ROMA – “L’ondata epidemica ha messo a nudo i limiti di anni in cui in sanità si è disinvestito o tagliato piuttosto che investito, è questa una delle lezioni che possiamo prendere”.
Ma ha anche “mostrato la capacità di resilienza del Servizio sanitario nazionale e la grande capacità degli operatori sanitari”.
Lo ha detto Franco Locatelli, presidente del Consiglio Superiore di Sanità (Css) e membro del Comitato tecnico scientifico (Cts), durante la trasmissione Agorà, su Rai 3.
Il Servizio Sanitario Nazionale, ha proseguito, “ha reagito in maniera formidabile e l’Italia ha reagito meglio di altri paesi d’Europa, che hanno una diffusione del contagio e una mortalità peggiore dei nostri”.
Inoltre, “siamo riusciti a riattivare letti di rianimazione in numero non immaginabile fino a pochi mesi prima”. L’ondata epidemica ha però anche “messo a dura prova le attività medico e chirurgiche routinarie inclusi gli screening oncologici. La ripresa di queste attività ma anche il ricostituire la rete di assistenza per le patologie cardiovascolari va fatto al più presto”. D’altronde, ha concluso l’esperto, “l’adozione misure lockdown credo sia stata fondamentale per prevenire la diffusione del contagio nel resto d’Italia. Proviamo a immaginare cosa sarebbe successo se altre regioni fossero state investite dalla pandemia come la Lombardia”.






