L’AQUILA – “Finchè non si leggono le carte processuali nella loro interezza, farsi idee sarebbe il più grosso errore. Posso solo dire che il mio assistito è sereno e tranquillo”.
Così Antonio Di Michele, avvocato difensore di Giovanni Imparato, capo del settore legale e di fatto il numero due dell’Agenzia delle Entrate di Pescara, arrestato il 10 maggio, e ora ai domiciliari, per un presunto passaggio di mazzette finalizzato ad ammorbidire un contenzioso fiscale, e che oggi si è avvalso della facoltà di non rispondere nel corso dell’interrogatorio di garanzia nel tribunale dell’Aquila davanti al gip Guendalina Buccella, che ha emesso i provvedimenti cautelari richiesti dal pm della direzione distrettuale antimafia David Mancini.
In programma oggi anche l’interrogatorio dell’altro inquisito agli arresti domiciliari, il commercialista di Formia Paolo La Valle, consulente tributario della società Cross Città Mercato.
L’attività investigativa ha interessato l’operato di Imparato nelle sue vesti di funzionario dell’Agenzia delle Entrate di Pescara, nei riguardi della Cross Città Mercato, gravata da un pesante contenzioso tributario da ben 38 milioni di euro.
In particolare, nella mattinata del 19 aprile scorso, le Fiamme Gialle pescaresi hanno filmato a Roma un incontro tra i due indagati, immortalando la consegna al pubblico funzionario da parte del commercialista La Valle di una busta contenente 15.000 euro, sequestrata dalle Fiamme gialle come prova della fragranza di reato.
Una mazzetta, secondo l’accusa, pagata per pilotare a favore del contribuente il pesante contenzioso tributario, e per interrompere l’azione di pignoramento, già intrapresa da Equitalia, sui beni della società.
Ipotesi rafforzata da un’intercettazione ambientale in cui Imparato esclama: ”Un milione a me mi spetta. Io semino sempre poi raccolgo quando si raccoglie”. E aggiunge: ”Sai quanto vale questo scritto che ho fatto io? sono 38 milioni, un milione spetta a me!”.






