L’AQUILA – “La seconda ondata di contagi è arrivata. I numeri, ormai consolidati, dimostrano che c’è, in Abruzzo come nel resto d’Italia. Lancio un appello al senso di responsabilità e alla serietà: gli esperti ci dicono che dobbiamo imparare a convivere con il virus e per farlo dobbiamo partire da noi stessi, dal senso di responsabilità che ognuno di noi deve avere verso se stesso, verso i propri cari e verso la comunità”.
Lo afferma il governatore dell’Abruzzo, Marco Marsilio, ricordando l’importanza di mascherine e distanziamento sociale e invitando a “non essere imprudenti, non essere superficiali, non pensare che tra un gruppo di amici si possano abbassare le difese”.
Al termine della riunione dell’Unità di crisi Covid-19 regionale, cui hanno preso parte i quattro prefetti, le Asl e i sindaci dei capoluoghi di provincia, il presidente abruzzese sottolinea che “a luglio avevamo quasi azzerato contagi, avevamo azzerato le terapie intensive, mentre oggi purtroppo i numeri sono dieci volte superiori. Bisogna tenere alta la guardia – afferma – se saremo capaci di farlo riusciremo ad evitare provvedimenti dolorosi”.
Ma il presidente sottolinea: “Abbiamo sviluppato una grande capacita di intercettare precocemente i malati. Non dobbiamo farci impressionare dai numeri, ma dobbiamo fare il massimo, tutti insieme, per contenerli ed evitare nuovi provvedimenti restrittivi”.
Marsilio, nel richiamare alla responsabilità, illustra “le differenze tra la situazione primaverile e oggi”, perché “comprendere le differenze consente di evitare isterismi e panico”.
Il presidente di Regione mette a confronto i dati di due giornate simili, una di marzo e una del mese in corso: “Ieri abbiamo avuto 77 nuovi contagiati, il 23 marzo ne avevamo avuti 76. A marzo avevamo fatto solo 299 tamponi, cioè oltre il 25% di positività, ieri ne abbiamo fatti 2.278. Ormai sono giorni che facciamo duemila tamponi al giorno di media. La percentuale di positivi è solo del 3,4%. A marzo avevamo 52 terapie intensive, ieri solo otto. A marzo c’erano stati 38 decessi, ieri zero”.
Poi un appello ai giovani, che “si pensavano immuni e invece, come dimostrano i dati, vengono colpiti: quando non sviluppano la malattia sono lo stesso contagiosi e dentro casa possono trasmetterla alle persone più fragili. Attenzione, evitate gli assembramenti e la superficialità nei momenti di divertimento e nei luoghi della movida. Bisogna mantenere la distanza e usare la mascherina”.
Sulla scuola Marsilio, al termine della conferenza delle Regioni, spiega che: “L’anno scolastico si concluderà comunque, o in presenza o a distanza, come siamo riusciti a concluderlo lo scorso anno, colpiti alla sprovvista e con scuole non ancora organizzate. In caso di nuove restrizioni l’anno scolastico andrà avanti. Diverse Regioni hanno posto questo tema perché purtroppo il trasporto pubblico non è in grado di sostenere il peso di tutta questa gente che viaggia alla stessa ora. Per questo, per gli studenti più grandi, si sta pensando di proporre al Governo, almeno per un periodo, magari il più difficile, di tornare alla didattica a distanza”.
Per quanto riguarda le nuove misure: “Quello che le Regioni hanno voluto dire e io ho sostenuto con forza è che se bisogna adottare delle restrizioni che impediscono a categorie di cittadini di poter lavorare deve scattare immediatamente un meccanismo di solidarietà che porti al ristoro economico del danno. Purtroppo non è accaduto ad esempio con le discoteche che si sono fermate a metà dell’estate e ancora non si vedono risorse, così come per molte attività siamo in ritardo con il ristoro economico. Le Regioni hanno sottolineato questo aspetto”.
“Siamo ancora in attesa del nuovo decreto, ci siamo confrontati con i presidenti delle Regioni per dare mandato ai presidenti di Emilia Romagna, Lombardia e Sicilia di rappresentare le richieste e la posizione delle Regioni. Siamo d’accordo su alcune misure sanitarie, come la riduzione da 14 a 10 dei giorni di quarantena o la certificazione di guarigione con un solo tampone negativo. Stiamo discutendo su altro, come le misure restrittive per gli sport di contatto o per il pubblico agli eventi sportivi e culturali”






