ROMA – Il nuovo bilancio delle vittime del coronavirus, pubblicato dalla mappa online della statunitense Johns Hopkins University, sale a 2.252 morti, compreso l’italiano deceduto ieri sera in Veneto, Adriano Trevisan, 78 anni, di Vo’ Euganeo, ex titolare di una piccola impresa edile, padre di tre figli.

E c’è una seconda vittima italiana: secondo quanto apprende l’Ansa da fonti sanitarie si tratta di una donna residente in Lombardia che potrebbe essere collegata ai casi di Codogno.

I casi confermati di contagio sono, invece, 77.270. Sono 18.898 le persone guarite al momento. 

Intanto cresce la preoccupazione anche tra i cittadini e abruzzesi.

Ieri sera la Regione Abruzzo ha assicurato, al termine di una riunione al Dipartimento regionale della Sanità, convocata dall’assessore alla Salute Nicoletta Verì, che “pur non essendoci al momento alcuna evidenza di circolazione locale del virus, la Regione Abruzzo è pronta a gestire un’eventuale emergenza sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus Covid 19”.

All’incontro hanno partecipato il dirigente del Servizio Prevenzione e Tutela della Salute Stefania Melena, il dirigente della Protezione civile regionale Silvio Liberatore, il direttore del Dipartimento Governo del Territorio Pierpaolo Pescara, i delegati delle aziende sanitarie regionali e delle prefetture.

Per la Regione “alla luce di quanto sta accadendo in queste ore in Lombardia e in altre aree del nord Italia, durante l’incontro si è provveduto a una prima ricognizione di strutture presenti sul territorio da destinare – in caso di necessità – a ospitare soggetti da tenere in quarantena (non quindi con contagio conclamato) che non possano essere posti in isolamento domiciliare fiduciario (come turisti, sportivi o lavoratori in trasferta)”.

“La quarantena di 14 giorni con sorveglianza attiva, così come stabilito dall’ordinanza del ministro Roberto Speranza, è obbligatoria per coloro che abbiano avuto contatti stretti con casi confermati di Covid 19. Coloro che negli ultimi 14 giorni abbiano fatto ingresso in Italia dopo aver soggiornato in aree della Cina interessate dall’epidemia, dovranno comunicarlo al Dipartimento di prevenzione della propria Asl di residenza, che ne disporrà l’isolamento domiciliare fiduciario”.

“Resta confermato il sistema di presa in carico e trattamento di eventuali casi sospetti o conclamati, per i quali sono a disposizione 81 posti letti nei reparti di malattie infettive delle 4 Asl regionali. I pazienti saranno gestiti secondo quanto previsto dai protocolli ministeriali, sulla base delle procedure già adottate dallo scorso 23 gennaio”.

“È stato rinnovato l’invito a non recarsi nei pronti soccorso degli ospedali, ma di rivolgersi al proprio medico di famiglia che farà una prima valutazione del caso e solo eventualmente avvierà le procedure per il ricovero ospedaliero. Per evitare, infatti, il propagarsi del contagio è fondamentale che il paziente non si rechi da solo (quindi senza alcuna precauzione). Saranno infine disposti controlli sanitari su tutti i voli in arrivo e in partenza dall’aeroporto d’Abruzzo, che verranno eseguiti dalla Protezione civile e dal personale sanitario del 118”.

Intanto cresce il numero delle persone contagiate in Italia: Un altro caso da coronavirus in Veneto. È un uomo di 67 anni, di Dolo, ricoverato ora in rianimazione a Padova. Lo riferisce all’Ansa il presidente del Veneto, Luca Zaia. 

Il paziente è transitato dapprima al pronto soccorso di Mirano (Venezia), poi nella rianimazione di Dolo (Venezia), e, in seguito al peggioramento delle condizioni, è stato trasferito a Padova.