ROMA – Non c’è il divieto di passeggiata in Italia: Lo sport e le attività motorie svolte negli spazi aperti sono ammessi nel rispetto della distanza interpersonale di un metro. In ogni caso bisogna evitare assembramenti.
Come riporta La Repubblica, è necessaria l’autocertificazione in qualsiasi caso, anche se ci si muove a piedi e in ogni caso bisognerebbe evitare di uscire se non per estrema necessità.
Ad oggi, non è previsto il divieto di passeggiare in nessuno dei decreti firmati dal ministero della Salute o dal governo, compreso l’ultimo licenziato ieri sera a tarda ora e valido da questa mattina fino al 25 marzo.
Chi esce da casa per prendere aria e allentare la tensione, per raggiungere il tabaccaio e acquistare le sigarette, per consentire al cane di fare i bisogni, non è passibile di sanzione.
Lo confermano, scrive Repubblica, fonti del Viminale che stanno interpretando in queste ore il Dpcm “11 marzo”. La stessa Protezione civile, interpellata, ha spiegato che non esiste un “divieto di passeggiata”, ma un forte invito a restare a casa.
Nel sito della Presidenza del Consiglio si trova una pagina con “le domande più frequenti”.
Alla voce “spostamenti”, la numero uno, si legge: “Si deve evitare di uscire di casa”. Si deve evitare, ma non è vietato. Anche nel vademecum del ministero dell’interno, articolato in 12 punti, si esplicita: “Non si può uscire di casa se non per validi motivi”.
E i validi motivi sono quattro: lavoro, necessità (spesa o farmacia), salute e rientro al proprio domicilio.
E ancora, anche con l’ultimo decreto, il più restrittivo della serie, tabacchi, ferramenta e altri artigiani restano aperti e, quindi, anche in questo caso sarebbe contraddittorio mantenere in attività questi negozi per non consentire, poi, di raggiungerli.






