ROMA – La Difesa ha reso disponibili – in caso di necessità e su richiesta delle autorità competenti sull’emergenza coronavirus – un totale di circa 2.200 stanze e circa 6.600 posti letto, distribuiti su tutto il territorio nazionale, a favore dei cittadini che debbano eventualmente sottoporsi al periodo di sorveglianza.

“Il ministero, su indicazione del ministro Lorenzo Guerini – si legge in una nota – è anche a disposizione nel fornire supporto all’emergenza attraverso una quota del proprio personale medico, qualora ne pervenga specifica richiesta e compatibilmente con le esigenze operative che tale personale è già chiamato a svolgere in ambito Difesa, in Italia e nelle missioni all’estero”.

Nello specifico, “per rispondere alle esigenze dei territori lombardi, il ministero sta predisponendo in queste ore l’invio di 10 medici e 14 infermieri, per arrivare a un totale di 20 medici e 20 infermieri”.

Ad oggi, le strutture della Difesa utilizzate per fronteggiare l’emergenza coronavirus sono quelle del Centro Sportivo Olimpico dell’Esercito della Cecchignola, il polo alloggiativo della Scuola di Applicazione militare presso la caserma Riberi di Torino e il Policlinico militare Celio di Roma, che fornisce anche assistenza ospedaliera.

“A breve – prosegue la nota – verrà attivata una quarta struttura, sempre su richiesta della Protezione Civile, che è la caserma Annibaldi di Milano, presso Baggio”.

“Le Forze armate – sottolinea la Difesa – svolgono la propria parte nell’ambito del ‘sistema paese’ grazie ad una costante gestione dell’emergenza sanitaria in coordinamento con il Dipartimento della Protezione civile, i ministeri degli Esteri e della Salute. La Sala operativa (attiva 24 ore al giorno, sette giorni su sette) del Coi dedicata all’emergenza continua a monitorare la situazione dei militari italiani in tutte le missioni e operazioni nazionali e internazionali ed a condividere le informazioni di interesse con gli altri dicasteri impegnati a fronteggiare l’emergenza sanitaria”.