ROSETO – Il primo contagiato presente in Abruzzo (anche se si attende la conferma dalla seconda serie di test presso l’Istituto Spallanzani di Roma), è un impiegato di banca di 50 anni, giunto nell’abitazione estiva di Roseto da Brugherio (Monza), nella giornata di venerdì scorso, assieme alla moglie e ai due figli. 

Nella notte tra martedì e mercoledì ha accusato sintomi riconducibili alla patologia, come febbre alta e insufficienza respiratoria, per cui è stato richiesto l’intervento dell’ambulanza del 118 attrezzata per il soccorso in caso di sospetto Coronavirus. 

Il personale sanitario, utilizzando tutti i presidi previsti dalla procedura ministeriale, ha trasferito il paziente direttamente al reparto di Malattie infettive dell’ospedale Mazzini di Teramo, dove attualmente è ricoverato. 

Il cinquantenne respira da solo ed è sotto assistenza continua del personale medico del nosocomio teramano. La famiglia è tenuta in isolamento domiciliare fiduciario e nessuno dei componenti presenta al momento sintomi.

“Da quello che ci risulta il paziente è in ottime condizioni per il momento. Accertamenti sono in corso anche sui familiari”, ha affermato Giustino Parruti, dirigente dell’Unità operativa complessa di Malattie infettive di Pescara – individuata quale centro di riferimento regionale per l’emergenza Coronavirus – parlando con i cronisti, dopo un vertice in Regione, a proposito del 50enne ricoverato. 

“È stata avviata una fase di osservazione e screening di tutti i contatti, il cosiddetto tracciamento dei contatti. In massima sicurezza e in coordinamento con la Asl di provenienza del paziente saranno rintracciati tutti quanti i contatti attuali e pregressi. Una volta rintracciati devono essere posti sotto sorveglianza ed eventualmente valutati quando sviluppino dei sintomi clinici”, ha aggiunto Parruti. 

Il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio ha sentito il sindaco di Roseto, Sabatino Di Girolamo, il quale ha deciso in qualità di autorità sanitaria di chiudere precauzionalmente le scuole. 

Il presidente Marsilio è in continuo contatto con l’assessore alla salute, Nicoletta Verí, e il dirigente della Protezione civile regionale che stanno seguendo con la Asl di Teramo la ricostruzione di tutti i movimenti del paziente ricoverato per decidere le misure da adottare. 

Questa mattina si è svolta nella sede del Dipartimento regionale della Sanità una riunione operativa, alla presenza dell’assessore Nicoletta Verì, per adottare le misure dopo il primo caso di Covid-19 riscontrato oggi in provincia di Teramo.

“Stiamo monitorando l’emergenza dopo il primo caso registrato in Abruzzo – ha detto Verì a margine della riunione operativa -. L’ospedale di Pescara è stato individuato quale centro di coordinamento regionale per le emergenze di coronavirus. Al momento non abbiamo riscontrato altri contagi”. 

Il presidente Marsilio, inoltre, è a strettissimo contatto anche con il ministro Speranza e con il commissario Borrelli, con loro la Regione sta condividendo e condividerà tutte le azioni del caso per affrontare nella maniera migliore questa emergenza. 

“L’Abruzzo continua a rimanere regione fuori cluster – ha confermato il presidente Marsilio – stiamo lavorando e lavoreremo per mettere in quarantena le persone che sono state a stretto contatto con questo paziente”.

Nel pomeriggio si terrà invece una riunione tecnica convocata nella Prefettura di Teramo alla presenza di sindaci, amministratori del territorio e responsabili della protezione civile in merito all’emergenza coronavirus. 

Il resto della famiglia del paziente (moglie e due figli), venuta in Abruzzo per trascorrere un periodo di vacanza, è attualmente in isolamento domiciliare presso l’abitazione di Roseto degli Abruzzi (Teramo). 

