riportare la materia agli uffici comunali”.

“Oggi dai banchi dell’opposizione dico all’amministrazione di maneggiare con cura la materia: dobbiamo velocemente chiudere le pratiche sospese ma nello stesso tempo trovare il modo per andare incontro ai nostri concittadini – sostiene Piacente – Comprendo lo sgomento di chi ha costruito una casa con tanti sacrifici e ora rischia di doverla pagare due volte: abbiamo il dovere di metterci al lavoro e trovare una soluzione a favore delle persone”.