PESCARA – Promosse le aziende abruzzesi che sono risultate rispettose dei parametri di sicurezza imposti dai decreti del Governo durante l’emergenza dovuta alla pandemia da Coronavirus.

Delle circa 100 aziende ispezionate- prevalentemente imprese edili -, più dell’80% è risultato in regola.

Le aziende che sono state sanzionate in seguito ai controlli hanno evidenziato principalmente una carenza dei dispositivi di sicurezza: mancavano in primo luogo le mascherine, i guanti e i divisori di pexiglass.

I dati sono desunti dai primi rilevamenti effettuati dagli ispettori FLP-INL, la Federazione dei lavoratori pubblici ispettori nazionali del lavoro, il primo sindacato autonomo del pubblico impiego in Italia.

Il dato per il momento è ancora parziale poiché sono ancora in corso le ispezioni e numeri e tipologie più dettagliati sulle attività ispezionate non sono stati ancora forniti ma le criticità avanzate nelle ultime settimane sono ben note.

In Abruzzo il 18 maggio hanno riaperto le attività commerciali e di ristorazione, con l’ordinanza 59 firmata dal presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio.

Con l’ordinanza è stata consentita anche l’apertura delle attività ricreative di balneazione e in spiaggia, delle strutture ricettive all’aria aperta, campeggi e villaggi turistici, dei rifugi montani ed escursionistici, degli agriturismi, l’attività della ricettività extralberghiera e dei bed & breakfast.

Senza il rispetto delle regole, il monito degli scienziati con cui piccoli e medi imprenditori hanno ormai imparato a convivere, “il contagio risalirà”.

Numerose le criticità emerse anche a causa del “caos ordinanze” tra Governo e Regione, con protocolli di sicurezza arrivati all’ultimo momento ma che, visti i primi dati, sembrano essere stati rispettati nonostante le difficoltà.