Dopo il caso di paziente riscontrato positivo al primo test per il Covid 19 a Roseto degli Abruzzi e ora ricoverato nel reparto di Terapia Intensiva dell’Ospedale di Teramo, il sindaco di Atri, Piergiorgio Ferretti, ha predisposto in via cautelativa, per la data odierna, (27 febbraio 2020), la sospensione delle attività didattiche su tutte le scuole di ogni ordine e grado del comune di Atri dato che oltre 100 alunni e innumerevoli docenti provengono dal vicino comune di Roseto.

“Sono scattate correttamente le procedure: il paziente, comunque, non è passato per il pronto soccorso, ma trasportato dal 118 ha fatto un percorso alternativo, una corsia preferenziale, per cui è arrivato direttamente nel reparto Malattie infettive dell’ospedale di Teramo. Stiamo gestendo al meglio la situazione che è circoscritta e isolata grazie all’intervento delle strutture territoriali e ospedaliere”, così il direttore generale facente funzioni della Asl provinciale di Teramo, Maurizio Di Giosia, sul primo caso positivo al Coronavirus in Abruzzo. 

“Si è verificato questo primo caso, ora attendiamo il risultato del secondo test dallo Spallanzani di Roma – ha spiegato ancora -. Abbiamo voluto avvisare la popolazione per essere chiari, ma allo stesso tempo ribadiamo di non cedere al panico e di rimanere tranquilli perché stiamo monitorando la situazione con il Dipartimento di prevenzione e con le altre strutture sanitarie che per prima cosa sono intervenuti nell’appartamento di Roseto degli Abruzzi dove la famiglia è tornata in vacanza dalla Brianza”.

IL PUNTO IN ABRUZZO

A fronte dei dodici casi negativi accertati dopo i test eseguiti all’istituto Spallanzani di Roma – per esigenze tecniche legate alla disponibilità dei materiali nel centro di Pescara -, in Abruzzo ci sono stati ulteriori tre situazioni oggetto di attenzione.

Una all’Aquila, le altre due a Pescara.

La prima nel capoluogo regionale dove, in serata, è stato condotto in ospedale un cittadino cinese con l’attuazione dei protocolli previsti.

Un trasporto effettuato per mezzo del 118, con adeguate misure di sicurezza ma non ancora con i dispositivi specifici previsti per l’emergenza coronavirus, che sono in ogni caso in arrivo.

L’uomo, un giovane, sarebbe tornato in città dalla Cina il 10 gennaio, poi sarebbe stato in Germania prima del nuovo rientro all’Aquila, pochi giorni fa. Ha accusato sintomi influenzali, con febbre non alta, ma con tosse e raffreddore. Ecco perché il caso è stato trattato in ospedale anche se in maniera del tutto precauzionale, senza allarmismi di sorta. E’ stato sottoposto a tampone che è stato inviato al laboratorio di Pescara, tornato pienamente operativo dopo il rifornimento dei materiali necessari, in particolare reagenti.

Altri due casi sospetti a Pescara.

Il primo riguarda una odontoiatra di 46 anni tornata qualche giorno fa da Milano, dove lavora. Anche in questo caso ha chiamato il 118 per segnalare la presenza di febbre alta ed è stata condotta in ospedale per accertamenti.

Ulteriore tampone anche per un altro uomo, sempre di Pescara. Domani arriveranno i risultati dei test.

Al momento, dunque, in Abruzzo non si registrano casi positivi al virus. Lo comunica il Servizio Prevenzione e Tutela della salute della Regione.

Intanto, il Dipartimento regionale della Salute ha inviato ai direttori generali delle quattro Asl abruzzesi una circolare per unificare i comportamenti in presenza di casi sospetti e di contagi.

E da oggi chiunque entri in Abruzzo e provenga dalle cosiddette “zone rosse” dovrà comunicarlo.

E’ solo una delle misure previste dall’ordinanza firmata oggi dal presidente della Regione Marco Marsilio che ha così definito tutte le disposizioni che verranno seguite in Abruzzo nei prossimi giorni in relazione all’emergenza da Coronavirus.  

Si tratta dell’ordinanza numero 1 del 26 febbraio 2020 : “Ulteriori misure per la prevenzione e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID- 2019. Ordinanza ai sensi dell’art.32, c.3, della Legge 23 dicembre 1978, n. 833 in materia di igiene e sanità pubblica” . 

