CASTIGLIONE MESSER RAIMONDO – “Non lo sapremo mai chi sia stato l’untore numero uno di questi 5 paesi della Val di Fino chiusi dal 17 marzo e riaperti ieri, ma certo le fabbriche e le aziende della vallata che hanno tanti contatti con il nord e la Lombardia ci aiutano a capire che è da lì che tutto è nato. Un peccato anche perché io chiedevo la zona rossa da 6 giorni prima e invece… Comunque, vedi i contagiati, senti chi è morto e capisci che i bar sono stati cruciali, tutto parte da lì”.
Lo dice all’Ansa Vincenzo D’Ercole, giovane sindaco di Castiglione Messer Raimondo, in trincea da mesi.
Castiglione è stata definita la Vò del Centrosud, un rapporto di 0,6% tra morti e cittadini: duemila abitanti, 14 morti, 80 positivi, centinaia in isolamento.
“E se pensate che tra i nostri duemila residenti 250 sono ultra ottantenni, capite perché chiedevamo la zona rossa con urgenza: se non è stata una strage siamo stati fortunati – prosegue il sindaco – arrivavano ambulanze come se fossimo a Roma, quando se ne vedeva semmai una al mese qui. Insomma per noi è stata dura, ti cambia la vita, abbiamo 30 anni, è una cosa più grande di te, ti distrugge dentro”.
E la morte, i funerali non fatti, che come dice don Michele “ci darà un problema di lutto collettivo non elaborato molto grave. Di massa. Anche perché qui oltre ai numeri è fatto ancora molto sentito proprio quel trapasso della memoria, le messe nei periodi successivi, persino i rinfreschi, c’è una antica civiltà che si tramanda”.
Poi lo sfogo del primo cittadino: “Non una telefonata dal presidente della Regione Marco Marsilio: mi ha chiamato il capo della protezione civile Angelo Borrelli, ma non lui. Con tutti i morti che abbiamo avuto, non capisco proprio perché non lo abbia fatto. Ma me ne farò un a ragione”.
Oggi per la prima volta il sindaco, positivo asintomatico per 35 giorni, ha messo piede fuori di casa e lo ha fatto per celebrare la Festa della Liberazione: “Lo Stato l’ho sentito presente, questo sì – dice – Fondi, mascherine, carabinieri, insomma non ci siamo mai sentiti soli, l’Anci Abruzzo e centinaia di sindaci abruzzesi mi sono stati vicino, di ogni schieramento”.




