CHIETI – La Cisl e la Fit Abruzzo Molise sottolineano congiuntamente l’urgenza di avviare il percorso per lo spostamento dei Porti abruzzesi nell’alveo dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale. I prossimi 24 e 26 luglio l’intero settore dei Trasporti si fermerà per una prima azione di sciopero nazionale che vede tra le rivendicazioni quella dello sblocco delle grandi opere nonché la costruzione di corridoi europei funzionanti, efficienti ed efficaci.
“Il Governo regionale – esordisce la nota – ha la responsabilità di portare a termine una intesa, avviata nel 2016 tra le Regioni di Lazio e Abruzzo, che concretizzi quella visione strategica che solo la oggettiva funzionalità dei porti abruzzesi con quello di Civitavecchia può garantire. La Regione Abruzzo ad oggi è praticamente tagliata fuori da ogni previsione progettuale afferente alle Reti TEN – T, ovvero il reticolo infrastrutturale europeo attraverso il quale si muoveranno persone e merci e, di conseguenza, l’intera economia continentale”. “Ne deriva una grave carenza infrastrutturale – prosegue la nota- , vero e proprio ostacolo allo sviluppo del nostro territorio, e riuscire ad invertire questa prospettiva negativa passa indiscutibilmente dalla capacità che si avrà di intercettare i finanziamenti europei di scopo. Tale obiettivo è raggiungibile solo attraverso il riconoscimento del cosiddetto Corridoio Tirreno Adriatico che da Barcellona arriva a Ploce, passando per le Regioni di Lazio ed Abruzzo”. L’iter legislativo avviato per la costituzione della ZES non può e non deve essere di ostacolo ad un progetto più ampio e strutturato, ma altresì deve esserne parte integrante riconoscendo la propedeuticità della modifica della Autorità portuale di riferimento dei porti abruzzesi quale elemento indispensabile per un disegno ampio e strutturato che faccia da volano per l’intera economia regionale.





