PESCARA – L’Abruzzo è tra le prime cinque regioni con i più bassi emolumenti versati a consiglieri regionali e al presidente della Giunta ed è quella che in Italia spende meno per studi e consulenze. Emerge da un’inchiesta del quotidiano Il Sole 24 Ore, che dipinge un Abruzzo piuttosto virtuoso in termini di abbattimento dei costi della politica.

L’indagine del quotidiano economico misura le performance dei consigli regionali in dieci indicatori-chiave, dal numero di consiglieri e commissioni alle loro indennità e rimborsi, passando dalle spese per organi istituzionali e consulenze, e mette nel mirino i valori fuori media, ponderati in base alle dimensioni della Regione.

Emerge così che ognuno dei 1.111 consiglieri regionali “pesa sul bilancio pubblico come un manager di altissimo lignaggio: 743 mila euro all’anno”.

Il governatore, Gianni Chiodi, percepisce stipendio per 8.615 euro e prima di lui ci sono solo i presidenti di Friuli (8.063), Emilia Romagna (7.768), Umbria (7.604) e Toscana (7.452), mentre ultimo in classifica è il governatore della Lombardia (14.767).

Sotto la media nazionale anche gli emolumenti dei consiglieri regionali, pari a 6.241 euro. Il miglior dato fatto registrare dall’Abruzzo è sicuramente quello relativo alla spesa per studi e consulenze: con una media di 40,9 euro ogni cento abitanti è la regione che spende meno (4.820 euro in Valle d’Aosta).

La spesa per gli organi istituzionali ammonta a 30,7 milioni di euro, pari a 2.284 euro ogni cento abitanti. In Abruzzo i consiglieri sono 45, contro i 30 di Basilicata e Molise e i 90 della Sicilia, mentre sono 12 i gruppi consiliari a fronte dei sei di Valle d’Aosta e Toscana e dei 17 di Lazio e Molise. La regione, inoltre, è terza per numero di posti con indennità aggiuntive, che sono 65 (110 nel Lazio e 81 in Lombardia) e seconda per numero di leggi approvate, ovvero 46 (47 in Sicilia).