PESCARA – “La conferma dello stop a Ombrina non distragga gli abruzzesi dall’ultimo voltafaccia di Luciano D’Alfonso e del Partito democratico che stanno sostanzialmente aprendo la strada all’ulteriore cementificazione della costa. Il Pd non ha alcun motivo di vantarsi per lo stop a Ombrina visto che loro insieme al centrodestra hanno creato il problema votando il decreto Passera e c’è voluta una sollevazione popolare per fargli fare marcia indietro”.
Lo afferma in una nota Maurizio Acerbo, esponente abruzzese di Rifondazione comunista.
“Quanto stanno facendo sul Parco Costa Teatina è grave – commenta Acerbo – perché già le norme del commissario De Dominicis erano all’acqua di rose. Quali operazioni immobiliariste devono proteggere il presidente della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso e i sindaci? La realizzazione del mega-resort di Pagliaroli Group a San Vito Chietino?”.
Per Acerbo, “quello che sta facendo D’Alfonso è più grave del comportamento di Mauro Febbo che quando era assessore apertamente contrastò il Parco. Febbo esprimeva pubblicamente le sue opinioni e veniva giustamente attaccato dal Pd, che allora si diceva d’accordo con ambientalisti. Ora il Pd dalfonsiano si rimangia quanto ha sempre affermato e mette in pratica quello che il centrodestra predicava. E Tra i 30 chilometri di tunnell di Toto e la colata di cemento sulla Costa Teatina alla guida degli ufo c’è sempre D’Alfonso. Bene hanno fatto le associazioni ambientaliste a denunciare la gravità di quanto emerso nel servizio di Ezio Cerasi sul tgr Abruzzo. Il cemento è pericoloso quanto la petrolizzazione”.
“Invece di pensare a queste operazioni distruttive D’Alfonso si dedichi alle vere emergenze della nostra regione, come l’indifferibile risanamento ambientale dei fiumi e del nostro mare”, conclude.