“Fino ad ora, senza volersi augurare nel futuro nulla di negativo, il nostro sistema sanitario ha risposto molto bene: ci siamo attivati per i percorsi alternativi secondo i protocolli di Ministero e Istituto superiore di sanità, abbiamo gestito nel migliore dei modi i casi sospetti e stiamo aspettando che arrivino i dispositivi di sicurezza, sui quali si è individuata la fonte del reperimento”.

Così l’assessore regionale alla Sanità Nicoletta Verì, della Lega, nel fare il punto della situazione sulla emergenza Coronavirus in Italia. La Verì ha spiegato che si è in attesa di conoscere i risultati dei test sugli otto casi sospetti di ieri in Abruzzo “anche se i protocolli sono stati attivati in via precauzionale”.

“Insieme al presidente Marco Marsilio ieri all’Aquila abbiamo fatto una riunione molto fruttuosa con prefetti, sindaci presidenti dei comitati ristretti e con l’Anci per evitare che ci si muova con decisioni individuali e non condivise – ha continuato -, poi abbiamo avuto un confronto molto sereno con il governo per recepire la ordinanza che indica le linee guida per le Regioni che non hanno casi positivi, sulla quale abbiamo indicato alcuni nostri suggerimenti  mentre l’altro ieri abbiamo inviato una circolare ai direttori generali delle quattro Asl abruzzesi che definisce le modalità di intervento sanitario in modo che tutti sanno cosa fare, sempre alla luce delle diurettiuve di Ministero e Istututo superiore”. 

La Verì ha sottolienato che “riflettendo sul lavoro fatto finora ho constatato che ci siamo attivati il 23 gennaio scorso, quindi oltre un mese fa, su una problematica che ha un forte impatto sociale”. 

“Stiamo anche verificando le strutture per integrare l’assistenza in riferimento alle quali abbiamo ipotesi concrete in campo, insomma ribadendo che non bisogna fare allarmismi e non dobbiamo farci prendere dal panico  – ha concluso -, siamo pronti ad ogni evenienza. Nella speranza che la emergenza si attenui”. 

IL PUNTO IN ITALIA

Il bollettino sul Coronavirus di oggi indica 650 contagiati, 17 morti e 45 guariti.

Così il capo della Protezione civile, Angelo Borrelli. In Lombardia sono 403 i contagiati (di cui 40 dimessi perchè guariti e 14 morti); 111 in Veneto (2 morti), 97 in Emilia Romagna (1 morto), 19 in Liguria, 4 in Sicilia (2 guariti), 3 ciascuna in Lazio (tutti e 3 guariti), Campania, Marche, 2 in Toscana e Piemonte, uno in Alto Adige, Abruzzo e Puglia.

I ricoverati con sintomi sono 248, 56 sono in terapia intensiva e 284 in isolamento domiciliare. I tamponi somministrati sono stati 12.014 (la metà in Veneto).

TAMPONI ANCHE CON CHI E’ A CONTATTO CON POSITIVI

I tamponi verranno eseguiti non solo ai soggetti con sintomi del coronavirus “ma anche a chi ha avuto contatti con persone positive”, ha chiarito Borrelli sottolineando che “c’è il massimo livello di attenzione”.

“Quella dei tamponi è una misura già operativa – ha ribadiro Borrelli – che non riguarda solo le persone che hanno i sintomi ma anche chi ha avuto stretto contatto con le persone positive: c’è il massimo livello di attenzione e concentrazione per isolare il virus”.

TRE MILIONI DI CONTROLLI IN PORTI E AEROPORTI

“Da più di venti giorni abbiamo i dati dei volontari e dei controlli che effettuano in porti e aeroporti: domani avremo oltre 3milioni di verifiche”, ha aggiunto Borrelli.

MAMMA POSITIVA PARTORISCE, NEONATO E’ NEGATIVO

Una mamma positiva al coronavirus ha partorito a Piacenza senza problemi e il bambino è risultato negativo al contagio.

A dirlo l’assessore regionale alla Sanità dell’Emilia-Romagna, Sergio Venturi.

La madre arriva dalla Lombardia.