ROMA – Fino a questo momento sette paesi Ue e la Gran Bretagna hanno segnalato casi di coronavirus, ma solo tre ne hanno avuti di ‘secondari’, che si sono verificati cioè sul suolo europeo e non sono stati importati.
Lo afferma l’ultimo bollettino dell’Ecdc, il Centro Europeo per il Controllo delle Malattie.
L’Italia quindi con i casi in Lombardia diventa il quarto paese con contagi interni.
Al 20 febbraio, la Germania aveva 16 casi, di cui due importati e il resto secondari; la Francia 12 (5 importati, 7 secondari e un morto); la Gran Bretagna 9 (di cui uno solo importato); l’Italia 3, la Spagna 2 e Belgio, Finlandia e Svezia uno.
“Il rischio di infezione da Sars-CoV-2 per le persone in Ue e Gran Bretagna è considerato basso – scrivono gli esperti nell’ultimo ‘risk assessment’ – Questo giudizio si basa su due fattori: visto che tutti i casi riportati in Ue hanno un’origine epidemiologica chiaramente definita, la probabilità di trasmissione è considerata molto basso”.
“Tuttavia l’impatto di una o più infezioni che dovessero dar vita a una trasmissione sostenuta potrebbe essere da moderato ad alto, soprattutto per gli anziani con altre malattie preesistenti, visto che gli esiti sono più gravi per questa categoria di persone”.





