L’AQUILA – Migliorano ancora le condizioni della giovane che si laureata in medicina all’Aquila originaria di Brescia, trovata positiva al Coronavirus e ricoverata da quattro giorni nel reparto Malattie infettive dell’ospedale San Salvatore del capoluogo regionale.
La giovane è fidanzata con un collega medico abitante nella stesa regione, anche lui positivo.
Per questo, nei giorni scorsi è scattato il protocollo per verificare le sue frequentazioni ed i contatti, in particolare in quarantena in casa sono state poste tre studentesse amiche della giovane, che con lei erano tornate all’Aquila domenica scorsa per effettuare l’esame di abilitazione.
Oggi, nel reparto aquilano serpeggia una maggiore tranquillità anche perché nella notte è arrivata una buona notizia con il test negativo di un caso sospetto emerso ieri sera riguardante una giovane aquilana che studia in una università del Nord che ha viaggiato molto e che è molto conosciuta all’Aquila dove ha ed ha avuto molte frequentazioni.
I sintomi tipici del covid19 sono risultati legati all’influenza.
“Sta sempre meglio la giovane laureata in medicina – spiega il primario di Malattie infettive, Alessandro Grimaldi -. Sul caso abbiamo verificato contatti primari e secondari. Abbiamo accertato con il dottor Enrico Giansante e il dottor Domenico Pompei anche i contatti legati al caso sospetto che nella notte si è risolto in maniera positiva”.
L’infettivologo, da settimane in prima linea, sottolinea che “avere cautela non significa che la gente deve avere panico, deve fare la vita normale attuando le precauzioni ormai note a tutti. Poi, i cittadini devono stare tranquilli perché nel nostro Paese c’è un sistema sanitario tra i migliori al mondo e una diffusa rete di reparti di malattie infettive in grado di trattare con efficacia questi pazienti”.
In riferimento alla struttura aquilana, Grimaldi rimarca il fatto che “nel nostro reparto la organizzazione rispetto alle altre realtà ha un vantaggio in più visto che si è ben forgiata con l’emergenza terremoto, dopo quella esperienza drammatica, sappiamo quello come operare in condizioni di emergenza. Voglio ricordare che in circa 11 anni abbiamo messo su un ospedale che dopo il tragico sisma era praticamente una tendopoli. E nel giro di poco tempi siamo riusciti a recuperare il nostro ospedale e a tornare alla normalità”.
“Anche in seguito a quella drammatica fase – continua il medico aquilano – Malattie infettive, recentemente ristrutturata, è diventato un reparto di punta in Abruzzo e che non ha nulla da invidiare rispetto alle eccellenze nazionali, nel quale possiamo operare con efficacia e al massimo del livello di sicurezza sia per i pazienti sia per gli operatori sanitari. Nella struttura sono disponibili complessivamente 10 stanze a pressione negativa: in un’ala vengono ricoverati i casi sospetti o conclamati, nell’altra prosegue l’attività ordinaria, naturalmente, vengono due percorsi assolutamente separati: inoltre da poco, abbiamo allestito una stanza con i macchinari per assistere i pazienti con grave insufficienza respiratoria e per la diagnostica ecografica della polmonite, il tutto con una gestione fatta in collaborazione con il reparto di anestesia diretta dal professor Marinangeli. Inoltre, abbiamo un percorso di trasporto dei pazienti che si svolge totalmente all’esterno dell’ospedale. A tale proposito, invitiamo i pazienti che dovessero avere sintomi respiratori compatibili con l’infezione da Covid-19 di rivolgersi direttamente al 118 che provvederà a trasportare il nostro reparto. Mentre – conclude Grimaldi – va assolutamente evitato di recarsi direttamente al pronto soccorso”.





