L’AQUILA – Rivolta di parlamentari e cittadini in Abruzzo dopo il rischio di smantellamento dell’intero distretto della Corte d’Appello della regione, che ha sede all’Aquila, come previsto nel nuovo disegno del ministro della Giustizia Andrea Orlando, che prevede accorpamenti delle Corti delle regioni più piccole, che oggi sono 26 e diventeranno 20 o 21.
MELILLA: “SPOLIAZIONE GIUDIZIARIA INACCETTABILE”
“Un colpo forte per la giustizia abruzzese”. Così il deputato di Sinistra ecologia libertà Gianni Melilla definisce la soppressione della Corte d’Appello dell’Aquila, prevista nella proposta di riforma della giustizia in esame a fine mese.
“Proseguirebbe una politica inaccettabile di spoliazione delle strutture giudiziarie abruzzesi con ipotesi inaccettabili quali accorpamento a Lazio o Marche”, prosegue.
“Occorre si levi alta e forte la voce di istituzioni e forze politiche subito, prima che la decisione sia presa dal governo”.
LIRIS: “ALLEANZE CONTRO QUESTO GOVERNO NEMICO”
“Contro la chiusura della Corte d’Appello dell’Aquila è necessario che Istituzioni, partiti politici, associazioni di categoria e cittadini dell’intero Abruzzo, in primis della nostra città capoluogo di Regione, trovino un’unità di intenti per scongiurare il pericolo”.
Lo afferma il vice presidente regionale di Forza Italia e capogruppo in Consiglio comunale, Guido Liris.
“Queste sono le coltellate inferte durante il mese di agosto al nostro territorio da Renzi e dal suo governo. Mi chiedo: questo prevedrebbe l’attuazione del tanto declamato Decreto sblocca Italia? Queste sono le priorità italiane in tema di Giustizia? – continua Liris – Non possiamo consentire che il nostro territorio continui a essere depauperato e penalizzato, nell’indifferenza e nella rassegnazione generale. Che fa il presidente della Regione? Cosa ne pensa delle scelte del suo Governo e del suo partito a livello nazionale? È questa la sua capacità di interlocuzione con Roma e con Renzi?”.
“Chi vuole la morte del nostro territorio, chi sta disegnandone l’emarginazione a livello nazionale, chi vuole la penalizzazione e la mortificazione dei cittadini e degli ordini professionali della nostra Regione deve essere fermato con rabbia e decisione – scrive ancora – È necessario che ci si muova subito nei confronti delle scelte dissennate di questo governo nemico dell’Aquila e dell’Abruzzo”.
“Vanno strette alleanze con territori e regioni limitrofe per scongiurare il rischio della perdita dell’autonomia giudiziaria della nostra regione e per continuare a garantire il già difficile accesso alla giustizia dei nostri concittadini”, rincara Liris.
“Auspico subito una decisione unanime del Consiglio regionale, condivisa e rafforzata da sindaci e rappresentanti istituzionali di tutto il territorio regionale – conclude – così da gridare con compattezza ed univocità di posizione il dissenso totale e trasversale rispetto a scelte omicide di questo governo”.
UNA CITTADINA: “LE ISTITUZIONI CHIEDANO CERTEZZE AL GOVERNO”
“È notizia di questi giorni l’ipotesi della possibile abolizione della Corte d’Appello dell’Aquila. Sono profondamente colpita e amareggiata dalla totale disattenzione su un tema così importante del mondo della politica e delle istituzioni”.
Lo scrive in una lettera ad AbruzzoWeb la cittadina aquilana Elena Gallucci.
“Comprendo che è necessario riorganizzare in Italia la sistemazione logistica delle sedi dei Tribunali e di alcune distaccate delle Corti di Appello come vi sono in altre regioni. Non mi convince assolutamente l’idea delle macro aree regionali che accorperebbero le sedi delle Corti d’Appello, vedendo ulteriormente penalizzato il nostro territorio”, scrive.
“Voglio ricordare che subito dopo il sisma, la sede della Corte d’Appello dell’Aquila è stata realizzata nei pressi della stazione ferroviaria affrontando diverse spese. Bene ha fatto il presidente dell’ordine degli avvocati della Provincia dell’Aquila a sollecitare il completamento del palazzo di Giustizia per rendere più agevoli i servizi agli operatori e ai cittadini – prosegue – Sarebbe utile, a tal proposito, verificare con attenzione l’eventualità di un’organizzazione diversa delle sedi delle Corti di Appello che comporterebbe la perdita di un’istituzione importante nella nostra Regione e in modo specifico nella nostra città”.
La Gallucci lancia un appello “da cittadina alle istituzioni tutte affinché si adoperino per avere certezze dal Governo e dal Parlamento su tale problema. Auspico fortemente che ci siano le capacità per stare insieme in Abruzzo nel risolvere tale problema senza fare corse a scaricare responsabilità sugli uni o sugli altri – conclude – Credo che la politica debba trovare le ragioni serie e valide per creare una sintonia capace di dare soluzioni ai problemi importanti che riguardano la nostra Regione e il nostro amato territorio aquilano”.






