PESCARA – La squadra mobile della questura di Pescara ha dato esecuzione ad una misura cautelare interdittiva della sospensione dall’esercizio di pubblico ufficio di sei mesi per Giorgio Robuffo, 59 anni, medico addetto al Servizio prevenzione e tutela della salute nei luoghi di lavoro della locale Asl, indagato per corruzione e concussione.
La misura è stata disposta dal gip di Pescara Gianluca Sarandrea, su richiesta dei pubblici ministeri Cristina Tedeschini, Annarita Mantini e Gennaro Varone, dopo una complessa attività di polizia giudiziaria in corso da oltre un anno.
Contestualmente sono state eseguite alcune perquisizioni anche presso gli uffici della Asl pescarese.
Dalle indagini, avviate su impulso di una segnalazione anonima e condotte anche con l’ausilio di intercettazioni telefoniche ed ambientali nonché tramite accertamenti bancari e patrimoniali, è emerso che il R obuffo, nel corso di alcune visite ispettive condotte tra il 2011 e il 2014 nella provincia di Pescara nei confronti di alcune ditte, rilevando puntigliosamente e pretestuosamente presunte irregolarità e prospettando sanzioni pecuniarie e denunce, ha indotto o tentato di indurre i titolari di almeno sei delle aziende ispezionate a rivolgersi ad una società di consulenza specializzata in materia di sicurezza dei posti di lavoro – la International Work di Montesilvano (Pescara) di cui lo stesso medico è risultato socio occulto.
Le condotte illecite di Robuffo ufficiale sono state compensate dai due soci titolari della International Work, coindagati per i medesimi reati, con più dazioni corruttive, per un totale di oltre 57 mila euro pagate attraverso una serie di bonifici emessi a favore dei due figli del Robuffo, mascherati come pagamenti di fatture relative a prestazioni lavorative fittizie.





