L’AQUILA – “Sulla questione della ipotesi di chiusura della Corte di Appello e, in particolar modo, della annunciata intenzione, da parte del governo, di voler cancellare la sede dell’Aquila, a fare notizia è l’incomprensibile silenzio delle istituzioni locali e del territorio. Il presidente della Regione Luciano D’Alfonso è muto. Il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente è muto e perfino il nostro plurivotato rappresentate cittadino in seno al Consiglio regionale Pierpaolo Pietrucci è muto”.
Sono le parole del capogruppo del Nuovo Centrodestra al Comune dell’Aquila Alessandro Piccinini che segnala come “anche l’organo istituzionale dell’Avvocatura cittadina (del quale lo stesso è pure membro, ndr) si sta chiedendo dove siano finite le istituzioni su questa allarmante vicenda che riguarda la sede di Corte di Appello del capoluogo abruzzese”.
“Sarebbe lecito, oltre che giusto – continua Piccinini – aepettarsi che a promuovere iniziative a difesa dei margini di sopravvivenza della nostra sede all’esito della revisione dei distretti, siano, magari, la nostra rappresentate in Senato Stefania Pezzopane e gli altri parlamentari del territorio, in modo tale che interventi come quello del sottoscritto, o di Massimo Verrecchia e Guido Liris – che mi hanno preceduto in questo appello – non restino solo appelli isolati da parte di esponenti di centro destra della Provincia dell’Aquila”.
“Non è inutile sottolineare, una volta di più – lamenta Piccinini – come si tratti di una misura non solo pleonastica ma addirittura dannosa. Inutile perché non genera alcun risparmio, trattandosi di un semplice trasferimento di personale da una sede all’altra; dannosa perché comporterà un ulteriore allungamento dei tempi della giustizia, e una lievitazione dei relativi costi, contrariamente a quanto sta invocando sui giornali il premier in questi giorni con riferimento alla riforma della giustizia civile e penale”.





