SYDNEY – In vista della World Health Assembly del 17 maggio a Ginevra, l’Australia sostiene il ritorno di Taiwan nell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), quattro anni dopo la sua estromissione su pressioni della Cina, aggravando così le tensioni diplomatiche tra Canberra e Pechino legate al sostegno del governo australiano a un’indagine internazionale sulle origini e la gestione del coronavirus.

La presa di posizione, che fa seguito a un appello di Taiwan a Canberra, è coerente con la posizione da tempo assunta dall’Australia, secondo cui Taiwan dovrebbe poter cooperare a livello pratico con l’agenzia Onu per la Sanità. Un portavoce del Dipartimento Affari Esteri e Commercio ha confermato che l’Australia sostiene il coinvolgimento di Taiwan al lavoro dell’Oms.

“La sfida del Covid-19 impone una risposta determinata e globale. L’Oms deve pertanto mantenere una stretta relazione di lavoro con tutte le autorità sanitarie”, ha dichiarato. “Noi sosteniamo la partecipazione di Taiwan come osservatrice o ospite, in coerenza con la nostra politica di una sola Cina”. Taiwan è ammissibile solo allo status di osservatrice all’Oms perché non è definita come Stato dall’ente Onu.

Il ministro della Sanità di Taiwan, Chen Shih-chung, ha detto al Sydney Morning Herald che gli altri Paesi dovrebbero imparare dalle misure di quarantena tempestiva, isolamento e preparazione alla pandemia, che hanno avuto un impatto critico nel sopprimere il virus nel Paese. Secondo i dati della Johns Hopkins University Taiwan ha registrato solo 429 casi di coronavirus.

Le diplomazie di Australia e Cina si sono scambiate frecciate negli ultimi giorni per il sostegno espresso dal governo australiano a un’indagine internazionale sulle origini e la gestione del Covid-19, suscitando minacce di boicottaggio da parte della Cina di università, turismo e agricoltura. In un’intervista l’ambasciatore cinese in Australia Cheng Jingye ha avvertito che la presa di posizione australiana può far scattare un boicottaggio di servizi e prodotti.

L’iniziativa di Canberra, ha detto l’ambasciatore, porterebbe i turisti cinesi a “pensare due volte” prima di visitare l’Australia, mentre i genitori di studenti si domanderanno se l’Australia “sia il posto migliore per mandare i figli a studiare”. E la gente comune dirà “perché dovremmo bere vino australiano o mangiare bistecche australiane?”.